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Pd. A Comiso convegno su sviluppo economico e sistemi locali

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Importante convegno organizzato dal PD di Comiso su Sviluppo economico e sistemi locali. Le nuove sfide delle città nell’area iblea. Interessanti e inediti contributi delineano l’importanza dei territori nella crescita sostenibile economica e sociale dell’area vasta.

Si è svolto giovedì un importante convegno organizzato dal Partito Democratico di Comiso per analizzare l’importanza delle città quale leva di cambiamento nel modello di sviluppo nell’area iblea.
“In questa difficile fase sociale ed economica abbiamo bisogno di più politica – ha detto nel suo intervento introduttivo il segretario Gigi Bellassai – di più partecipazione, abbiamo la necessità di ricostruire spazi di democrazia desertificata, trasformata e ridotta dalle destre e dai populismi reazionari in un votificio. Ecco perché siamo impegnati ad affermare ogni giorno l’anima e la ragione sociale della sinistra all’interno di un campo largo delle forze riformiste, ecologiste cattolico democratiche e liberali che non faccia “surf” ma che conosca e si faccia carico della profondità dei problemi. A partire dalle città che manifestano i rendiconti amari della realtà siciliana. A partire dal lavoro, che manca e quando c’è spesso è solitudine e competizione, la formazione e la ricerca al palo, l’ascensore sociale fermo, un quarto dei giovani siciliani che lasciano la Sicilia (35.000 in due anni) i Comuni e le città che piuttosto che essere anticicle e terminale di innovazione e modernizzazione ecologica sono divenute luogo di speculazione e rendita, con una grave crisi di alloggi e piene di rifiuti, certificando il fallimento della regione nella incapacità di chiudere il ciclo e mandando a gambe per aria il sistema, i cui costi fra qualche mese si riverseranno in modo insostenibile sui cittadini. Anche la vicenda della ricapitalizzazione dell’Aeroporto di Comiso e paradossale con l’ARS che approva l’utilizzo di 2,7 ME (tagliandone oltre 3,5 ME già destinate alle rotte ottenute dall’on. Nello Dipasquale) per ricapitalizzare SOACO e mantenere il 35% e l’assessorato che blocca il trasferimento perché li configura come aiuti di stato, con il risultato che il Comune di Comiso nella fusione con SAC vede erosa la propria partecipazione a solo il 5%. Un fallimento per l’Amministrazione e per la Regione. Dobbiamo riprenderci in mano la “cassetta degli attrezzi” rafforzando la connessione sentimentale con il mondo del lavoro e con i giovani. Valorizzando al massimo radici, fascino, relazioni, orizzonte, per recuperare i più fragili e i più poveri ammaliati dalle destre indulgente e accondiscendente con i ricchi e arrogante e giustizialista con i poveri. Dobbiamo far cambiare passo alle città e alla nostra regione perché abbiamo il coraggio e non rinunciamo ad immaginare e lottare perché un’altra Sicilia è possibile.”
Il segretario provinciale Lino Giaquinta ha puntualizzato l’impegno del PD nel costruire una rete tra i Sindaci e una cabina di regia che può rappresentare un luogo di confronto e di crescita delle nostre comunità. Come l’esempio virtuoso della gestione dei beni comuni e in particolare di “Iblea acque” una società 100% pubblica per la gestione dell’acqua.
Il sindaco Francesco Aiello ha posto l’accento sulla necessità di coniugare concretezza e idealità per garantire ai cittadini risposte certe dentro un orizzonte ideale democratico e di partecipazione. In questo senso è indispensabile sostenere il movimento contadino della fascia trasformato che ha bisogno di rappresentanza e sostegno.
Il neo sindaco di Chiaramonte Mario Cutello ha spiegato la necessità di un coordinamento più serrato sulle scelte sovra comunali, atteso che il libero consorzio è commissariato da molti anni perdendo così i comuni ogni possibilità di dibattito e confronto.
La vice segretaria cittadina Giusy Brullo ha spiegato la necessità di essere vicino agli ultimi per garantire un welfare locale ed questo un dovere della politica per dare riposte concrete in una fase cosi delicata delle crisi che in autunno vedrà un drammatico picco. Quindi bisogna essere pronti.
A seguire gli interventi di Rosario Dibennardo ex AD SOACO che ha parlato della vicenda aeroportuale illustrando i dati positivi e di crescita dell’aeroscalo comisano, che oggi ha aumentato le rotte e le cui performace in termini di passeggeri in questi ultimi mesi sono i più alti di sempre.
Interessante l’intervento di Giovanni Migliore segretario CISL scuola Ragusa e Siracusa che ha denunciato le fallimentari politiche regionali nel settore scuola e formazione analizzando le cause con il 23% dei giovani siciliani che abbandona la scuola ponendo ci all’ultimo posto in Europa e una Regione bypassa la concertazione con i sindacati con provvedimenti preconfezionati.
Sandro Gambuzza di Confagricoltura ha parlato della crisi agricola analizzando le quattro aree strategiche: l’economia del mare della terra e dell’aria, puntando sulla logistica e aeroportualità, nautica commercio, turismo, cultura, tecnologia del mare; la green economy con energia, ambiente ed economia circolare; agroalimentare settore dove nel ragusano è presente un cluster produttivo avanzato per il fresco e la trasformazione; banda ultralarga per garantire innovazione e digitalizzazione. Da ex presidente SAC ha illustrato i vari passaggi dell fusione per incorporazione di SOACO in SAC che vede l’aeroscalo salvo solo per volontà della classe dirigente dell’area riformista presente in SAC e SOACO che ha voluto difendere l’aeroscalo Pio La Torre dal rischio chiusura, atteso che il Comune non ha avuto la capacità di ricapitalizzare.
Lillo Termini ex Direttore generale dell’azienda ospedaliera di Ragusa, ha parlato di un sistema sanitario con molte ombre e a tratti fallimentare. Con gravi criticità nell’offerta sanitaria degli ospedali ma soprattutto con la medicina di territorio davvero in tilt, con liste d’attesa spaventose, ritardi nella prevenzione e contrazione dei servizi. Affermando che la sfida per il futuro è il prodotto salute valorizzando le energie e le risorse presenti e favorendo nuovi investimenti anche con il PNRR ricordando che la salute è un diritto universale per ogni cittadino e non solo per i ceti più abbienti
Gianni Rollo della Lega coop Sicilia ha posto l’accento sulle difficoltà della cooperazione nei settori agricoltura, sociale e abitazioni, che stanno subendo la crisi e il mancato supporto di una regione latitante, ad esempio del piano di aiuti agricoli non c’è alcun riscontro, nel sociale i ritardi dei pagamenti da parte di molti enti locali ha messo in ginocchio moltissime cooperative, nelle settore abitazioni, purtroppo lo sviluppo dell’housing sociale che oltre a rispondere alle gravi esigenze abitative potrebbe favorire la socialità e la condivisione, purtroppo in Sicilia resta al palo.
Nelle sue conclusioni l’on. Nello Dipasquale ha riflettuto sull’importanza di questa iniziativa che è che ha approfondito temi strategici e attuali, fornendo uno spaccato del fallimento del regionale ma anche delle opportunità che si chiudono in questa particolare fase socio-politica. Il territorio ibleo ha sofferto l’assenza di parlamentari di maggioranza attivi nella risoluzione dei problemi, che sono stati invece denunciati proprio da Dipasquale nel suo ruolo di opposizione costruttiva. Sono stati anni nei quali nell’area iblea sono arrivate solo le briciole e molte delle criticità sono rimaste irrisolte. Simbolico è il caso dell’Aeroporto di Comiso per il quale i 7 ME stanziati dal precedente governo regionale per sostenere le rotte, sono stati ridotti a 2,7 ME e inventandosi il vincolo degli aiuti di stato, non sono stati trasferiti a SOACO, con il risultato di perdere peso nella fusione e indebolire l’aeroporto di Comiso, che se è ancora vivo e vitale lo deve alla nostra classe dirigente. Fallimenti dietro fallimenti, nella sanità così come nelle infrastrutture e nei servizi e nel welfare oltre che nella formazione, ridotta ad un pallido ricordo. Il settore agricolo-zootecnico abbandonato a se stesso in una delle province più vocate dell’isola. E oggi assistiamo al paradosso di un territorio fortemente attrattivo per i turisti che si ritrova con la spazzatura in mezzo alla strada.
“Il dato evidente è il fallimento – ha spiegato Dipasquale – della politica regionale e locale in tema di smaltimento dell’immondizia, non solo in provincia di Ragusa, ma in tutte le province siciliane, perché il ciclo dei rifiuti non si è completato e ovviamente non può essere chiuso all’interno dei territori. Cosa che sarebbe possibile solo con la presenza di un impianto di smaltimento per l’indifferenziato. Questa era il tipo di programmazione che il territorio, i comuni innanzitutto, la città di Ragusa, avrebbero dovuto compiere. Questo era l’unico “piano B” possibile, ma mai realizzato, che ha determinato il commissariamento nel marzo del 2017: perché non era stato individuato un sito a servizio del territorio per conferire l’indifferenziato.
Gli amministratori vicini a Musumeci comunicano che l’immondizia andrà portata fuori dall’Isola e che i costi maggiori li pagherà la Regione, quindi la TARI non aumenterà. Forse non ci si rende conto che le risorse comunque sono sempre dei siciliani che, magari, meriterebbero più attenzione nelle politiche sociali, a difesa dei più deboli, nelle infrastrutture, nel turismo, nei servizi di cui purtroppo la nostra terra è carente. Insomma, un’enorme quantità di risorse economiche sprecata per affrontare emergenze che si potevano gestire meglio. Poi bisogna vedere per quanto tempo la Regione sarà in grado di coprire la differenza dei costi. Ci si rende conto che ciò che accade qui, succede in tutta la Sicilia? Per quanto tempo la Regione potrà sopportare economicamente il proprio fallimento politico. Forse alcuni mesi, giusto il tempo di superare le elezioni regionali? Poi il sistema salterà di nuovo e se la Regione non continuerà a pagare… Arriverà, a breve anche il momento dell’aumento della TARI in modo lineare per i comuni virtuosi e per quelli che non differenziano. Un vero fallimento.
Possiamo e dobbiamo invertire la rotta – ha concluso Nello Dipasquale – la Sicilia può essere governata in modo efficiente e moderno, partendo dall’esperienza delle buone partiche dei sindaci riformisti del territorio ibleo che lo hanno modernizzato e reso competitivo. Simo impegnati a sostenere Caterina Chinnici alle primarie per la presidenza e abbiamo già pronta la lista del PD per la regionali con la capolista Giusy Brullo, il sottoscritto, Lino Giaquinta e Francesco Stornello: un bel gruppo che porterà a Palermo, rappresentatività dei territori e istanze sociali dell’area iblea.

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