Chiaramonte. Battaglia: “Bilancio del Comune: è allarme rosso”

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Paolo Battaglia – del gruppo politico locale Idea Chiara – è intervenuto per tracciare un quadro delle finanze del Comune di Chiaramonte. Per l’ex assessore comunale vi sono profondi squilibri nel bilancio comunale, frutto di una gestione non oculata e chiede di seguire le indicazioni del collegio dei revisori in merito all’accesso alle procedure di pre dissesto per evitare il crack del Comune e conseguenze nefaste per i cittadini.

“Un buon sindaco dovrebbe gestire le spese comunali secondo la logica del buon padre di famiglia e cioè utilizzando il denaro di tutti in maniera attenta e per le reali esigenze – dice Battaglia -. Invece, il bilancio del Comune è in allarme rosso e i Consiglieri comunali di opposizione lo hanno evidenziato più volte, senza ricevere ascolto. Ma non solo. Già in occasione dell’approvazione del bilancio di rendiconto dell’anno 2019, mettendolo nero su bianco, i revisori dei conti hanno fatto riferimento al continuo ricorso alle anticipazioni di tesoreria. Ricorso che poi ha visto un saldo negativo ed un costante indebitamento per mancate restituzioni del denaro verso la banca”.

Poi Battaglia prosegue: “Purtroppo queste cattive pratiche hanno visto la loro prosecuzione tanto che lo scorso 3 gennaio 2022 il nuovo Collegio dei Revisori ha evidenziato sia il forte incremento del debito sia il fatto che le normali entrate del Comune non potranno risanare il debito contratto con la banca. Pertanto il collegio dei revisori ha raccomandato all’amministrazione di accedere alla procedura di pre dissesto entro il 30 giugno 2022”.

“Per altro le spese effettuate dal sindaco con le anticipazioni non erano volte alla risoluzione di concrete urgenze ma sono state impiegate in maniera spesso dissennata. Le spese scellerate hanno avuto un aumento vertiginoso nel giro di pochi anni, soprattutto dopo che ha revocato al sottoscritto la delega al Bilancio. I numeri fotografano una situazione solare: a fine 2018 la cassa comunale era in positivo di 500mila euro, a fine 2021 la cassa è in negativo di 3 milioni di euro”.

“Oltre a questa cifra esorbitante vi sono bollette non pagate, ritardi nei pagamenti ai fornitori, contenziosi aperti, spese irragionevoli (come la rotonda abbellita con un vecchio frantoio costata 65mila euro o le ultime due Estati Chiaramontane per centinaia di migliaia di euro)”.
Poi Battaglia conclude: “Questo modo di amministrare significa fare il male di Chiaramonte! Occorre che il Comune acceda alla procedura di pre-dissesto, così come suggerito dai Revisori dei conti, altrimenti si rischia il dissesto di bilancio con tasse al massimo e servizi al minimo. Una prospettiva allarmante. In seguito, Chiaramonte deve scegliere di percorrere una nuova strada, una strada fatta di competenza e responsabilità al fine di avviare una vera azione di rinascita”, conclude l’esponente di Idea Chiara.

 

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