Distribuzione automatica. Negli iblei calo di fatturato del 31%

Confcommercio: "Ora segnali di ripresa ma non basta"
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Nel 2020 il settore della distribuzione automatica ha perso, in provincia di Ragusa, oltre il 31% del proprio fatturato a causa della chiusura forzata per la pandemia di scuole, uffici e pubbliche amministrazioni. Il dato emerge da una ricerca realizzata dallo studio Ipsos per Confida, l’Associazione italiana distribuzione automatica aderente a Confcommercio. Nell’anno in corso la tendenza sta fortunatamente cambiando, tanto che tra gennaio e agosto c’è stata una ripresa (+9,21% rispetto allo stesso periodo del 2020), trainata dal consumo di caffè (+12,13%) e acqua (+10,88%), i prodotti più consumati ai distributori automatici. Tuttavia, si resta ancora lontano dalla situazione precedente la pandemia (-15,17% rispetto allo stesso periodo del 2019). “Sono quattro – dice il presidente provinciale Confcommercio Ragusa, Gianluca Manenti – le proposte di Confida per far tornare a crescere il settore. Prima di tutto, occorre sostenere le imprese del settore nella transizione ecologica: ad oggi la strategia è basata solo sui divieti, come quello della plastica monouso, ma per accompagnare le aziende nel cammino verso la sostenibilità occorrono incentivi e i milioni di euro previsti nella Finanziaria 2022 sono del tutto insufficienti. Inoltre, è necessario sostenere le imprese nella transizione digitale favorendo un sistema di rottamazione dei distributori automatici che rilanci le tecnologie made in Italy del settore”. L’associazione del vending chiede anche di rivedere la proposta sui criteri ambientali minimi (Cam), ossia le linee guida per il green procurement, in via di definizione presso il ministero per la Transizione ecologica che “se così applicati – dice ancora Manenti – stravolgerebbero tutti gli aspetti principali della distribuzione automatica nella Pubblica amministrazione che rappresenta il 18% del fatturato del settore”. Infine, nel contesto della riforma del Codice appalti, Confida chiede di riformare le concessioni pubbliche, i cui canoni sono arrivati al 60-70% del costo dell’intera concessione rendendo spesso i bandi antieconomici. “Il settore della distribuzione automatica – ha concluso Manenti – ha risentito in maniera significativa delle restrizioni. I principali indicatori mostrano che il peggio è passato ma il settore non è ancora tornato ai livelli pre-Covid”.

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