Modica: elezioni comunali 2023. La politica comincia ad ululare alla luna

Tempo di lettura: 2 minuti

A – Presupposto politico

Il nostro è un impegno di governo della città di Modica, non un programma elettorale. Esso sarà, comunque, mantenuto nella misura, nel ruolo e con la forza che i cittadini modicani gli vorranno assegnare con il loro voto, quindi da posizione di governo oppure dall’opposizione. Quello che segue è, quindi, il Manifesto, nel mondo del normale, di un possibile progetto di governo e non il manifesto di un programma elettorale. La distinzione risiede nel fatto che il governo ha un riferimento il più possibile al reale, il programma, come, purtroppo ci ha abituato la storia dell’ultimo mezzo secolo della nostra città, è un insieme di promesse, mai realizzate perché in partenza irrealizzabili.

Il presente progetto assume come fondamento del suo progetto elettorale la constatazione che il governo Abbate in questi otto anni di attività ha costretto, nel solco di una tendenza ben disegnata dalla politica passata, la politica modicana a muoversi in un breve tratto compreso tra un Potere locale di fatto onnipotente ed una opposizione consiliare, culturale e da social, sterili ed inconsistenti. Per approfondimenti su come ciò è avvenuto si rimanda all’articolo pubblicato su Radio Rtm Modica (https://www.radiortm.it/2021/08/22/modica-2023-elezioni-modica-potere-onnipotente-e-opposizione-da-chiacchericcio/).

 

B – Istantanea della “democratica dialettica politica” nella città di Modica

Se l’ onnipotenza del potere locale, che può permettersi tale stato per l’ inefficienza e negatività di vario genere di enti istituzionali ad esso sovraordinato, al punto che gli è permesso di agire violando norme e regolamenti ed in spregio delle più elementari norme democratiche, si va a stabilizzare con un’ Opposizione consiliare e culturale incapace di comprendere che tale onnipotenza meriterebbe l’elaborazione di nuove strategie e metodi di lotta politica e che, nei fatti, con la sua “non azione “ contribuisce a tale onnipotenza, è pur vero che qualsiasi azione restauratrice di un minimo di dialettica politica per qualsiasi forza voglia cimentarsi in una futura attività di governo può avere successo solo prendendo come situazione di fatto e di partenza di ogni progetto restauratore quanto questo Governo locale e questa Opposizione hanno prodotto nella condizione socio-politico-economica nella nostra città:

 

…in ordine al governo uscente:

– la indiscutibile eccellenza nel settore della manutenzione della città, prendendo atto di un risultato che fa di questo governo il migliore che la nostra città abbia mai avuto negli ultimi quarant’anni;

– nel solco di una mediocrità politica, per non andare oltre, degli ultimi quarant’anni, l’assenza di un’attività di programmazione strategica di grandi opere in una visione di sviluppo economico e la totale disattenzione nei confronti  della gestione dei problemi complessi;

– la sistematica violazione di norme e regolamenti nella gestione del potere;

– il totale esautoramento della struttura tecnico amministrativa nella realizzazione pratica delle opere di manutenzione nella più evidente con-fusione tra responsabilità politica e responsabilità tecnico-amministrativa;

– spirito pratico ed assertivo che allo spregio di norme e regolamenti aggiunge un’insopportabile insensibilità democratica ed insofferenza ad ogni confronto dialettico con l’opposizione ed una scarsa attenzione a ricercare la qualità nei processi decisionali.

 

…in ordine all’opposizione consiliare:

– impossibile descrivere il contributo dell’opposizione consiliare che si può limitare in una sterile ed insignificante azione di formale attività ispettiva chiaramente preoccupata di segnalare più una formale presenza che un’azione di contrasto ad una mediocrità palese di governo.

 

…in ordine all’opposizione culturale e da social:

– incapacità di leggere l’attività del governo utilizzando i canoni del pensiero critico che, in qualche modo, in passato, ha sostenuto la fondamentale dialettica politica realizzata con l’utilizzo dell’analisi, la documentazione, la ricerca ed il corretto agire, con il più semplice e culturalmente pigro, mediocre pensiero binario dominato, nella sostanza, dal “o tu o io… o questo o quello”, con il necessariamente connesso tono assertivo… da stadio; in ciò sollecitato e favorito dalle grandi potenzialità fornite dai social, in particolare Facebook e WhatsApp. E’ l’apoteosi del “Chiacchiericcio”. Un chiacchiericcio divenuto metodo che trova la sua gratificazione nel suo svolgersi, come un ululare alla luna, nella piena consapevolezza che non produrrà nulla di nulla su quanto ostenta di voler risolvere. Senza progetti o provvedimenti operativi, senza obiettivi e senza senso. In guisa che anche quando ha denunciato e denuncia cose anche vere, nel suo procedere ha lasciato e lascia la sensazione piena della sua concreta inutilità. Da qui l’inutile agitarsi di un’ Opposizione pronta a trovare giustificazioni alla propria inettitudine, non nell’ontologica inadeguatezza della sua azione e degli strumenti adottati ma nell’insuperabile onnipotenza del Potere.

 

…in ordine alle forze che potranno scendere in campo nel 2023:

– non esistendo i partiti ma un insieme di clan, la politica modicana verrà decisa altrove attraverso il sempre più consolidato “mercato delle vacche” che viene ostentato come necessaria  e democratica azione di equilibrio provinciale, regionale e nazionale, senza alcun riferimento, rapporto o conseguenza alla qualità politica adottata da questi sedicenti partiti nell’ambito locale;

– in questi ultimi otto anni è maturata l’esistenza di un “fronte Abbate” che,  forte del vastissimo consenso acquisito, si inserirà nel mercato prima citato;

– la sinistra locale è inesistente, tenta di campare con i risultati indotti dai trend nazionali. Inesistente in Consiglio Comunale, come le altre opposizioni che, però, diversamente da quest’ultime, diffusa tra le pieghe di varie bacheche infacebook, chat di gruppi e giornali on line, con esponenti della classe dirigente che, specie dopo il 1985 ha governato (si fa per dire) la nostra città, per attuare un chiacchiericcio dai contenuti tanto disarmanti quanto saccenti e presuntuosi. All’azione di tale ex classe dirigente si sono affiancati una serie di personaggi locali che, pur eredi di diversa militanza politica, hanno trovato nello strumento del chiacchiericcio il luogo per una comune battaglia.

 

…in ordine ai contenuti della campagna elettorale:

– rilevato che è il chiacchiericcio il metodo di lotta scelto non può meravigliare che gli argomenti della campagna elettorale saranno qualitativamente ad esso adeguati. Né ci vorrà molto a pensare, non fosse altro che per la conosciuta pigrizia culturale del fronte del chiacchiericcio, che gli argomenti di lotta saranno uguali o della stessa qualità di quelli sciorinati negli ultimi mesi. Argomenti marginali, formali, relativi ad errori procedurali a violazioni di norme. Spesso opinabili ma proposti con forme sprezzanti in nome di una pretesa ed arrogante superiorità culturale, morale e politica. Non andranno mai oltre l’opposizione agli illegali passaggi pedonali rialzati, alle luci calde e fredde, alle strade dissestate, alle perdite di acqua nelle strade ed alla tempestività delle riparazioni, alle bollette pazze, ai sensi unici realizzati per favorire festini privati, all’uso gratuito delle zone di parcheggio blu, a procedure molto disinvolte  ed a favoritismi di vario genere. Poco conterà se i sensi unici erano stati adottati per una normale gara di auto, se i pranzi sul palco del Teatro Garibaldi non vengano definiti nella loro disonestà, se procedure disinvolte sono divenuti patrimonio stabilizzato ed ereditato da altri disinvolti governi precedenti e se quandanche tali accuse fossero vere qualcuno evidenzierebbero come ridicolo e quanto basso sia il livello di tale azione di contrasto.

(5-continua)

Carmelo Modica

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