All’inferno i sacerdoti pedofili…l’opinione di Rita Faletti

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La Chiesa cattolica è l’ostacolo da rimuovere, il grande obiettivo da distruggere.  Molti vorrebbero metterle  il bavaglio e ridurla al ruolo di semplice notaio che certifica l’allontanamento dell’uomo dai valori della cristianità. Non è solo la minaccia di uno scisma da parte dei vescovi  liberal tedeschi la spada di Damocle che pende pericolosamente sulla sua testa, non è solo il fondamentalismo islamico a volerne la morte con tutte le sue numerose comunità sparse nel mondo. Oggi è la laicissima Francia, dimentica che le libertà e il rispetto della dignità umana non sarebbero potute esistere senza che il cristianesimo fosse radicato nella cultura europea,  che spinge per abolire il segreto della confessione. E’ la richiesta, avanzata  alla Chiesa di Roma, dalla commissione indipendente costituitasi per indagare sugli abusi sessuali compiuti nel Paese dal 1950 al 2020, da 3mila preti e suore su 216mila giovani. Dopo Stati Uniti, Irlanda, Australia e Canada, la piaga della pedofilia contamina anche la Francia. Il presidente della conferenza episcopale francese parla di “orrore e costernazione” e il ministro dell’Interno dice che “i sacerdoti non possono considerarsi al di sopra delle leggi della République”. Tutti  si strappano i capelli. Settant’anni di abusi venuti alla luce solo oggi sconcertano . Nessuno sapeva? Mancava il coraggio di denunciare?  Mi viene in mente il movimento #MeToo e le denunce di stupro, a tanti anni di distanza dal “fattaccio”, di attrici o aspiranti tali nei confronti di registi famosi  ai quali è stata spezzata la carriera e rovinata la vita senza che esistesse la parvenza di una prova, a meno di considerare evidenza dei fatti la versione fornita da una parte sola, chissà quanto in buona fede.  Nel caso degli abusi sessuali  a giovani da parte di persone della Chiesa, emerge che  le indagini, condotte per lo più online, si sono basate su questionari anonimi, sondaggi di opinione, appelli a testimoniare, ovviamente legando il tutto e tra loro le deposizioni  delle vittime. Un grande sistema di anonimato con l’obiettivo di rappresentare la Chiesa cattolica come il centro del Male davanti a un’opinione pubblica sufficientemente agnostica o miscredente,  fiancheggiatrice della secolarizzazione universale. Il rapporto Sauvé, così si chiama la relazione conclusiva dopo due anni e mezzo di indagini, potrebbe essere la tappa preliminare all’eliminazione del segreto della confessione,  una  poderosa zampata assestata alla Chiesa. Un passo verso il totalitarismo in campo religioso, attraverso la sterilizzazione del privato che, in quanto tale, esclude il controllo. Il sacramento della confessione è la concretizzazione del rapporto tra umano e divino, nel momento in cui si apre il cuore a Dio attraverso un Suo ministro che è tenuto al silenzio. Ai decisori del rinnovamento e ai soprintendenti dell’omologazione di un modello culturale ostile all’individualità, a partire dal pensiero, conviene che la confessione diventi  un aberrante atto pubblico. In Cina, il regime comunista disincentiva le contestazioni e l’opposizione costringendo i dissidenti a pentirsi in diretta televisiva nelle ore di maggiore audience. Una gogna  spesso preceduta da torture fisiche e psicologiche. Di processi e gogne mediatiche siamo abbastanza esperti, noi italiani, per cui forse ci è sfuggita la mostrificazione del cardinale Pell, nominato da Francesco prefetto della Segreteria per l’Economia, il colpevole designato di tutti i crimini commessi dalla Chiesa cattolica in Australia. Accuse surreali ( abuso compiuto su due chierichetti, dopo la celebrazione della messa, in 5 minuti e con la porta della sagrestia aperta!!!)  13 mesi trascorsi nell’isolamento  e alla fine assoluzione completa. L’enigmatico Bergoglio dal profilo rivoluzionario, che posizione assumerà rispetto alla confessione pubblica?  Il  Papa che assume e licenzia, fa e disfa, non fa ben sperare. Tira una brutta aria dalle parti del Vaticano.

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