Morì giovane mamma di Modica. Chiesto rinvio a giudizio per investitore

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A conclusione delle indagini preliminari sullo scontro mortale avvenuto il 10 dicembre 2020, alle 19.40, sulla Statale 115, nel territorio comunale di Modica, il Pubblico Ministero della Procura di Ragusa, Gaetano Scollo, ha chiesto il rinvio a giudizio per il ragusano G. T., 25 anni, per il reato di omicidio stradale e di lesioni personali stradali gravi e, in relazione alla richiesta, il Gup del Tribunale ragusanoEleonora Schininà, ha fissato per il 2 febbraio 2022, alle 9.30, l’udienza preliminare del processo.

La dinamica, le cause e responsabilità del sinistro sono state ricostruite dall’ing. Giovanni Salafia, il consulente tecnico cui è stata affidata dal Gup,  Ivano Infarinato, la perizia cinematica: alle operazioni peritali ha preso parte anche l’ing. Antonio Adamo, onsulente di parte dei familiari della vittima messo a disposizione da Studio3A-Valore S.p.A., società specializzata a livello nazionale nel risarcimento danni e nella tutela dei diritti dei cittadini, a cui i genitori, i quattro tra fratelli e sorelle e la nonna di Maria Chiara si sono affidati, attraverso il consulente legale Salvatore Agosta, per essere assistiti e ottenere giustizia.

L’imputato, alla guida di una Ford Ka, stava procedendo sulla SS 115 con direzione Ispica-Modica quando, all’altezza dell’attività commerciale A.G. Distribuzione, complice probabilmente la velocità tenuta troppo elevata, in corrispondenza di una curva a destra ha perso il controllo della vettura che ha, malauguratamente e improvvisamente, invaso la corsia opposta proprio mentre  sopraggiungeva la Ford Festa condotta dalla ventinovenne e con a bordo il figlio di 11 anni: la giovane ha tentato una manovra disperata buttandosi alla sua destra, ma, come ha rilevato il Ctu, i tempi a disposizione non le hanno consentito di attuarla. Il resto, purtroppo, è tristemente noto: a causa l’urto violentissimo la conducente della Fiesta ha riportato un gravissimo trauma cranico e toracico-addominale, è stata trasportata in ambulanza in condizioni disperate al Pronto Soccorso del Maggiore di Modica, dov’è spirata poco dopo mezzanotte. Anche il figlio è rimasto seriamente ferito, ma lui, almeno, si è salvato, anche se ha perduto per sempre la mamma.

Secondo la magistratura inquirente, l’indagato “per colpa, imprudenza, imperizia e inosservanza delle norme del Codie della strada (…), all’altezza di una curva destrorsa priva di visibilità, procedendo ad una velocità di 91 km/h, superiore al limite di 50 km/h imposto dalla segnaletica stradale, e comunque non adeguata allo stato dei luoghi, anche in considerazione dell’orario notturno e della scarsa illuminazione, e tale da impedirgli di poter arrestare tempestivamente il proprio veicolo e/o di adottare eventuali manovre di emergenza, invadeva la corsia opposta di marcia, cagionando la morte della Rivarolo nonché lesioni personali al figlio”.

 

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