Modica, fiaccolata in nome di Orazio Iabichino

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A Zappulla è stato ricordato il compleanno di Orazio Iabichino, il giovane modicano deceduto lo scorso 11 maggio scorso per un incidente stradale. Un compleanno senza Dj, senza brindisi; una semplice e silenziosa fiaccolata, voluta dai genitori e dagli amici, è partita dal piazzale della Chiesa di San Giuseppe Lavoratore, fino a raggiungere il luogo dell’incidente. Ad aprire la “processione”   c’era   la foto di Orazio mentre il gruppo della parrocchia, guidato da Don Gianni Roccasalvo, ha animato vari momenti con canti, preghiere e riflessioni sul significato della vita, della morte e sull’importanza del disegno di Dio in ogni azione umana.

I genitori, visibilmente commossi, hanno ringraziato tutti i presenti e “gioendo” perchè Orazio, per il suo ventiduesimo compleanno, è riuscito a radunare tanti “invitati”, visto che in passato molti disertavano le feste organizzate dal figlio. Il papà Carmelo ha annunciato che tante saranno le manifestazioni in programma per ricordare il figlio, al tempo stesso per combattere il bullismo di cui Orazio purtroppo era stato vittima.

Il corteo ha visto la viva partecipazione dei residenti della frazione modicana, degli amici vecchi e nuovi ed anche dei genitori di ragazzi che nel recente passato sono venuti a mancare a causa di incidenti stradali. Anche loro, come la mamma ed il papà di Orazio, sono costretti a sopravvivere al peggiore dei dolori: perdere un figlio.

Paolo Portogallo ha ricordato Orazio per la sua sincerità, per il suo sorriso coinvolgente e per il suo entusiasmo nell’affrontare la vita. Saranno i ricordi a tenere viva la sua presenza “l’arma più potente, nessuno può cancellarli […] sono il ponte tra questa vita e l’eternità” in attesa di ritrovarsi a ridere fragorosamente come lui sapeva fare. Paolo sottolinea come Orazio abbia rinunciato all’odio, al rancore che purtroppo ha incontrato nelle relazioni con gli altri, per dare invece spazio all’amore vero, sincero ed umile.

Anche Maria Grazia Assenza, sua ex catechista, a nome della comunità parrocchiale ha rammentato come Orazio “ad un’azione di emarginazione tu reagivi con una controreazione di amore, e non smettevi mai di sperare che tutto prima o poi sarebbe cambiato”. Solo ora si chiede scusa ad Orazio per non aver compreso fino in fondo il suo malessere e auspica che d’ora in poi ognuno dei presenti guardi “oltre l’apparenza” i ragazzi. La morte non ha separato Orazio dalla comunità, il suo ricordo sarà sempre vivo. Nella lettera consegnata ai genitori sono riportate le parole di Padre Gianni “Tu sei un’anima pura, tu che eri troppo buono eri gradito a Dio che non ha permesso che la tua anima andasse a perdersi e vive una sensazione di benessere. Sta meglio di noi. Noi non abbiamo alcun vantaggio su di te. La vita sulla terra è un cammino di gioie e di tribolazioni il cui senso è quello di preparare l’ingresso alla vita beata in cielo, dove sei tu”.

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