Modica, omicidio Lucifora: “Niente tracce dell’imputato sul collo della vittima”

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Non ci sono tracce dell’imputato sul collo di Peppe Lucifora. Lo ha precisato il professore Maurizio Saliva, medico legale, consulente tecnico del carabiniere di Giarratana, Davide Corallo, accusato dell’omicidio del cuoco modicano,  trovato privo di vita nel suo appartamento di Largo XI Febbraio a Modica, il 10 novembre del 2019, all’interno della camera da letto, chiusa, peraltro, a chiave. Davanti alla Corte d’Assise di Catania si è tenuta l’udienza, alla quale era presenze anche l’avvocato Ignazio Galfo, che patrocina i fratelli della vittima, Orazio, Giorgio e Pietro, quali parti civili.     Il medico legale nominato per l’autopsia dalla Procura della Repubblica di Ragusa,  Pietro Zuccarello,  Lucifora sarebbe stato colpito con estrema violenza, tanto da fargli perdere i sensi, poi sarebbe stato soffocato per strangolamento da una persona che aveva usato la mano destra per ucciderlo senza che il  cuoco dell’Asp Ragusa opponesse alcuna resistenza.  Ad indirizzare gli investigatori verso Davide Corallo, anche le tracce di dna raccolte dai Ris dei carabinieri che avrebbero ricondotto la presenza del militare in quella abitazione nell’arco di tempo in cui il delitto è stato consumato. Il processo è stato rinviato al prossimo 10 settembre per l’audizione del Generale Luciano Garofano, biologo, già comandante del reparto specializzato dei carabinieri.

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