Confimprese Ragusa. Le incongruenze del reddito di cittadinanza

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Storia di un flop annunciato. Sin dall’avvio, il reddito di cittadinanza, è stato accompagnato da tante polemiche. Questo strumento rappresenta un unicum, perché coniuga la lotta alla povertà con le politiche attive del lavoro, e questa natura “ibrida” ha subito fatto storcere il naso agli esperti. Le cifre sono impietose. Quattro giovani su cinque, secondo uno studio di Confimprese, preferisce restare a casa e continuare a percepire il reddito di cittadinanza. Una famiglia media con tre minori ha una entrata mensile di circa 1.600 euro, se invece non lavora tra reddito di cittadinanza, assegno unico e bonus affitto, riceverà ogni mese a casa, senza il minimo sforzo, 1.640 euro circa. “E’ un paradosso – spiega il presidente provinciale di Confimprese iblea, Pippo Occhipinti – in un momento in cui c’è tanta richiesta, specie nel settore della ristorazione, di lavoratori stagionali. Le richieste sono molteplici. Dal lavapiatti, al cameriere, dall’aiuto cuoco al pizzaiolo”. Suona come un paradosso quello denunciato da titolari e gestori di attività che, con l’affievolirsi dell’emergenza e delle restrizioni, sono pronti a ripartire, salvo ritrovarsi a fare i conti con un grande ostacolo: reperire il personale. Sulla ripartenza Confimprese chiede un piano d’intervento straordinario per promuovere la città di Ragusa. “Servono azioni concrete da parte del Comune –aggiunge il presidente territoriale, Peppe Occhipinti – coinvolgendo le associazioni di categoria e gli addetti ai lavori. Collaborare tra operatori lavorando fianco a fianco con la pubblica amministrazione in nome di un progetto comune è possibile. Servono azioni incisive non solo sul centro storico di Ragusa superiore ma anche nel quartiere barocco. Il turismo di prossimità – con pochissime presenze registrate lo scorso mese di giugno – non può, di certo, risolvere i problemi delle tante attività economiche che insistono in città”. Il turismo è fondamentale nel concetto di ripresa, di ripartenza. “Un segno concreto di speranza e ottimismo per rilanciare un settore strategico per la nostra città – conclude Occhipinti”.

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