Modica. Celebrato il 53° anniversario della morte di Quasimodo

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L’Iliade di Omero protagonista. Il 53mo anniversario della morte di Salvatore Quasimodo, avvenuta ad Amalfi il 14 giugno del 1968, è stato ricordato mettendo in risalto le doti interpretative di Salvatore Quasimodo nella sua traduzione di alcuni passi del poema omerico. Nello studio della Casa natale di via Posterla erano presenti l’assessore alla Cultura del comune di Modica Maria Monisteri, il direttore onorario del Museo civico, Giovanni Di Stefano, l’onorevole Stefania Campo, il presidente del “Caffè Letterario Salvatore Quasimodo”, Domenico Pisana. A fare gli onori di casa le componenti dell’associazione Proserpina che, come ha rimarcato la presidente Marinella Ruffino nel suo saluto, sono impegnate nella diffusione e nella conoscenza dell’opera quasimodiana.
La più recente iniziativa è stata l’acquisizione al patrimonio librario del Museo Casa natale del Nobel di via Posterla di una preziosa pubblicazione dell’Iliade di Omero. A Michele Armenia, docente di materie letterarie del Liceo Classico “Galilei Campailla”, è stato affidato il compito di trovare una chiave di lettura della traduzione dei brani scelti dal poeta relativi a 24 Libri che compongono l’opera. Si tratta, ha sottolineato il relatore, di appena un ventesimo dei versi su cui sono articolati i Libri, ma questi sono stati scelti dal traduttore per la loro forza e la loro vicinanza alla sensibilità del poeta. La relazione di Michele Armenia si è focalizzata sui collegamenti e sui rimandi tra le figure epiche dell’Iliade, come Ettore, e la stessa vita del poeta, entrambe caratterizzate da eventi traumatici e vicende familiari significative. Dal punto di vista strettamente linguistico la traduzione in sé, ha detto il relatore, fa attenzione alla realtà che descrive ed evita che la lingua faccia attrito con quanto viene descritto. Quasimodo utilizza dunque un approccio privo di ostacoli linguistici, facendo professione di umiltà, semplificando il dettato linguistico, non utilizzando epiteti e ricorso alle note così facilitando la lettura. Il poeta-traduttore sceglie poi episodi senza lacrime maschili, tagliando nella sua scelta le scene tragiche o drammatiche. La lettura del prologo del poema omerico nella sua versione originale ha concluso un intervento ricco e illuminante che ha offerto una inedita chiave interpretativa del “traduttore” Quasimodo.

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