Modica, D’Antona: “Il servizio di riscossione non poteva averlo un consorzio”

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Dopo oltre cinque anni l’Anac, l’Autorità Nazionale Anticorruzione, dà ragione a quanti nel 2015 e nel 2016 hanno sostenuto  che il servizio di riscossione dei tributi del Comune di Modica da parte del sindaco, Ignazio Abbate e della sua amministrazione non poteva essere affidato, a novembre del 2015, ad un consorzio.

Con una specifica deliberazione del 2019, l’Anac, ha evidenziato, tra le altre considerazioni, come il citato consorzio “ .. non era in pieno possesso dei requisiti .. prescritti dalla normativa .. per l’esercizio dell’attività di riscossione dei tributi locali ..”.

In un primo momento Abbate, ad aprile del 2015, decise di esternalizzare il servizio di riscossione coattiva dei tributi attraverso una gara ad evidenza pubblica.

Successivamente, dopo appena tre mesi, aveva deciso di aderire ad un consorzio di comuni della provincia di Messina. Nel mese di novembre dello stesso anno aveva affidato direttamente e senza gara ad un consorzio, che si era a sua volta aggiudicato dei servizi per conto del consorzio di comuni, il servizio di supporto alle attività di riscossione ordinaria e coattiva dei tributi locali del Comune, che veniva svolto in virtù del possesso di un requisito da parte di una ulteriore e diversa ditta privata.

“Oggi apprendiamo della decisione di ritenere concluso il contratto con il consorzio sin dal dicembre 2019, non solo per la delibera Anac ma anche, sembrerebbe, per possibili inadempienze contrattuali, mentre l’archivio informatico relativo al servizio è stato riconsegnato al Comune un anno dopo, a dicembre 2020 – denuncia Vito D’Antona di Sinistra Italiana -.

Perché su un servizio strategico e delicatissimo per l’equilibrio economico e il superamento della difficile situazione finanziaria del Comune in questi due anni non sono stati doverosamente e ampiamente informati i cittadini, che sono anche contribuenti?

Se e come è stata svolta in questo anno e mezzo l’attività di riscossione ordinaria e coattiva nel Comune di Modica?

Al di là del suo fallimento anche nel campo delle entrate comunali,  Abbate, oltre che essere chiamato in questi giorni a rispondere alla Corte dei Conti sul piano di riequilibrio per evitare il dissesto, ha il dovere di fornire alla città, e in primo luogo al Consiglio Comunale, le dovute risposte”.

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