Confimprese a fianco dei ristoratori in piazza a Pozzallo

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Le misure emergenziali non arrivano, le attività sono al collasso, e oltre al danno anche la beffa Un governo che snobba le manifestazioni di dissenso senza ascoltare ragioni e pareri discordanti generando un corto circuito tra le parti sociali e la politica. Un’altra settimana vissuta nella totale incertezza, con la paura di non farcela, e la sensazione di essere stati completamente abbandonati dallo Stato. Partite Iva, piccoli imprenditori a rischio fallimento, ristoratori che non incassano da tredici mesi. L’ennesima protesta di un settore che ha pagato, più degli altri, le chiusure forzate. Appuntamento venerdì 16 aprile, con inizio alle 10, dinanzi l’ingresso del porto commerciale di Pozzallo. La manifestazione è organizzata da Mio (movimento italiano ospitalità) in collaborazione con Confimprese ibleae associazione fotografi iblei. Sarà presente Paolo Bianchini, presidente nazionale di Mio Italia. “Il tempo delle attese è finito – spiega Pippo Occhipinti, presidente provinciale di Confimprese iblea– ed anche la pazienza di tutti noi. Oggi siamo di fronte ad una emergenza non solo sanitaria ma anche economica. Qualcuno, evidentemente, fa finta di non capire il dramma sociale che si nasconde all’interno delle nostre famiglie. I sostegni del governo sono assolutamente insufficienti a fronteggiare uno tzunami economico. Pensare di aprire gli autogrill con i posti a sedere e tenere chiusi i ristoranti con i distanziamenti e tutti i dispositivi di sicurezza è una delle tante follie del governo”. I ristoratori chiedono un piano marshall per superare indenni questo lunghissimo momento emergenziale. “Un piano per la ripartenza – aggiunge Peppe Occhipinti, presidente territoriale di Confimprese iblea – con riapertura serale definitiva a favore del comparto dell’ospitalità a tavola (Horeca), messo in ginocchio, non dalla pandemia, ma da una cattiva gestione dell’emergenza. Parliamo di perdite di fatturato oscillanti tra il 70 e il ’90%. La ripartenza non è cosi semplice come ci fa intendere il governo. Le tasse e i tributi sono state, di fatto, rinviate. Ad oggi non c’è alcuna moratoria. A queste assurde condizioni diventa estremamente difficile ripartire”.

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