Da martedì le istanze per contributi a fondo perduto anche per le imprese iblee

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Pubblicato sulla Gazzetta ufficiale il 23 marzo, il decreto Sostegni è diventato operativo e con esso le misure previste: così da martedì 30 marzo e fino al 28 maggio sarà possibile presentare le domande per ottenere il contributo a fondo perduto. I moduli e le istruzioni, insieme ad una guida, sono già sul sito dell’Agenzia delle entrate. A dirlo Confcommercio provinciale Ragusa che spiega agli associati e, più in generale, alle imprese presenti sul territorio ibleo come le richieste debbano essere fatte sul sito dell’Agenzia, anche con l’aiuto di intermediari, sui diversi canali telematici o sulla piattaforma realizzata appositamente da Sogei. Il contributo arriverà direttamente sul conto corrente indicato nella richiesta o, a scelta irrevocabile del contribuente, lo si potrà utilizzare come credito d’imposta in compensazione. Due i requisiti fondamentali per ottenere gli aiuti: aver conseguito nel 2019 ricavi o compensi non superiori a 10 milioni di euro; aver registrato nel 2020 un calo mensile medio del fatturato e dei corrispettivi rispetto al 2019 di almeno il 30%. I nuovi ristori prevedono l’addio ai codici Ateco. Sono disponibili 11 miliardi di euro a favore di circa tre milioni di partite Iva, tra imprese e professionisti. Le fasce di contributo sono cinque, con percentuali che vanno dal 60 al 20%, in base alla dimensione dei ricavi 2019. L’indennizzo arriverà con bonifico o sotto forma di credito d’imposta e andrà da un minimo di 1.000 euro per le persone fisiche (2.000 euro per gli altri soggetti) a un massimo di 150.000 (in media sarà di 3.700 euro). I pagamenti, secondo quanto assicurato dal Governo nazionale, inizieranno l’8 aprile per chi avrà fatto domanda. “Come organizzazione di categoria, però – afferma il presidente provinciale Confcommercio Ragusa, Gianluca Manenti – sosteniamo che bisogna rafforzare decisamente le risorse destinate ai ristori per imprese e partite Iva, anche al di là di quanto previsto dal decreto. I ristori, insomma, devono essere più adeguati in termini di risorse, più inclusivi in termini di parametri d’accesso, più tempestivi in termini di meccanismi operativi. Secondo noi, così come chiarito dal presidente nazionale Carlo Sangalli, il decreto sostegni ha ancora forti limiti. I parametri per ottenere gli indennizzi sono troppo selettivi e le risorse sono insufficienti. Le speranze sono appese ai vaccini, ma intanto le imprese non hanno più riserve per andare avanti”.

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