La Cisl Ragusa vicina al mondo della cultura e dello spettacolo

Carasi: “Decine di lavoratori e lavoratrici sono da un anno drammaticamente fermi e aspettano segnali chiari e univoci”
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“È un momento assolutamente drammatico per il mondo della cultura, dello spettacolo e delle arti, ma anche un momento in cui dobbiamo guardare alle potenziali opportunità per salvare questo settore così importante. Anche attraverso il recovery plan occorrerà puntare alla migliore definizione di risorse da investire in un settore di fondamentale rilevanza anche per la provincia di Ragusa, che è quello della cultura e dello spettacolo”.
Così la segretaria generale dell’Ust Cisl Ragusa Siracusa, Vera Carasi, che si unisce alla iniziativa a favore dei lavoratori dello spettacolo, per chiedere la ripartenza in sicurezza di tutto il settore. “Stiamo parlando, anche nell’area iblea – continua Carasi – di decine e decine di lavoratrici e di lavoratori che da un anno sono drammaticamente fermi e parliamo anche di un settore così fortemente caratterizzante la cultura del nostro territorio, l’immagine dell’area iblea, da intrecciarsi a un sistema del turismo assolutamente fondamentale per l’economia”. Per Carasi, prima di ogni cosa, è indispensabile trovare la strada adeguata per coprire il reddito di questi lavoratori. “La Cisl nazionale – aggiunge – ha più volte chiesto che siano modificati gli ammortizzatori sociali: oggi abbiamo troppi lavoratori, in particolare in questo settore, che non hanno un’adeguata copertura. Alcuni non ce l’hanno proprio per niente. E questo non può essere. E poi bisogna investire, creare condizioni perché i luoghi in cui si fa cultura possano essere riaperti in sicurezza. Significa moltissimo per tutto il nostro territorio. Riteniamo fondamentali il pane, il reddito, il lavoro, la cultura come pane quotidiano per l’anima. Del mondo dello spettacolo, conosciamo soltanto i grandi nomi. Ma dietro ai grandi nomi ci sono tantissimi uomini e donne che vogliono riprendere a lavorare e guardare al futuro. I ristori sono stati importanti ma purtroppo non sono arrivati a tutti e spesso sono arrivati in ritardo. Dobbiamo anche entrare in una logica di investimento nella cultura, che deve diventare centrale per la crescita e lo sviluppo. Diciamo, come Cisl, che è un aspetto da non sottovalutare. Ne abbiamo bisogno tutti”.

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