Caso vaccini anti-Covid a Scicli. L’intervento della Fp-Cgil

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Il Segretario Generale FP-CGIL Provincia di Ragusa Nunzio Fernandez e il Segretario Provinciale FP-CGIL Sanità Duilio Assennato, prendendo spunto dalle dichiarazioni del Direttore Generale dell’ASP di Ragusa Arch. Angelo Aliquò – dichiarazioni piene di buon senso – ritengono si debba restituire il giusto rilievo all’episodio delle presunte irregolarità nella somministrazione dei vaccini del 6 gennaio a Scicli. Il buonsenso del Direttore Generale stride però con la conseguente rimozione del Responsabile del Centro Vaccinazioni di Scicli, dott. Claudio Caruso, professionista che riveste anche nell’organigramma aziendale dell’ASP la carica di Capo del Distretto Sanitario Modica-Scicli – carica che non è stata mai messa in discussione.
In premessa va considerato che il vaccino dell’americana Pfizer, com’è noto, deve essere conservato a -70° (70 gradi centigradi sotto lo zero) ed è noto che le regole sulla conservazione di alimenti nei frigoriferi domestici, sono identiche a quelle per la conservazione di farmaci e vaccini, pertanto l’interruzione della catena del freddo ed il conseguente mancato utilizzo arreca il deterioramento degli alimenti, come dei farmaci, rendendoli inefficaci se non dannosi. Di seguito, i canonici tempi di scongelamento naturale valgono a Scicli così come in tutto il resto del Mondo e notoriamente il 6 gennaio non ci sono temperature ferragostane pertanto l’accortezza d’iniziare per tempo le operazioni di scongelamento non era soltanto opportuna ma necessaria.
Cosa può essere imputato al Dirigente? L’imprudenza d’aver programmato lo scongelamento dei vaccini necessari al numero degli operatori sanitari prenotati?
Sfugge all’opinione pubblica, forse pilotata, che un “dottore”, cioè un laureato in Medicina e Chirurgia è eticamente obbligato ad agire in scienza e coscienza per il bene dei suoi assistiti e non è il classico funzionario da scrivania ma uno Specialista, nella fattispecie di comprovato valore, tanto da meritare l’incarico di Capo del Distretto Sanitario Modica-Scicli.
Non una parola è stata spesa, invece da parte di alcuno, su chi, regolarmente convocato e colto da un’epidemia riconducibile alla strafottenza e alla maleducazione ha preferito rimanere ad aspettare la calza della Befana invece di rispettare un importante appuntamento.
Fatte salve le libertà individuali che non contemplano l’obbligatorietà di vaccinarsi, è sempre segno di buona educazione disdire appuntamenti che non si possono o non si vogliono mantenere e alla luce di quanto esposto si rimanda all’intelligenza dei lettori se sia da censurare il comportamento dei sanitari festaioli a tutti i costi o quello del Dirigente costretto a decidere in fretta per supplire alle altrui negligenze. L’auspicio dei due sindacalisti è che il Direttore Generale Angelo Aliquò ripensi a decisioni forse prese d’impeto e semmai verifichi su chi, con comportamenti censurabili, ha messo in difficoltà l’ASP e l’onorabilità di un dirigente che come pochi ha deciso di FARE il DIRIGENTE a differenza di tanti scalda poltrone.

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