Afghanistan:  smascherata rete di spionaggio cinese a Kabul

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Ahmad Zia Saraj, responsabile della sicurezza afghana ha riferito al Parlamento che a Kabul sono stati arrestati 13 cittadini cinesi con l’accusa di aver creato una rete di spionaggio nel Paese.  “Erano degli infiltrati occupati in lavori in qualità di falegnami, muratori, gestori di panifici e anche di una clinica medica. Posso confermarvi la rete di spionaggio cinese e del loro arresto. Tuttavia non posso entrare nei dettagli a causa della delicatezza del caso” ha detto Ahmad Zia Saraj. Non si è fatta attendere la risposta cinese.  “La Cina non è a conoscenza dell’espulsione di suoi cittadini dall’Afghanistan con l’accusa di spionaggio”, ha detto una portavoce del ministero degli Esteri. A portare alla luce l’intera vicenda ci ha pensato il quotidiano indiano Hindustan Times che cinesi collegati all’agenzia di spionaggio di Pechino erano stati arrestati a dicembre a Kabul. “Non sono a conoscenza di ciò che mi stai chiedendo” ha detto ai giornalisti mercoledì, il portavoce del ministero degli Esteri cinese Hua Chunying durante un briefing con i media a Pechino, quando gli è stato chiesto di commentare la notizia riportata dalll’Hindustan Times. “Le relazioni tra Cina e Afghanistan sono sempre state molto amichevoli e la nostra cooperazione rimane tale in ogni campo e procede normalmente”, ha detto Chunying . Fonti investigative afghane hanno confermato che documenti e materiali in possesso dei cittadini arrestati dimostravano che stavano collaborando con un pakistano “sconosciuto” ritenuto un intermediario dei ribelli talebani. Il portavoce dei talebani, Zabihullah Mujahid, ha subito smentito l’accostamento. “Non è altro che propaganda”, ha detto Mujahid. L’intelligence afghana ha confermato l’arrivo a Kabul, di un inviato speciale del governo cinese che ha chiesto il rilascio delle persone detenute, solo dopo aver presentato scuse formali, su richiesta dello stesso presidente afghano Ashraf Ghani. Andando oltre, va sottolineato l’interesse della Cina che sta cercando di aumentare la propria influenza in Afghanistan, attraverso il finanziamento di progetti di sviluppo nell’ambito della Belt and Road Initiative, estendendo l’esistente corridoio economico Cina-Pakistan (vedi la realizzazione della Karakorum Highway , opera colossale cinese che unisce i due paesi da Islamabad al Khunjerab Pass). Gli investimenti cinesi sono fondamentali per Kabul poiché i finanziamenti occidentali sono in costante calo.

Il nuovo Check Post Pakistan-China in fase di completamento nell’estate 2009. Una passeggiata di pochi minuti in Cina a 4693 metri di altitudine.

 

 

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