Riunione dell’assemblea regionale del Diprosilac

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Convocata e presieduta da Enzo Cavallo, l’assemblea in video conferenza del Distretto Produttivo Siciliano Lattiero Caseario, si è riunita per fare il punto sulla situazione generale della Filiera in Sicilia e sulla condizione della zootecnia siciliana oltre che per fare un bilancio di fine anno sulla attività del Distretto e per definire alcune iniziative da avviare all’inizio del nuovo anno. Diversi gli argomenti discussi e le proposte approvate. Dopo l’intervento introduttivo del presidente, che si è soffermato sull’attività del Distretto, dopo il nuovo riconoscimento, sono intervenuti Salvatore Cascone, della Cooperativa Progetto Natura e Sebastiano Tosto della Rete Ovinicoltori Siciliani, che hanno fatto il punto sulla difficile condizione del settore zootecnico e sulle enormi difficoltà che continuano ad impensierire gli allevatori per l’anomalo andamento dei mercati e soprattutto per la non remuneratività del prezzo del latte per una serie di fattori più volte evidenziati ed ai quali, oltre al continuo aumento dei costi di produzione, nell’ultimo anno si sono aggiunti gli effetti negativi legati al covid ed al conseguente calo delle esportazioni anche per il blocco del sistema horeca ed alla introduzione dei dazi americani che hanno finito per condizionare in maniera particolare il mercato dei formaggi. Particolare riferimento è stato fatto inoltre alla incontrollata ed incontrastata importazione di latte e di cagliate ed altri semilavorati destinati alla produzione di latticini e formaggi presentati quasi sempre ai consumatori in maniera truffaldina come “locali”.
Dopo aver sottolineato la valenza del ruolo del Distretto nel rapporto collaborativo e propositivo istaurato con l’assessorato regionale dell’agricoltura, grazie alla positiva disponibilità dell’assessore Edy Bandiera e dal direttore generale Dario Cartabellotta, sono stati riferiti i risultati già avuti dalla filiera ai fini dell’utilizzo del marchio “QS Sicilia” (qualità sicura garantita dalla regione siciliana) per il latte crudo, vaccino ed ovicaprino, e per l’agnello: un traguardo di ragguardevole valore che introduce nuovi percorsi per la tracciabilità delle produzioni per tutelare i produttori impegnati ad assicurare la qualità e a garanzia dei consumatori, che hanno il diritto di conoscere l’origine degli alimenti che portano a tavola.
A proposito del marchio QS è stato chiarito che sono state già definite le procedure per avviare la certificazione in attuazione dei protocolli e dei disciplinari predisposti dall’Assessorato Regionale dell’Agricoltura nel cui sito è possibile trovare ogni utile indicazione. E’ stato chiarito altresì che per le aziende che aderiscono al protocollo per avere la certificazione QS Sicilia potranno acquisire in caso di adesione alla misura 4.1 del Psr per pratiche di miglioramento, il punteggio riconosciuto per le produzioni certificate. L’assemblea ha poi ratificato la proposta elaborata dall’apposito gruppo di lavoro e presentata da Enzo Cavallo, per la introduzione in Sicilia della misura 14.1 del Psr avente per oggetto il “Benessere Animali” ed ha approvato un documento, rivolto al Governo ed al Parlamento della Regione per la approvazione di una legge che preveda il monitoraggio ed un sistema di controllo per il latte prodotto e trasformato in Sicilia e per disciplinare il sistema di etichettatura per la esatta e corretta indicazione dell’origine delle materie prime utilizzate per la produzione di latticini e formaggi nell’isola. Altra proposta ha riguardato la previsione di un credito agevolato e burocraticamente semplifica a favore degli operatori che stagionano i formaggi.

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