Conferenza fine anno a Ragusa. L’intervento del M5S

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Il gruppo consiliare del Movimento Cinque Stelle Ragusa mette le mani avanti: la notizia della conferenza stampa di fine anno, ancorché prevedibile e fisiologica, coincide, questa volta, con la scadenza di metà mandato del sindaco e della sua giunta. I pentastellati, come pensano è ritenuto da buona parte della città, sono stanchi di un programma elettorale del tutto disatteso, di piani e progetti che non solo non fanno intravedere la conclusione ma nemmeno l’avvio. I pentastellati ammettono che ci sono potenzialità per molte opere, grazie a finanziamenti esterni, ma appare chiaro che mancano le professionalità e le strategie politiche, le competenze amministrative per trasformare queste opere in rilancio dei centri storici, dello sviluppo economico, del turismo e della cultura.

Secondo il capogruppo Cinque Stelle, al quale i consiglieri del Movimento hanno affidato, come al solito, alcune considerazioni, si rischia di avere sì delle opere, fra qualche anno, in ogni caso non prima della scadenza del mandato, ma disarticolate da un progetto globale di sviluppo che continua ad essere latente.

Aggiunge Sergio Firrincieli: “Qualcuno degli esponenti di maggioranza si è voluto elevare spesso, addirittura, a censore del governo nazionale, del presidente del Consiglio e dei suoi ministri. A questo punto, noi Cinque Stelle del Comune di Ragusa non vogliamo fare polemica, è Natale, raccogliamo l’invito alla collaborazione costruttiva, se corrisposta, ma poniamo una condizione: che non ci siano raccontate favole nella conferenza stampa di fine anno. Vediamo già che, in anticipo, si gioca su opere e iniziative che con questa amministrazione hanno poco a che fare e che sono state avviate con enormi ritardi. Di tutto il resto, dalla via Roma a Palazzo Tumino, dal cinema Marino alla fruizione degli altri cinema cittadini, dalla vallata Santa Domenica alla metropolitana di superficie, dallo scalo merci al trasporto pubblico e alla mobilità alternativa, ci sono solo ipotesi e progetti da realizzare”.

“Piuttosto – continua Firrincieli – ci venga detto cosa ne è stato del programma elettorale, così da sgombrare il campo e prepararci anche noi al rinnovo dell’amministrazione: sarà più facile presentarsi senza programmi, dal momento che non servono e che, chiaramente, non si potranno riproporre una volta che sono stati totalmente ignorati.

Otto erano i punti del programma elettorale di questo sindaco. Dove sono gli aiuti alle attività economiche giovanili e dov’è il piano di rinascita agricola? Dove sono il rilancio del Corfilac e l’ente fieristico polifunzionale? Dov’è lo sviluppo economico? Dove sono gli sgravi tributari per le imprese che assumono over 50 e under 30?

Non parliamo di turismo, progetti di riqualificazione fermi, qualche finanziamento annunciato ma il nulla per opere essenziali, come il parcheggio di Ibla o il parco del Castello, poco per la vallata Santa Domenica, nulla per Cava Gonfalone, ma per il turismo non si vive solo di cave e di riqualificazioni. Stendiamo un velo pietoso sullo sviluppo amministrativo, si è fatto poco anche in termini di sport, benessere e salute.

La revisione del Prg era definita urgente, sotto gli occhi di tutti i ritardi imperdonabili, per non parlare degli interventi sul piano particolareggiato che dovevano essere immediati. Già nella primavera del 2018 il centro storico si stava spegnendo per questo sindaco. non sappiamo come la vede dopo due anni e mezzo.

Anche il progetto di sviluppo culturale è solo affollato da esperti e comitati, di concreto non si vede nulla se non un progetto ancora indefinito di ecomuseo tutto da verificare. Musei chiusi, insomma, una città senza teatro, trasporti per la cultura inesistenti, programmi solo assistenziali per privati e associazioni, non è così che si fa cultura. Non si è riusciti nemmeno a sfruttare i tempi morti dell’emergenza pandemica per eventi digitali, teatro, musica, visite guidate, a fini promozionali e formativi per cittadini e giovanissimi

Il welfare è l’unico settore che marcia per i fatti i suoi, reggendosi sull’ottimo lavoro dell’assessore, degli uffici e degli aiuti nazionali e regionali, ma non c’è molto di innovativo nelle politiche di settore. Il nulla, se non interventi di ordinaria amministrazione, per le periferie e le contrade.

Vorremmo risposte: se il bilancio di metà mandato, ammesso che la conferenza stampa sarà a questo dedicata, si risolverà in un rinnovo delle cambiali, la città non sarà disposta ad accettare nuovi programmi che non saranno rispettati”.

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