
Gent.mi,
In merito alle recenti dichiarazioni dell’Assessore Concetta Spadaro relative alle novità e all’andamento del servizio di mensa scolastica a Modica, desidero esprimere alcune considerazioni in qualità di genitore che usufruisce del servizio, con il solo e unico obiettivo di offrire uno spunto di riflessione collaborativo per il bene dei nostri figli.
Accolgo con grande favore e sincero apprezzamento gli sforzi dell’Amministrazione Comunale e dell’Assessorato per migliorare il servizio. In particolare, la notizia del completamento dei lavori per il nuovo centro cottura a Modica Alta entro giugno rappresenta un eccellente traguardo. Ridurre i tempi di trasporto dei pasti e distribuire meglio il lavoro sul territorio è una scelta logistica
ottima, che non potrà che fare bene alla qualità del cibo che arriva sui tavoli dei bambini.
Tuttavia, partendo da questa base positiva, ritengo utile fare chiarezza su alcuni punti per rendere il servizio davvero efficiente e rispondente alle esigenze delle famiglie.
L’Assessore ha giustamente rilevato che, nonostante alcune lamentele, il numero delle iscrizioni e dei pasti prenotati non ha subìto flessioni.
È importante però analizzare questo dato con una chiave di lettura più vicina alla realtà quotidiana delle famiglie. Spesso la mancata riduzione delle richieste non è sinonimo di una totale soddisfazione, quanto piuttosto dell’assenza di reali alternative praticabili.
Quando in passato si sono verificate criticità o disservizi, molti genitori avrebbero voluto sospendere l’adesione per provvedere autonomamente al pasto dei propri figli. Questo, purtroppo, non è stato possibile: le disposizioni scolastiche hanno infatti autorizzato esclusivamente “l’integrazione” dei pasti e non la loro totale “sostituzione” con il cibo da casa. Di fatto, per motivi organizzativi e burocratici che non dipendono dal Comune ma dai Dirigenti scolastici, la scelta dei genitori è fortemente vincolata. Per molte famiglie che pagano regolarmente la retta, trovarsi di fronte a un servizio non sempre ottimale senza poter opzionare il pasto domestico rappresenta un disagio economico e organizzativo non indifferente.
Un aspetto che meriterebbe una maggiore centralità è il reale grado di gradimento delle pietanze da parte dei bambini. Sappiamo bene quanto sia complesso intercettare i gusti dei più piccoli, ma è un dato di fatto che non sempre i piatti serviti incontrano il loro favore.
A questo proposito, desidero lanciare una proposta concreta e costruttiva: perché non promuovere, in sinergia tra Comune, scuole e commissione mensa, un sondaggio periodico rivolto ad alunni e genitori?
Avere una fotografia reale e scientifica di cosa piace e cosa no permetterebbe di calibrare meglio i menu, nel pieno rispetto delle linee guida nutrizionali.
Strettamente legato al gradimento è il tema della sostenibilità.
Sarebbe estremamente utile avviare un monitoraggio statistico relativo al cibo rifiutato e buttato ogni giorno. Ridurre lo spreco alimentare non è solo un dovere educativo e civico nei confronti dei bambini, ma consentirebbe anche un’ottimizzazione delle risorse economiche pubbliche e private.
Rinnovando il ringraziamento all’Assessore Spadaro per l’ascolto e per l’impegno profuso. Sono certo che queste personali riflessioni, nate dallo spirito di chi vive la scuola ogni giorno accanto ai propri figli, verranno accolte come un contributo positivo per costruire insieme un servizio mensa sempre più eccellente, trasparente e vicino alle esigenze della comunità.
Cordialmente
Massimo Garofalo


