Ragusa. Bimba ustionata a scuola, vicenda alla Corte di Strasburgo

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Floriana e Luciano, i genitori della piccola Sophie, la bambina gravemente ustionata mentre si trovava a scuola il 20 febbraio 2019 non si arrendono.
Il punto fermo della loro triste vicenda, non oggetto di discussione, è che la loro figlia è entrata sana presso la scuola dell’ infanzia “Acquilone” e ne è uscita con gravi lesioni alle gambe ed ai glutei, ricoverata d’ urgenza presso il centro grandi ustionati dell’ Ospedale Cannizzaro di Catania.
La povera Sophie, che soffre di un grave disturbo dello spettro autistico, si era recata, accompagnata dall’ insegnante di sostegno presso i servizi igienici della scuola, ma dopo essersi seduta sul water, ha iniziato a piangere e a gridare perché qualcuno aveva dimenticato di rimuovere i prodotti chimici che erano stati utilizzati per le pulizie del bagno.
“Questi sono i fatti – spiega l’avvocato Michele Savarese, che rappresenta la famiglia – comprovati dagli atti d’ indagine in cui è emerso che il giorno in cui la bambina è rimasta vittima delle lesioni, il collaboratore scolastico, come da lui stesso dichiarato, si è rifiutato di disostruire un gabinetto perché tale operazione “mi infastidiva”.
Pertanto la responsabile del plesso scolastico, pur non avendo alcuna competenza tecnica in materia, ha deciso di agire in prima persona causando l’ allagamento del bagno e utilizzando per la pulizia prodotti ustionanti che non sono stati rimossi ne da lei né dal bidello ed hanno causato le La vicenda pone dei quesiti:
– perché la responsabile del plesso ha deciso di disostruire il bagno visto che non ne aveva le competenze e soprattutto perché ha utilizzato prodotti ustionanti senza rimuoverli pur essendo consapevole che l’ utenza del bagno era ad esclusivo uso dei bambini?
– perché il bidello si è rifiutato di disostruire lui il bagno, ritenendosi infastidito da ciò e soprattutto perché non ha rimosso il prodotto che era stato utilizzato per pulire?
“Ci sono non pochi elementi su cui la magistratura avrebbe dovuto indagare, ma a prescindere da ciò ci si chiede che ruolo hanno gli insegnanti e i collaboratori scolastici se non quello di vigilare sull’ incolumità dei bambini?
Non può essere condivisa una tesi in base a cui un genitore lascia il figlio a scuola e lo ritrova bruciato al centro ustionati, senza che nessuno abbia colpa.
I genitori di Sophie si sono sentiti traditi da uno Stato a cui hanno affidato la figlia che gli è stata restituita piangente in un letto d’ ospedale, lo stesso Stato che non è riuscito a trovare i colpevoli.
Nonostante l’ amarezza Luciano e Floriana non si sono arresi ed hanno deciso di ricorrere alla Corte di Giustizia dell’ Unione Europea la quale dovrà stabilire le responsabilità dello Stato Italiano.
“Ci aspettiamo giustizia dall’ Europa – conclude Savarese – visto che non ne abbiamo avuta dall’ Italia.
E’ bene che ognuno sappia che questa non è solo la battaglia di Floriana e Luciano, ma di ogni cittadino che ha il diritto di pretendere giustizia dallo stato”.

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