Ragusa. Sit-in unitario sindacati di categoria comparto Sanità

Dinanzi all'ospedale Giovanni Paolo II di Ragusa
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Sono necessarie più assunzioni. E’ indispensabile che possa essere avviato un confronto collettivo per alleggerire i pesanti carichi di lavoro del personale che sta vivendo questa drammatica situazione facendo il proprio dovere sino in fondo ma avendo ben chiaro che non potrà resistere ancora per molto. Sono questi alcuni dei punti affrontati questa mattina nel corso della giornata di mobilitazione di tutti i servizi pubblici dinanzi i luoghi simbolo della cura delle persone indetta dalle segreterie nazionali di Fp-Cgil, Cisl-Fp, Uil-Fpl e Uil-Pa. A Ragusa, l’appuntamento, a sostegno delle rivendicazioni dei lavoratori del comparto sanità, interessati da elevati disagi ed enormi rischi, si è tenuto nel piazzale antistante l’ingresso del presidio ospedaliero “Giovanni Paolo II” di Ragusa.
I lavoratori del comparto sanità, è stato spiegato, stanno vivendo un momento molto delicato a causa di elevate carenze di personale ed abnormi carichi di lavoro con turni massacranti ed elevati disagi lavorativi connessi anche all’incremento stratosferico della domanda di salute dei cittadini in conseguenza dell’accelerazione dei contagi da Covid-19. Le organizzazioni sindacali hanno formalizzato le proprie richieste rivolte agli interlocutori istituzionali. Quali sono? Assumere prontamente e stabilmente operatori sanitari per dare risposte immediate ed in sicurezza alle esigenze sanitarie della popolazione per contrastare la pandemia, curare la cronicità, le acuzie ed offrire servizi ambulatoriali, riabilitativi per la prevenzione e per l’assistenza alla lungodegenza; stabilizzare gli operatori precari; assicurare elevati livelli di protezione per garantire la sicurezza dei lavoratori; potenziare la medicina territoriale per garantire prevenzione e cura delle cronicità. Al disagio del comparto sanità si associa quello vissuto da tutti i lavoratori dei servizi pubblici chiamati, per la peculiarità del lavoro, a dare assistenza, cura, servizi, informazioni, prestazioni e tutele a tutti i cittadini. I comparti delle Autonomie locali, delle Funzioni centrali, del Terzo settore, rivendicano a loro volta la tutela della salute e la sicurezza sul lavoro nonché assunzioni e rinnovi dei contratti.
I sindacati hanno spiegato che il blocco del turn over ed i recenti pensionamenti ordinari e per quota 100 hanno svuotato gli uffici ed i contratti vanno prontamente rinnovati, unitamente alla rivisitazione degli ordinamenti professionali, per adattare questi ultimi alle mutate esigenze organizzative delle amministrazioni e per garantire percorsi di crescita professionale. Resta grave che, a fronte di tutto ciò, non siano state previste le risorse finanziarie necessarie. Inoltre, non è pensabile che l’istituto del lavoro agile continui ad essere disciplinato da leggi e non dalla contrattazione. Esso deve essere regolamentato e reso esigibile a tutti i lavoratori, con diritto alla disconnessione, al buono pasto, all’indennizzo delle spese sostenute, con disponibilità di device per i lavoratori operanti in remoto.

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