Bollette idriche a Modica. “Si nomini commissione d’inchiesta”

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“Con uno scarno comunicato e con due numeri telefonici e un indirizzo e mail nel sito Abbate vorrebbe chiudere la vicenda delle cartelle pazze che vengono recapitate in questi giorni ai cittadini di Modica”. L’ex consigliere comunale di Sinistra Italiana, Vito D’Antona, batte ancora sulla vicenda delle bollette che sono state recapitate in questo giorno ai modicani riguardo al servizio idrico che per il secondo anno consecutivo,  vengono spedite bollette con indicazioni di consumi inesistenti e privi di fondamento.

“Nel suo programma elettorale, Abbate aveva promesso di “ … Sostituire l’attuale sistema dei contatori idrici con più moderni dispositivi di tele lettura con trasmissione telematica di dati relativi al consumo di acqua con fatturazione trimestrale; … “ – rileva D’Antona -.     Oggi lo stesso Abbate dichiara che “ .. gli errori sono normali perché è impossibile leggere tutti i contatori. .. “, ammettendo implicitamente il fallimento della sua amministrazione in un campo che per tutti gli altri comuni d’Italia rappresenta normale amministrazione.

Nessuno pretendeva miracoli o progetti futuribili di telelettura, ma bastava soltanto il minimo indispensabile, costituito da una lettura all’anno dei contatori, come previsto dai regolamenti comunali o, in assenza, un calcolo sull’ultimo triennio; assistiamo invece, dopo sette anni di ininterrotta amministrazione allo smantellamento del servizio interno di lettura, al suo affidamento all’esterno, del quale non si è saputo più nulla, e alla chiusura definitiva dell’ufficio per il ricevimento del pubblico.

Il risultato di questo cattivo modo di amministrare è che i cittadini ai quali pervengono bollette infondate,  devono sobbarcarsi l’onere di ore di attesa al telefono o aspettare inutilmente per settimane una risposta all’e mail.

L’assenza della lettura e gli innumerevoli errori rilevati chiamano in causa, inoltre, le responsabilità politiche ed amministrative di tutta l’amministrazione Abbate nei confronti della città, atteso che uno dei punti fondamentali del piano di riequilibrio, approvato per evitare il dissesto, è costituito, come richiesto tante volte dalla Corte dei Conti, dall’incremento e da una organizzazione efficiente della riscossione delle entrate.

Inoltre, si rischia di iscrivere in bilancio somme per crediti inesistenti”.

L’esponente di centrosinistra ritiene sia il momento che il Consiglio Comunale, con un’ iniziativa dei consiglieri di opposizione, nomini una commissione di inchiesta.

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