Il Comitato piccoli azionisti Bapr bussa alla porta di Villarosa

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Il Comitato Piccoli azionisti della Banca Agricola Popolare di Ragusa, dopo i mesi di chiusura dovuta all’emergenza Covid-19, chiede un nuovo incontro con il sottosegretario al MEF Alessio Villarosa e con i rappresentanti di Banca d’Italia e del mercato Hi-mtf.

Sono anni oramai, che le misure intraprese dalla BapR non soddisfano la massa di risparmiatori che non riescono a liquidare le proprie azioni, acquistate come titoli liquidi e rimborsabili in tre giorni, ma di fatto di impossibile liquidazione.

Da settimane, nonostante la delibera assembleare abbia creato un fondo a bilancio di 20 milioni di euro – cifra di gran lunga superiore al limite del 2% del capitale imposto dalle normative europee, ottenuta grazie al costante impegno di questo comitato – e nonostante il frazionamento delle azioni deciso poi dal consiglio di amministrazione della banca e realizzato per rendere più liquido il titolo, gli scambi nel mercato Hi-mtf coinvolgono solo un’esigua parte delle azioni. Il liquidity provider, nominato per il riacquisto di azioni autorizzato da Bankitalia, è limitato, pare, da paletti imposti da Consob, anche se, in realtà, sarebbero da considerare mere raccomandazioni, in quanto reputiamo siano superabili in virtù della forte patrimonializzazione della banca, dalla stessa tanto vantata. Proprio per queste sue qualità, difatti, la Bapr ha ottenuto autorizzazioni al riacquisto maggiorate.

Nel frattempo, i rappresentanti del tavolo non hanno smesso di cercare soluzioni in un contesto di responsabilità e di collaborazione.

Tra le proposte:

1. Consentire a banche ben patrimonializzate come BapR di aumentare la capacità di riacquisto di azioni proprie. In questo caso si chiede l’intervento di Consob. Infatti, in tema delle autorizzazioni al riacquisto di azioni proprie e delle limitazioni di matrice comunitaria e nazionale, sappiamo che esse hanno il tenore di raccomandazione e comunque carattere derogabile in presenza di determinati requisiti. Auspichiamo che l’istituto, dal canto suo, continui a richiedere le autorizzazioni ferme dai tempi dell’approvazione del bilancio, argomentando con la nota stabilità patrimoniale eventuali deroghe e che la vigilanza sia pronta, accertata la solidità e la sostenibilità delle operazioni, a soddisfare in tempi brevi le richieste.

2. Dai dati forniti dalla BapR, poi, il rimborso degli eredi dei soci deceduti copre la gran parte della somma a disposizione dell’istituto di credito per il riacquisto azioni proprie. Su questo rimborso si propone un tetto. Difatti, oltre la metà dell’ammontare complessivo di richiesta di riacquisto di azioni proprie, deliberata dalla scorsa assemblea dei soci (e pari alla somma di 20 milioni di euro) sarà destinata al rimborso degli eredi dei soci defunti. Ciò rappresenta una lesione del diritto di tutti i soci a veder rimborsate le proprie azioni in ugual misura.

3. Sulla stessa scorta e ratio di equità e solidarietà, si chiede da tempo di allargare i limiti Isee e sanitari e conseguentemente di incrementare le disponibilità del fondo di solidarietà.

4. Sul fronte dei contenziosi, notiamo una ritrosia dell’istituto di credito, o comunque una forte lentezza, a comporre le cause e i ricorsi, taluni già definiti in senso negativo per la banca, con numerosi azionisti. Soluzione tra l’altro fortemente auspicata al tavolo del MEF.

Questi sono i temi proposti all’incontro chiesto al MEF – da attuarsi, nel rispetto delle vigenti disposizioni governative emanate a tutela della salute pubblica e conseguenti alla fase epidemiologica emergenziale ancora in atto, anche attraverso una videoconferenza.

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