Economia al collasso, aspettando il vaccino… di Giannino Ruzza

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E’ risaputo, la pandemia sta mandando gambe all’aria l’intera economia globale e gli Stati Uniti sono tra le principali vittime. Sono passati sei mesi da quando l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato l’epidemia di coronavirus essere vera e propria pandemia. Sono trascorsi da allora 200 giorni e i morti negli States sono saliti a quasi 200mila. L’economia interna, riferendoci nella fattispecie agli Stati Uniti, paese trainante dell’economia mondiale, ha subito un duro colpo, essendo rimasta bloccata per quasi due mesi; le imprese hanno sofferto e continuano a soffrire, come mai prima d’ora. Pur essendoci una ripresa a piccoli passi, il quadro rimane cupo. Mentre sono alle porte le elezioni presidenziali, il 10 per cento di americani hanno presentato domanda di sussidi di disoccupazione. Ciononostante alcune aziende hanno trovato l’opportunità di fare soldi durante la pandemia (Amazon su tutte) ma la maggior parte sta ancora lacrimando. Il settore tecnologico rimane ancora una volta in prima fila, ed è probabile che continuerà a guidare i mercati anche negli anni a venire. La Casa Bianca, con Trump in testa, è stata inizialmente molto lenta ad adottare contromisure efficaci in risposta alla pandemia, ma quando i casi hanno cominciato a salire, il paese ha subito una brusca serrata e tutti chiusi in casa. Con le fabbriche e le serrande dei negozi abbassate, l’economia si è fermata. Risultato: le aziende hanno perso miliardi di dollari e più di 40 milioni di persone hanno in poche settimane perso il posto lavoro. Bilanci in rosso per i settori: viaggi, aviazione civile, alberghi, ristoranti e rivenditori. Sono state loro le vittime maggiori. La FED, nel tentativo di ridare fiato all’economia è corsa ai ripari, con annunci in più cicli, di pacchetti di stimolo che hanno superato l’incredibile cifra di 6 trilioni di dollari. Sei mesi dopo lo scoppio della pandemia, gli Stati hanno iniziato a riaprire, allentando le restrizioni, ma con i recenti focolai di COVID-19 segnalati in diversi Stati, i timori tra la gente sono tornati a crescere. Questo ha portato a un radicale cambiamento nel mondo pre e post-pandemico: il lavoro da casa, il cosiddetto smart working, divenuto una nuova cultura di operare che sta cambiando completamente il modo di fare affari. Reiterati focolai e i nuovi timori di diffusione del virus stanno a tutt’oggi, dando una grande spinta a questo modo di operare. Nel frattempo più di 200 aziende biotecnologiche e farmaceutiche stanno intensificato gli sforzi alla ricerca di un potenziale vaccino in grado di trattare il mortale coronavirus. Con questa minaccia incombente negli anni a venire dovremo abituarci a convivere, aspettando un rimedio. E al diavolo i negazionisti.

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