La provincia di Ragusa non può permettersi un altro lockdown

L'appello dell'Ust Cisl Rg Sr agli enti locali territoriali
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“La provincia di Ragusa non può permettersi un altro lockdown. Vanno attuate subito tutte le misure di sicurezza, di vigilanza e di controllo per evitare che il coronavirus si propaghi a macchia d’olio nell’area iblea”. A lanciare il grido di allarme è il segretario generale dell’Ust Cisl Ragusa Siracusa, Vera Carasi, che esprime forte preoccupazione per la crescita del tasso di contagiosità anche nell’area iblea così come nel resto della Sicilia. “Le ultime rilevazioni – afferma Carasi – indicano che l’isola è al secondo posto dopo il Veneto, fra le 8 regioni con un Rt da allerta. E anche le dichiarazioni dell’esperto Cristoforo Pomara, già componente del Comitato tecnico scientifico regionale confermano la necessità di non abbassare la guardia, perché la situazione è fortemente critica. Ecco perché chiediamo agli enti locali della provincia di Ragusa di vigilare sul pieno rispetto delle misure di sicurezza, da quelle sul distanziamento sociale all’uso della mascherina. E’ possibile osservare, purtroppo, un’evidente noncuranza da parte dei cittadini e degli esercenti, per cui riteniamo indispensabile che si attuino controlli capillari e che, quando risulti inevitabile, siano sanzionate le inosservanze alle norme”. Il sindacato ricorda i protocolli di sicurezza nei luoghi di lavoro sottoscritti nel pieno dell’emergenza da Covid-19, con il governo regionale e le parti sociali e datoriali, “grazie ai quali – aggiunge Carasi – è stata tracciata una precisa strada da seguire, per tutelare i lavoratori e garantire un efficace funzionamento della macchina produttiva provinciale e regionale. Ecco perché i sindacati ritengono indispensabile ritrovare uno spirito di collaborazione come quello emerso durante il lockdown perché solo così si può affrontare il futuro prossimo, che oggi in provincia di Ragusa così come in Sicilia, in tutta Italia e nel mondo, rappresenta un’incognita. Come Cisl, vogliamo precisare una cosa. E cioè che non è tempo di scaricabarile né di scontri pregiudiziali. Siamo disponibili al confronto ricordando che rappresentiamo, nell’area iblea, migliaia di lavoratori per i quali pretendiamo che sia riconosciuta la dignità e il peso di ognuno di loro oltre ad evitare le potenziali occasioni di contagio”.

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