
Contro ogni aspettativa, compresa la sua, Donald Trump annunciò nel 2015 la candidatura alla Casa Bianca, fu eletto nel novembre 2016 e divenne nel gennaio successivo il 45° presidente degli Stati Uniti. Oggi è tornato come 47° presidente e affronta le elezioni di midterm del 3 novembre con un consenso fragile: l’ultimo sondaggio Reuters/Ipsos lo accredita di un’approvazione al 36 per cento, vicino ai livelli più bassi della sua carriera politica. Il giudizio negativo degli americani non è condiviso da quella parte di mondo che dall’amministrazione Trump sta traendo i maggiori vantaggi. È l’asse Russia-Cina-Iran, determinato a indebolire l’Occidente e i suoi alleati storici, ma trattato dal presidente americano con una benevolenza che meriterebbe almeno una spiegazione politica. O forse psicologica. Dopo la firma del memorandum con la Repubblica islamica, Trump ha ringraziato Russia e Cina per non aver interferito. In particolare ha elogiato Xi Jinping e Vladimir Putin per essere rimasti, a suo dire, “neutrali”. La gratitudine sarebbe già sorprendente in tempi ordinari. Lo è ancora di più se si considera che Mosca e Pechino mantengono rapporti stretti con Teheran e che la Cina è, da anni, il principale polmone economico del regime iraniano. Più dell’80 per cento del petrolio iraniano arriva in Cina attraverso circuiti opachi e triangolazioni utili ad aggirare le sanzioni. In apparenza neutrale, Pechino ha criticato gli attacchi americani e chiesto la fine delle ostilità. Ma nel frattempo ha continuato a coltivare con Teheran un rapporto strategico, economico, tecnologico e di sicurezza. Secondo fonti d’intelligence e report occidentali, il sostegno cinese al regime iraniano passa da beni a possibile uso militare, tecnologie di sorveglianza, cooperazione di polizia e strumenti utili al controllo interno. Pechino nega, naturalmente. I regimi autoritari negano sempre, fino a quando non ridefiniscono i fatti come necessità storica. Come Mosca, Pechino si muove dietro le quinte per aiutare il regime dei mullah a conservarsi in vita e a consolidare il potere repressivo nei confronti degli oppositori. Tiandy, società cinese con sede a Tianjin e punti di distribuzione in vari Paesi, Italia compresa, è stata inserita nel 2022 nella Entity List americana. Il Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti l’ha collegata sia alla repressione tecnologica nello Xinjiang sia alla fornitura o al procurement di tecnologia a beneficio del Corpo delle Guardie della Rivoluzione islamica. Il capitolo repressivo è ancora più esplicito se si guarda alla cooperazione di polizia. Ahmad-Reza Radan, capo della polizia iraniana e volto della repressione interna, è stato a Pechino, dove ha firmato con il ministro cinese della Pubblica sicurezza Wang Xiaohong un memorandum di cooperazione. Il linguaggio ufficiale parla di sicurezza, ordine pubblico e contrasto al terrorismo. È il vocabolario comune dei regimi: chiamano terrorismo il dissenso, estremismo la libertà, destabilizzazione la protesta. Da oltre un decennio, inoltre, ufficiali iraniani vengono formati presso la People’s Public Security University of China. Non è diplomazia: è apprendistato repressivo. Trump lo ignora o, sapendolo, lo considera irrilevante? In entrambi i casi il risultato non cambia. Il presidente americano che in gennaio aveva sollecitato gli iraniani a scendere in piazza contro il regime è lo stesso che oggi firma un’intesa capace di ridare ossigeno a quello stesso regime. La coerenza non è mai stata una virtù trumpiana. La lealtà, invece, gli interessa moltissimo, purché sia quella degli altri verso di lui. Il tradimento non rientra tra i disvalori di Trump. La sua grammatica politica sfugge a qualunque principio stabile di alleanza, fedeltà e responsabilità occidentale. Con gli amici è ruvido, sprezzante, talvolta umiliante. Con i nemici è prudente, accomodante, quasi rispettoso. Critica gli alleati europei, insulta chi dovrebbe rassicurare, vezzeggia chi dovrebbe temere. Lo ha capito anche Giorgia Meloni, colpita dalla frase con cui Trump ha sostenuto che lei lo avrebbe implorato per una foto al G7. La premier italiana ha respinto l’accusa come completamente inventata. Ma il punto politico resta: Trump non umilia per sbaglio. Umilia perché quello è il suo modo di stabilire gerarchie. Con gli alleati alza la voce. Con gli avversari cerca il dividendo. In un libro scritto con Bill Zanker, Pensa in grande e manda tutti al diavolo, pubblicato nell’edizione originale nel 2007, Trump aveva già consegnato una parte essenziale della propria visione del mondo. Il titolo, da solo, dice quasi tutto: grandezza, aggressività, vendetta, disprezzo per il limite. Nel capitolo dedicato al fattore paura si intravede la radice della sua diffidenza verso amici e alleati. “Guardatevi anche dagli amici!”, avverte Trump. E ancora: “Scegliete i migliori e non fidatevi di loro”. È una filosofia del sospetto permanente. L’alleato, per Trump, non è un partner con cui condividere una strategia; è qualcuno che può tradire, approfittare, chiedere troppo, non riconoscere abbastanza. Da qui il fastidio verso l’Europa, verso la NATO, verso l’Ucraina, verso chiunque ricordi agli Stati Uniti che la leadership occidentale non è solo un affare immobiliare con clausola di uscita. Ma nel libro compare anche un’altra frase illuminante: “A volte conviene dare la mancia in anticipo”. Applicata alla politica estera, sembra il manifesto involontario dell’accordo con Teheran. Lo scongelamento degli asset, le deroghe sulle sanzioni petrolifere, l’accesso a 300 miliardi di dollari per la ricostruzione non rischiano soltanto di salvare l’economia iraniana. Rischiano di rafforzare proprio il sistema di potere delle Guardie rivoluzionarie, che controllano settori decisivi dell’economia, dalle infrastrutture all’energia, dai porti alle telecomunicazioni. È questa la mancia in anticipo? È il prezzo pagato per poter dire di aver chiuso una guerra, firmato un accordo, prodotto un titolo da vendere agli elettori? Nel trumpismo ogni gesto politico deve poter diventare merce narrativa. L’accordo non è necessariamente buono: deve apparire vincente. Non deve reggere alla prova della storia: deve reggere al ciclo mediatico. La stessa logica si era vista nello Studio Ovale, davanti a Volodymyr Zelensky. “Tu non hai le carte”, disse Trump al presidente ucraino. Tradotto dal linguaggio del tavolo da gioco a quello della politica internazionale: non hai nulla da offrirmi. Non petrolio, non affari immediati, non un regime con cui trattare sottobanco, non una resa da rivendere come pace. Zelensky chiedeva garanzie. Trump cercava vantaggi. L’Ucraina parlava di sopravvivenza. Trump parlava di carte. L’America di Trump si chiede chi siano i suoi alleati, quali i suoi nemici, quale ordine internazionale intenda difendere? Oppure, più meschinamente, chi possa offrirle un dividendo immediato, una foto, una firma, un annuncio, un titolo? Il resto, i diritti umani, i dissidenti iraniani, la sicurezza europea, la credibilità occidentale, finisce nel cestino delle variabili secondarie. Russia, Cina e Iran non hanno bisogno di amare Trump. Basta capirlo. E lo hanno capito benissimo. Complimenti a Giorgia Meloni che gli ha tenuto testa invitandolo a pensare al suo di consenso. Brava Giorgia!



27 commenti su “La mancia in anticipo…l’opinione di Rita Faletti”
Makaleniz açıklayıcı yararlı anlaşılır olmuş ellerinize sağlık
Insomma, quello che fa la Cina con l’iran, o la Russia, è la stessa cosa che fanno i paesi nell’ue con l’ucraina.
Finalmente, leggendo a parti inverse, si ammette che l’UE è un regime autoritario.
Nel frattempo, i genocidi, nonostante accordi di pace e tregue militari anche da loro stessi stabilite, se ne fregano e continuano ad ammazzare in Libano e a Gaza, utilizzando anche fosforo.
Poi qualcuno spieghi perché durante lo shabbat non si può fare manco un caffè, invece bombardare si.
Ricordiamo che questo conflitto è iniziato con il bombardamento di una scuola elementare, ammazzando 180 persone, la maggior parte delle quali aveva meno di 10 anni.
Non ci sono parole, non si comprende come si sia passati a reputare antisemita la constatazione dei fatti e fare vergognoso silenzio su un genocidio di veri semiti, visto che gli altri si sono pure cambiati il cognome in Ebraico per apparire più discendenti degli avi di Palestina.
Qual’è il vero cognome di nethanyahu? O degli altri prima di lui?
E faccio presente, per la splendida democrazia occidentale dove si ritiene ci sia pluralità di informazione e trasparenza, che da fonte Meta, israele ha chiesto la rimozione di 100.000 post e notizie inerenti Gaza ed iran ottenendone la cancellazione di 90.000.
Comunque, abbiamo capito che qui si difende il sionismo ad oltranza, anche se ammazza migliaia di persone, anche se distrugge intere città, anche se ammazza cristiani, anche se è l’antitesi del cristianesimo in terra cristiana, anche se rinnega i principi del Vangelo.
Qui non è più politica, nemmeno ideologia, ed io ho già il mio pensiero in merito.
Ma quale complimenti a Giorgia, questo spetta ai servi.
Addirittura altri servi attori da circo senza dignità che continuano a dire che ci sono ottimi rapporti con gli Stati Uniti nonostante l’umiliazione per Giorgia🤣🤣🤣🤡🤡🤡
Semplicemente vi hanno scaricati come bagagli ingombranti.
Resteranno sempre Zerbini e servi di Washington e Bruxelles.
@Signora Faletti
La prima elezione di Trump alla Casa Bianca, nel 2016, fu agevolata se non addirittura determinata dallo stesso PUTIN. Come si può non vedere questo? Come non ricordare la vicenda delle famose email, orchestrate per disinnescare e distruggere la candidatura di Hillary Clinton, fatto poi ampiamente acclarato? Quello è stato il punto di svolta più buio per il mondo, l’innesco di un cambiamento epocale che ci ha condotti prima al tentato golpe con l’assalto a Capitol Hill e, successivamente, a una drammatica escalation di guerre, minacce e instabilità globale che viviamo ancora oggi.
Il futuro sembra purtroppo già scritto in vista delle prossime elezioni: una sua eventuale (e plausibile) sconfitta non verrà accettata, come del resto Trump ha già preannunciato esplicitamente in ogni modo. Il rischio concreto è che si passi dalla prima democrazia del mondo alla più grande dittatura che la storia abbia mai conosciuto.
Questo è il sovranismo, anche se Meloni sembra non comprenderlo. Per principio ideologico, il sovranismo è egoismo puro: “Trump recita costantemente prima l’America”. All’interno di questo concetto è evidente che Trump non muoverà un dito per aiutare l’Italia o l’Europa; pensare di poter godere di un canale privilegiato, come illudersi che Giorgia Meloni possa farlo, è un autentico ossimoro. Ma lei, insieme ai tanti sovranisti nostrani, ignora questa realtà.
Confondono il sovranismo con una certa mentalità mafiosa, con la proverbiale arte italiana dell’arrangiarsi; ma questo non è vero sovranismo, ed è bene che Giorgia e i suoi seguaci lo capiscano, così come noi comprendiamo l’eccessivo lecch…smo non accettato nei confronti di Donald (sono sicuro che ci capiamo benissimo). Uno Stato che si trova in gravi difficoltà economiche (ultimi in Europa), una verità evidente persino alle persone meno colte, non può permettersi il lusso dell’isolazionismo sovranista.
Al contrario, deve mostrarsi collaborativo e tessere alleanze strategiche che, inevitabilmente, hanno un costo e non sono gratuite. L’unica possibilità sarà la “Casa Europea” e molti anche commentatori storceranno il naso, ma purtroppo la realtà è più forte della Superbia Sovranista.
A Giorgia Meloni, Trump ha concesso solo un acconto; il benservito, per una sovranista irrisolta come lei, non tarderà ad arrivare. Mi auguro che in tanti suoi seguaci riescano a farlo comprendere.
Concetto, si aggiorni, è storia vecchia ormai che sanno anche i bambini:
https://it.insideover.com/media-e-potere/putin-trump-e-il-dossier-su-hillary-clinton-il-rapporto-che-smonta-il-russiagate.html
Tulsi gabbard, nell’articolo, è la stessa che ha tirato fuori i documenti e le prove su fauci e wuhan, e sui biolab in Ucraina.
Per giunta Putin, aveva un dossier che avrebbe danneggiato la Clinton, più di wikileaks, ma non lo usò .
Il giornalista Matt Taibbi… ma chi è? Spuntano fuori nomi sconosciuti e, secondo quanto pubblicato da certi siti “divertenti” e incomprensibili, costoro sarebbero i detentori della verità?
Poi vediamo l’incontro di Trump in pompa magna con tanto di tappeto rosso per Putin, e noi dovremmo stare a sentire ciò che dice Matt Taibbi? 😂
Ma tu, Paolo, lo conosci personalmente o avete amici in comune, tanto da poterti fidare ciecamente? Ma Matt Taibbi esiste veramente o è un avatar?
Vedi, Paolo, noi viviamo nel mondo reale: non possiamo perderci dietro a strani argomenti senza avere alcuna prova in merito e senza alcuna contezza della realtà.
La certezza è che Trump sia molto più amico di Putin rispetto a qualunque altro capo di Stato europeo; lo dice e lo ridice continuamente, ha persino umiliato la nostra Giorgia senza alcun rispetto, e tu mi metti in mezzo Matt Taibbi? Mi è venuta la curiosità e ho fatto una ricerca in rete, vediamo che cosa dice…
‘Matthew Colin Taibbi è uno scrittore, giornalista e podcaster americano. Ex collaboratore di Rolling Stone, è autore di diversi libri ed editore di Racket News. Si è occupato di finanza, media, politica e sport. Taibbi ha iniziato come reporter freelance lavorando in Russia.’
Un curriculum di assoluto rispetto, non c’è che dire! Racconta le cose più belle sull’abbraccio tra Trump e Putin, e noi dovremmo crederci ciecamente? 🤣
Concetto, le spiego.
Negli articoli web, ci sono delle parti sottolineate, in questo caso in giallo.
Se ci clicca sopra, magia, si aprirà la fonte documentale di quanto viene scritto, nei casi specifici, i documenti governativi.
Questo serve per confermare la veridicità di un articolo, nel caso scritto da Roberto Vivaldelli, mentre Matt Taibbi viene indicato solo perché cita in un altro articolo sempre una di quelle fonti ufficiali sottolineate in giallino.
Provi a cliccarci sopra, vedrà che roba magica la tecnologia.
Brutta l’abitudine di giudicare le persone ma non i fatti.
Aspetti Concetto, gliene giro uno più familiare. Non ho visto però se ci sono cosine sottolineate…
https://www.agi.it/estero/news/2025-09-26/incriminato-ex-capo-fbi-comey-trump-russiagate-33342200/
@Paolo ti stai coprendo di ridicolo con questi articoli fake scritti da giornalisti più fake ancora🤣🤣🤣 ascolta questo consiglio: trovati un lavoro e impiega il tempo a produrre qualcosa di concreto, avrai la testolina impegnata ed eviterai di mettere in testa falsità alla gente.
Sarò, dire che è fake senza dimostrarlo, dopo anni e su molteplici argomenti, serve per farla scavare ancora più in fondo. Ma un minimo di dignità, mai? Nessun amico che glielo fa notare?
Eppure sono millenni che nel dibattito civile ed intelligente si forniscono argomenti.
@Concetto I miei complimenti per aver fatto ricerche sui giornalisti che segue Paolo m, ovviamente sono tutti dei fake e solo un boccali e come lui può credergli. Grande Paolo e mi raccomando continua a scrivere e difendere le tue ideee🤣🤣🤣🤣🍺🍻🍺🍻🍺🍻
Intanto oggi sono stati smascherati gli attori da circo italiani🤣🤣🤣
Usate le basi italiani per attaccare l’Iran.
BUGIARDI!!! COME SEMPRE, È SU TUTTO.
Dedicato agli ammuccalapuna di questo blog.
POVERI BABBEI.😂😂😂😂😂
AMMUCCALAPUNA È BABBEI SI NASCE!!!
E SI RIMANE PER TUTTA LA VITA.
Russia e Iran hanno il diritto di attaccare tutta l’Europa, perché la Nato è di fatto in guerra contro la Russia.
La cosa importante è che l’ucraina e la nato stanno bastonando di brutto la Russia, rosicate russofoni.
😂
Ei modestamente babbeo lo nacqui.
@Concetto
Meloni era sovranista prima di arrivare a Palazzo Chigi, oggi si potrebbe definire una nazional-conservatrice di governo, eurorealista e atlantista, pragmatica. Da presidente del Consiglio ha mantenuto l’Italia dentro l’asse Ue-Nato, ha sostenuto l’Ucraina, ha approvato la prosecuzione degli aiuti militari a Kyiv e sui conti pubblici si è mossa con prudenza, non sfidando Bruxelles. Sa che per contare davvero, l’Italia non può stare fuori dalla porta. Su immigrazione, sicurezza nazionale e l’idea che gli Stati debbano restare padroni delle scelte strategiche c’è una componente sovranista, niente affatto criticabile. Lo dimostra dove ci hanno portato i partiti progressisti occidentali.
Agli amici di Mosca e Teheran:
Crosetto sui 500 aerei decollati dalle basi italiane
“Come già chiarito nel corso dell’informativa al Parlamento del Ministro della Difesa Guido Crosetto, il Governo ha fatto esattamente quanto dichiarato alle Camere: sono state autorizzate esclusivamente attività di natura tecnica e logistica, non cinetiche, nell’ambito delle procedure previste dagli accordi esistenti. Le volte in cui si è prospettata una richiesta che esulava da questo perimetro, come è noto, l’Italia non ha concesso l’autorizzazione – prosegue la nota -. Per questo sorprende che il Segretario della NATO, che nulla ha a che fare con l’operazione Epic Fury, faccia una ricostruzione che trasmette un messaggio totalmente fallace confondendo la tipologia dei voli autorizzati. Sarebbe bastato un approfondimento alla fonte per poter avere la reale rappresentazione di ciò che è avvenuto (ed avviene ogni giorno): l’Italia autorizza esclusivamente i voli che sono previsti dai trattati e che escludono totalmente le attività cinetiche. Come sempre ha fatto e come continuerà a fare in vigenza degli attuali accordi”.
Faletti, lei ci svela una notizia. Meloni era sovranista ed ora ha cambiato idea, ma la Meloni questo lo sa oppure naviga a vista? Ora si avvicina all’Europa, ha capito secondo lei che non solo non aveva le risorse per togliere le accise, non solo non aveva le risorse per tagliare le tasse, non solo non aveva nessuna credibilità nei confronti degli USA, non solo non aveva capito di fare il doppio gioco con l’Europa cercando di arruffianarsi a Donald, ma che proprio non conta e si è fatta disprezzare da un sovranista vero che, quelle risorse le ha.
Faletti, non è un banale errore di grammatica politica, è un gravissimo fallimento della sua impostazione politica. E con questo, non penso neppure che la sinistra possa fare di meglio con quel Giuseppi che la distruggerà (peggio per loro), ma almeno a sinistra si trovano dalla parte giusta…
Per gli amici dell’eu: nel frattempo gli usa vogliono acquistare il tratto europeo del nord stream per vendere il gas russo con ricarico agli europapalei.
Non credere a fallaci opinioni personali di propaganda della Faletti fa si che si viene apostrofati amici di Mosca e Teheran, come dimenticare che la Russia aveva perso la guerra nell’estate del 2022, che perdeva 800 soldati al giorno, non aveva un esercito, non aveva armi, combatteva con le pale, Putin malato addirittura morto, missili sul mercato e ospedale, Bucha, gasdotto fatto saltare dai Russi, però arrestano ucraini in vacanza in Italia, e con le fallaci opinioni per lo (…….) del villaggio della Faletti Potrei continuare fino alla fine dell’ anno.
La verità porta a essere definiti filoputiniani, amici di Mosca e Teheran.
Può tranquillamente continuare con le fallaci opinioni ma eviti di definire amici di Mosca e Teheran perché ci perde in stile, già abbastanza compromesso.
Avete perso su tutti i fronti, compreso in Iran.
Facile fare i forti con i deboli, ma purtroppo l’Iran non è stata Gaza.
È senza l’intervento americano i suoi amici sionisti sarebbero in macerie con l’Iran.
@Beppe
Lei confonde la propaganda con la politica estera. Meloni può essere criticata sulle promesse non mantenute, soprattutto sulle accise, ma dire che “non conta” perché Trump la insulta è una semplificazione rozza. Il sovranismo italiano non può essere il trumpismo americano: l’Italia è una media potenza europea, dentro UE e NATO, con vincoli di bilancio e interessi nazionali propri. Governare non significa scegliere tra fare la mascotte di Trump o convertirsi all’europeismo progressista; significa difendere margini di autonomia dentro alleanze complesse. La sinistra, invece di dire “noi siamo dalla parte giusta”, dovrebbe spiegare quale sarebbe la sua linea su Europa, Stati Uniti, Iran, Israele, energia, difesa e tasse. Altrimenti non è analisi: è solo consolazione ideologica.
Non credete alla Faletti credete a me che sono spettu daiiiii.
@Gino
La storia dei miei amici sionisti risale al XVIII secolo a.C. ed è contrassegnata da scontri con gli egizi, gli assiri, i babilonesi, i persiani, i macedoni, i romani, i crociati. I miei amici sionisti sono sopravvissuti all’Inquisizione, ai pogrom, alla Shoah. I miei amici sionisti, discendenti di Abramo, sarebbero dovuti soccombere ai loro persecutori e nemici molto tempo fa. Invece sono tornati a casa, dove sono circondati da popoli che vogliono distruggerli. I miei amici sionisti hanno trasformato il deserto in giardini e eccellono nella medicina, nella cybersicurezza, nell’innovazione tecnologica, nella ricerca scientifica. Mentre le piazze occidentali si riempiono di slogan contro il “genocidio”, gli intellettuali condannano chi difende Israele, lo star system mondiale boicotta Israele, i Paesi arabi moderati, i Baltici, la Grecia e la Romania, l’Ucraina, gli stati dell’Europa occidentale comprano sistemi antidroni, droni intercettori, missili anticarro Spike e sistemi Blue Spear, la Norvegia dota i suoi carri armati Leopard del sistema Eutrophy, frutto della joint venture tra l’israeliana Rafael e la tedesca Kmw. Alla retorica i paesi arabi moderati preferiscono l’Iron Dome e l’Iron Beam e il sistema di sorveglianza “Spectro”. I governi dell’Europa occidentale condannano Israele e annullano gli accordi per l’acquisto di armi con Israele o sanzionano aziende di Difesa ma attingono all’arsenale bellico israeliano, 6,9 miliardi nel 2025. Moralismo di facciata e ipocrisia per slogan e propaganda, armi e tecnologia militare israeliane per la sopravvivenza. I nemici dei miei amici sionisti li guardano con stupore rabbia e molta invidia e non sanno spiegarsi le ragioni di tanto successo. Deve esserci un trucco. Ma sì, gli aiuti di Washington e i complotti della lobby ebraica internazionale. Neanche Hitler sapeva spiegarsi come gli ebrei fossero riusciti a sopravvivere a tutto il male che avevano subito. E’ questo che fa impazzire di rabbia i nemici dei miei cari amici sionisti.
Ma io non ho scritto che non conta perché Trump la insulta, l’ho scritto perché non conta proprio, lei stessa Faletti ha detto che è passata dall’essere sovranista a qualcosa di altro indefinito e indefinibile, ergo aveva sbagliato prima e sbaglia ancora rincorrendo il peggio europeo dei vari Le Pen, Bardella’, ecc. ecc.
Il fatto che il sovranista propriamente detto Trump l’abbia insultata dopo che lei aveva tentato di arruffianarsi non è la dimostrazione che non conta, anche il 2 di coppe a briscola ha il suo perché.
Sostanzialmente ciò che ho scritto voleva evidenziare che, per essere sovranisti serve poterselo permettere come gli Stati Uniti, e non con le pezze al cuxo come noi.
Cent’anni fa gli antenati di Gioggia, mandavano in guerra i propri uomini con le scarpe con suole di cartone e senza munizioni, e oggi la storia si ripete. Potere contrattuale zero.
E poi anche Crosetto lo ha spiegato…
Dot.sa Faletti, ai tempi dei romani, che conquistarono la Palestina, i giudei cercavano in tutti i modi di sovvertire l’ordine stabilito. Questo perché erano invasori.
I palestinesi, non fanno la medesima cosa?
Quindi erano terroristi anche i giudei dell’epoca? Oppure avevano una scusante?
Poi, i suoi amici sionisti, ai tempi della Santa Inquisizione e delle Crociate manco esistevano.
Mischia le carte per confondere ebrei e sionisti? La stella di David, l’esagramma, non è un simbolo che appartiene alla Bibbia, fra l’altro.
Dovrebbe leggere un po’ di nuovo testamento, e vedere cosa diceva comunque Gesù dei Giudei, o San Paolo, o Santo Stefano, il primo martire ammazzato da loro. Anche il Vecchio Testamento, comunque, non scherza.
Sulle domande poste, anche lei ha glissato, o meglio taciuto. Ne aggiungo un’altra: Israele dispone di un’arma chiamata “gospel” che uccide prevalentemente donne e bambini, come dichiarato da ufficiali idf?
Cavillo storico: pure i palestinesi discendono da Abramo, anzi, molto più degli attuali ebrei in medio Oriente. I palestinesi sono realmente semiti, la governance sionista invece, proviene dall’est Europa, cognomi cambiati, ceppo semitico in media al 50%.
Ergo, i palestinesi oggi hanno le radici in comune con i giudei originari, gli ebrei ashkenazi no.
Mi meraviglio ancora che si giochi con queste affermazioni per mischiare semiti e sionisti, politica di profonda estrema destra, ed etnia.
Poi, il fatto che possano essere bravi in qualcosa, non giustifica alcuna delle azioni sionisti che sono da condannare senza se e senza ma.
@Peppe
Gli Stati Uniti sono una cosa, Trump è un’altra. L’intrattenitore televisivo diventato la star di “The Apprentice” sta camuffando la sconfitta contro l’Iran in vittoria, il che fa capire la consistenza vera dell’uomo, sensibile alle lusinghe da qualunque parte provengano, capriccioso, incapace di entrare nella mentalità di un avversario che invece è entrato benissimo nella sua. Operazione non difficile. Trump era sicuro di liquidare l’Iran, invece l’ha resuscitato, lasciando il mondo in una condizione peggiore di come l’ha trovato. La sua guerra è stata un disastro, sul piano strategico e etico. L’Iran ha vinto senza fatica, con il vantaggio di avere una fonte stabile di entrate per il suo regime: i dazi per il transito nello stretto di Hormuz. Il passato politico di Giorgia Meloni agitato come una clava contro di lei dall’opposione è quello che l’opposizione è stata in grado di produrre. Che dire dei precursori dei progressisti di oggi? Mi riferisco a una parte non minoritaria della sinistra occidentale del Novecento, che ha guardato con simpatia o indulgenza verso regimi comunisti autoritari, anche quando erano già evidenti repressione, gulag, carestie provocate, persecuzioni e stragi. Questo vale per settori filostalinisti, maoisti, castristi e per alcuni ambienti intellettuali che hanno minimizzato crimini enormi in nome dell’anti-capitalismo o dell’anti-imperialismo. Sul piano psicologico e culturale c’è somiglianza tra quelli e le sinistre attuali in una visione morale binaria: oppressi contro oppressori, tolleranza verso l’autoritarismo se percepito come “dalla parte giusta”, conformismo ideologico in certi ambienti, tendenza a censurare o delegittimare il dissenso, antipatia automatica per chi ha opinioni diverse dalle loro, moralismo autoreferenziale. C’è chi non cambia, perché non saprebbe che habitus assumere (la sinistra) e teme di non essere riconosciuto, c’è chi cambia entrando in contatto con la realtà e puntando sul miglioramento senza schemi precostituiti.
Ma non è stato Israele la mente di questa guerra all’iran, e gli usa il braccio, in quanto Israele altrimenti sarebbe stata rasa al suolo? Quindi, la sconfitta, dovrebbe essere di Israele, non americana.
Se il mondo è peggiore, è a causa delle azioni sconsiderate del sionismo, senza le quali nulla sarebbe accaduto.
Esiste nel diritto la guerra preventiva? No.
Non credo bidet avrebbe potuto fare di meglio al posto di Trump, con le capacità belliche iraniane.