Movida a Marina di Ragusa “criminalizzata” dalle opposizioni

Consigliere Anzaldo: “Il problema c’è ma ingigantirlo e strumentalizzarlo in questo modo rischia di procurare ripercussioni pesanti in danno agli operatori economici del territorio”
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“La criminalizzazione della movida sta dipingendo Marina di Ragusa come il posto peggiore in cui trascorrere l’estate 2020 quando, invece, sappiamo che non è così. Certo, non voglio dire che il problema non esiste e che non si debba fare il possibile per cercare di risolverlo. Ma da qui a strumentalizzare il fenomeno ce ne corre”. E’ il consigliere comunale del gruppo CasSìndaco, Carmelo Anzaldo, a chiarirlo dopo i ripetuti tentativi, da parte delle opposizioni, di disegnare un quadro a tinte fosche rispetto a una serie di episodi che possono definirsi meritevoli di attenzione “ma che certo – continua il consigliere – non possono fare passare un messaggio pesante, con il rischio di fare di tutta l’erba un fascio. Marina di Ragusa ha le sue peculiarità, è bandiera blu ma anche bandiera verde, offre tutta una serie di servizi che la fanno diventare appetibile, ha le spiagge libere e attrezzate, sta cercando di regolamentare al meglio la questione riguardante la problematica Covid-19 nel tentativo di contenere i contagi. Marina di Ragusa è anche il punto di riferimento di una serie di operatori commerciali i quali hanno investito nella frazione e che stanno facendo il possibile, nel pieno rispetto delle regole, per sopravvivere. Sembra, quasi, che si voglia puntare il dito contro di loro. E così ritengo che non vada bene. Il sindaco Cassì ha assolutamente a cuore la problematica e l’amministrazione sta attivando, e in parte lo ha già fatto, tutti quei protocolli che si rendono necessari per regolamentare la movida che, comunque, già di per sé, considerati gli elevatissimi numeri che si registrano nel fine settimana a Marina di Ragusa, non è affare semplice”. “Mi rendo conto altresì – continua Anzaldo – che le opposizioni cercano di svolgere il proprio ruolo e quindi ingigantiscono la questione. Nell’interesse di tutta la città, sarebbe opportuno remare verso la stessa direzione perché sferrare questi continui colpi verso la frazione rivierasca rischia di creare dei danni d’immagine che, alla lunga, possono ripercuotersi sull’attività dei nostri operatori commerciali. E non credo sia questo l’obiettivo finale che si intende perseguire. Dunque, auspico un maggiore impegno da parte di tutti nel superamento di questa fase complessa, con l’auspicio di guardare sempre avanti”.

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