Allarme Reset, Tomato Brown. Agricoltura ipparina al collasso

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“La nostra agricoltura è al collasso. Oltre ai prezzi bassi e alla merce invenduta, ora bisogna fare i conti con la recrudescenza del Tomato Brown (Tobrfv), il nuovo virus che sta attaccando diversi trapianti della fascia trasformata ipparina”. E’ il segretario dell’associazione politica Reset Vittoria, Alessandro Mugnas, a lanciare l’allarme. “Già nella scorsa annata agraria – prosegue Mugnas – si è registrato l’attacco su diverse tipologie di pomodoro e su qualche varietà di peperone. Le stesse, nel 95% dei casi, sono state estirpate. Così l’azienda ha perso i soldi delle spese del pre e post trapianto per non parlare del mancato incasso del raccolto. Le aziende non hanno alcun tipo di tutela da parte delle istituzioni. Anzi, in loro monta sempre di più la paura di essere additati come portatori di focolaio, con il rischio di essere messi preventivamente in quarantena, quindi bloccati da ogni tipo di produzione futura. Ci chiediamo, quindi, che cosa stia facendo la politica che ci governa e se riuscirà mai a compiere un passo adeguato verso la direzione da tutti auspicata. Non ci sono dubbi sul fatto che per gli agricoltori della fascia trasformata siciliana, quindi anche quella vittoriese, la questione è seria quanto grave. Ci stiamo confrontando con il rischio di una propagazione del Tobrfv più netta e dilagante rispetto a quelle a cui siamo stati abituati negli ultimi mesi e anni. Se ancora si continuerà con questo modus operandi, si rischia di non avere più nulla alla luce dell’evoluzione del virus mentre centinaia di aziende andranno incontro a sicuro fallimento. Quali le soluzioni? E’ necessario individuare una giusta profilassi precauzionale e gestionale a tutela delle aziende ritrovatesi a combattere contro questo mostro. E’ un virus che aggredisce già diverse colture ed è pericoloso sia per la celerità e la facilità di propagazione che per il rischio vitale impattante sull’azienda produttrice potenzialmente destinata a chiudere i battenti. Ecco perché sollecitiamo la politica locale, in primo luogo i rappresentanti della Regione e poi i referenti nazionali, a trovare strade di tutela e sostegno del comparto, soccorrendo economicamente le aziende e creando un ente di controllo che monitori questa forte criticità almeno fino a quando non si troverà una cura definitiva. E’ indispensabile chiedere aiuto anche all’Unione Europea anche perché l’importazione non controllata di merce in Italia e nelle regioni del Sud sta creando un disturbo concorrenziale economico non indifferente”.

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