Mancata proroga versamenti. Anc: Imprese volevano boccata d’aria

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A fronte delle ripetute e più che motivate richieste di proroga dei versamenti del 20 luglio avanzate dai commercialisti, il Governo nazionale ha opposto un no che, al momento, è irrevocabile oltre che incomprensibile. Ecco perché diventa, in questo contesto, inevitabile valutare concrete azioni di protesta della categoria tra le quali non si esclude lo sciopero. E’ questa la posizione espressa dall’Associazione nazionale commercialisti di Ragusa che riprende quanto già affermato da Anc nazionale e dalle altre sigle di categoria. “In assenza della proroga motivata e più volte richiesta – afferma il presidente di Anc Ragusa, Rosa Anna Paolino – l’astensione ormai sembra improcrastinabile visto e considerato che il Governo nazionale persegue questa strada scellerata di non capire che le imprese sono al collasso e chiedere il pagamento delle imposte in questa fase avrà un effetto deleterio quando non anche determinarne la chiusura. La proroga non è per i commercialisti che non vogliono lavorare anche perché noi non abbiamo mai smesso di lavorare e continuiamo a farlo predisponendo domande di Cassa integrazione, richieste di bonus Inps e a fondo perduto. La proroga serve, oltre a evitare l’ingorgo di scadenze di fine mese, soprattutto per dare respiro alle attività che dopo la riapertura hanno dovuto affrontare cali di fatturato e costi crescenti. E’, in questo momento, un atto di civiltà per un Paese che si ritiene civile”. E Paolino aggiunge: “Se la sfrontatezza del Governo andrà avanti, allora si prospetta una vera e propria disobbedienza civile al pagamento delle imposte. Assistiamo la gran parte delle imprese e, forse più di chiunque altro, abbiamo il polso della situazione reale in cui versano. Non consentire con il rinvio dei versamenti una boccata d’ossigeno a realtà in gravissima crisi di liquidità può tramutarsi in una scelta dissennata che rischia di tagliare le gambe a chi sta faticosamente tentando di rimettersi in piedi rendendo concreto l’allarme per una emergenza sociale che in autunno potrebbe assumere aspetti preoccupanti”.

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