Pozzallo e Lampedusa, identici problemi…di Michele Giardina

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Roberto Ammatuna, sindaco di Pozzallo e Totò Martello sindaco di Lampedusa. Stesso partito. Stesso problema. Modus operandi diverso. Dopo la favola raccontata per anni sull’Hotspot di Pozzallo “modello da imitare”, oggi, Coronavirus ancora scodinzolante, il sindaco Roberto Ammatuna si inventa il “modello Ragusa”. E mentre sono 170 gli ospiti dell’Hotspot e ne stanno arrivando altri 60 soccorsi stamani da una motovedetta della Capitaneria di porto, il primo cittadino della città della Torre, felice e soddisfatto, va a Roma a “illustrare” il “modello Ragusa” ai burocrati del Ministero dell’Interno per raccogliere, inutile tergiversare, consensi, complimenti e generose indennità. Questa in breve la “confessione” del sindaco:  sapete della mia grande umanità, disponibilità e apertura mentale; della straordinaria vocazione all’accoglienza della comunità che ho l’onore di rappresentare; della magica soluzione recentemente adottata per risolvere il caso dei 180 migranti della nave Ong “Ocean Viking”, rimasta per giorni al largo di Pozzallo; della mia visione esclusivamente sociale ed etica del problema migratorio. Etc, etc, etc. Roba da mille e una notte: l’Hotspot da tempo è gestito direttamente dalla Prefettura, mentre l’idea meritoria di porre il veto allo sbarco e di sottoporre a tampone a bordo i migranti della Ocean Viking è stata del direttore dell’Asp di Ragusa Angelo Aliquò. Questi i fatti.  Ma il sindaco Ammatuna fa suo il nuovo “modello Ragusa”. Virtuoso e mondiale. Da realizzare però, se ci fate caso, solo a Lampedusa e Pozzallo, atteso che i  sindaci di Trapani e Taranto (ove hanno sede gli altri due Hotspot) di sbarchi e problemi sanitari non ne vogliono sapere nel modo più assoluto. Mentre il sindaco di Pozzallo, furbo e pragmatico, pensa come trovare spericolate soluzioni machiavelliche al problema della pesante situazione debitoria del Comune, il sindaco di Lampedusa, Totò Martello, attraversa invece un momento di profonda depressione. Dopo avere seminato per un anno forte vento ideologico, è costretto oggi a raccogliere una tempesta amministrativa e politica senza precedenti. Martello per mesi ha detto peste e corna del governo gialloverde preseduto da Conte.  Franato l’accordo tra Lega e M5S, nasce il governo in carica presieduto sempre da Conte.  Al ministro brutto, sporco e cattivo,  combattuto dal compagno  Totò con ogni mezzo, succede la leggiadra Luciana Lamorgese. Totò gioisce. “Questa – pensa il minchione –  è la volta buona per togliermi qualche soddisfazione. Compagni siamo. Finalmente sulla libera bandiera di Lampedusa splenderà il sol dell’avvenir”.  Ma quando mai. Gli arrivi di immigrati irregolari (parlare oggi di profughi è da infami untori di verità) aumentano di giorno in giorno, con barche, barconi, barchini, motoscafi, navi madre, unità navali Ong. Una rete di trasporti e traghettamenti senza precedenti. Mentre le stelle stanno a guardare. Ed anche le unità aeronavali poste a difesa dei nostri confini. Roma tace. Disordini e proteste a Lampedusa? Roma muta. La Procura della Repubblica di Agrigento? Silenzio e cecità assoluta. Negli ultimi giorni sono sbarcati nell’isola agrigentina oltre 900 persone. Totò si sente perso. I residenti lo stringono di assedio. Le persone che lo hanno votato maledicono il giorno che lo hanno fatto e imprecano contro il governo di Roma. Totò Martello chiede aiuto a Conte. Ma da Roma neanche una pernacchia telefonica. Niente di niente. Totò viene trattato a pesci in faccia. Avvilito non sa che fare. Già. Non sa cosa fare. Bravo sindaco. Anziché piagnucolare – questo il mio consiglio – denuncia il premier Conte, le ministre dell’Interno Lamorgese, delle Infrastrutture e Trasporti De Micheli e il ministro della Sanità Speranza per omissioni di atti di ufficio, favoreggiamento della immigrazione clandestina e attentato alla pubblica salute. Ci sono tutti gli estremi per farlo. Informati. Tira fuori gli attributi. E non stare a rompere. Le tue lacrime di coccodrillo servono solo a fare incazzare di più i tuoi ex elettori e quanti non ne possono più delle magagne del governo in carica …  caro a te e al sindaco di Pozzallo Roberto Ammatuna.

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