Il Ministero cancella il piano post-Covid di Razza

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Il piano di riordino della sanità previsto dal Ministero alla Salute ha cancellato gli ospedali COVID, smentendo, di fatto, quanto aveva previsto il piano pensato dall’Assessorato regionale. Come in ogni querelle ci sono vinti e vincitori. Questi ultimi, per una volta, sono tutti i cittadini siciliani che hanno visto stanziati 4 milioni di euro per gli ospedali dell’Isola, utili ad aumentare i posti letto di rianimazione e migliorare le strutture di Pronto Soccorso. A beneficiarne saranno tutti gli ospedali e non solo quelli che l’Assessore Razza aveva indicato nell’ultima bozza del piano di riordino che aveva scatenato un’aspra polemica con il Sindaco di Modica. Abbate si era sentito “defraudato” per la scelta di dirottare la struttura COVID (ed i relativi fondi vincolati) dal Maggiore di Modica al Paternò Arezzo. In quell’occasione il primo cittadino modicano aveva chiesto a Razza di applicare i dettami che erano usciti dal Ministero, l’assessore aveva risposto stizzito minacciando querele. I fatti oggi sono chiari. “Ob torto collo”, l’Assessore alla Sanità ha dovuto cestinare i suoi progetti post Covid accogliendo a denti stretti quello che è arrivato da Roma.  Tutti gli ospedali devono essere in grado di curare i  pazienti covid senza dovere chiudere niente come è successo fino ad oggi con gravi disagi alla popolazione. Il Ministero della salute ha fatto giustizia  e l’Assessore ne ha dovuto prendere atto. Nel dettaglio modicano, l’Ospedale Maggiore avrà un finanziamento di 500.000 euro per il Pronto Soccorso e di 1.800.000 euro per portare i posti letto della Rianimazione da 4 a 10.  Salgono invece a 22 quelli dell’Ospedale “Maria Paternò Arezzo” di Ragusa, 8 al Guzzardi di Vittoria. Un successo per tutto il territorio ibleo grazie alla lungimiranza del Ministero che ha messo una pezza alle scellerate scelte dell’Assessorato siciliano. Piccola nota a margine: il percorso verso l’eccellenza della sanità iblea è lunghissimo. Nei giorni scorsi, un paziente malato di COVID, da Ragusa è stato portato a Catania perché il Paternò Arezzo non è ancora in grado di accogliere e curare chi presenta sintomi del virus.

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