Calcio a 5, delusione Giarratana. Niente salto di categoria

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“Incredibile, ma vero. Ci siamo classificati al secondo posto nel campionato di Serie D di calcio a cinque e per una cervellotica regola decisa a livello nazionale, e adottata a cascata dalla federazione a livello regionale, piuttosto che assicurare la promozione alla nostra squadra, viene favorita la terza che si trovava a un punto da noi e che è stata privilegiata per il coefficiente maggiore legato alla media punti. Una decisione difficile da digerire”. Così i vertici dell’Asd Giarratana dopo il comunicato ufficiale ricevuto dalla Figc in cui, per l’appunto, si sancisce la promozione nella serie superiore della prima e della terza classificata del girone in cui militavano i rossoblù che, invece, sono rimasti con un pugno di mosche in mano.

“Sovvertendo qualsiasi tipo di valutazione – spiegano il presidente Marco Baglieri e il vice Giacomo Puma – si sceglie di privilegiare il criterio del merito sportivo, assegnando la promozione attraverso una graduatoria specifica tra le società seconde classificate nei tre gironi all’esito dell’applicazione del criterio della media punti, cioè il rapporto tra il punteggio “cristallizzato” ed il numero delle gare effettivamente disputate nel campionato di Serie D. Una decisione che, nei fatti, ci ha penalizzato e che, pur avendo ottenuto la seconda posizione in classifica, ci priva della possibilità di accedere direttamente alla categoria superiore. Abbiamo fatto sentire la nostra voce di protesta a Palermo ma ci è stato detto che erano decisioni prese dall’alto. E, anzi, siamo stati invitati a presentare istanza di ripescaggio che, quasi di certo, non sarà presa in considerazione. Ma, ci chiediamo, perché dovremmo essere ammessi alla serie superiore come se fosse quasi una cortesia quando, invece, il merito sportivo lo abbiamo conquistato sul campo? C’è qualcosa che non funziona e che, naturalmente, non può mortificare in questo modo le ambizioni di una società seria e sana come la nostra. Continueremo a protestare attraverso i canali ufficiali e in maniera civile. Ma già sin da ora riteniamo di essere rimasti vittima di una grave ingiustizia sportiva, ingiustizia difficile da spiegare ai nostri giocatori e a tutti i nostri sostenitori”.

 

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