Firrincieli (M5S Ragusa) sulle questioni sanitarie della città

“Una sanità iblea sempre alla rincorsa di grandi obiettivi, molti dei quali dovuti, ma si deve prestare attenzione anche alle cose apparentemente piccole”. E’ il consigliere comunale, Sergio Firrincieli, capogruppo al Consiglio comunale del Movimento 5 Stelle, a sollecitare il sindaco di Ragusa, e chi di dovere, a guardare con attenzione alle piccole e grandi criticità della sanità locale, pur sempre esistenti in una condizione di diffusa qualità del servizio sanitario. “L’emergenza coronavirus – spiega Firrincieli – ha, di certo, focalizzato l’attenzione sulla pandemia e la locale azienda sanitaria ha dato il massimo, a tutti i livelli, per garantire l’efficienza dei servizi e dell’assistenza. Ma i problemi, quelli piccoli e quelli grandi, restano tutti sul tappeto e devono essere affrontati senza soluzioni di continuità nella ricerca delle soluzioni ottimali, se non dovute. Potremmo partire dal necessario completamento del progetto del Giovanni Paolo II che è stato ultimato, dopo venti anni, solo per metà, tanto da essere già al completo e nelle condizioni di non poter ospitare altri reparti. Reparti che peraltro sarebbero previsti come ospedale di I livello, la cui presenza sarebbe stata sancita anche da sentenze dei tribunali amministrativi. Purtroppo, i sempre nuovi progetti di rete ospedaliera fanno sì che mentre si rivolgono istanze per soddisfare quanto stabilito da un programma, c’è già quello successivo, per cui non si attua né quello precedente né quello nuovo. E’ il caso di malattie infettive che a Ragusa, stranamente, ha solo una succursale del reparto che qualcuno vuole a Modica, come accade anche per l’otorino. Non c’è posto al Giovanni Paolo II per l’oftalmologia, non sappiamo se chirurgia vascolare e neurologia con la stroke unit arriveranno mai a Ragusa, sede geograficamente ideale per l’ampio bacino di utenza. Questi sono i grandi problemi che intanto dovrebbe mettere in agenda il nostro sindaco, sollecitando in maniera opportuna, i vertici locali e regionali della Sanità”. Queste le considerazioni di carattere generale che arrivano dal consigliere comunale Sergio Firrincieli ma ci sono anche segnalazioni che, apparentemente, sembrano attenere a problematiche minori. “Capita, per esempio – aggiunge – che un paziente di Ragusa, colpito da ictus, debba essere ricoverato, giustamente, a Vittoria, ma dopo nemmeno 48 ore dal ricovero debba essere trasportato di nuovo a Ragusa per la Tac. Si scopre, così, che un ospedale di I livello, con un reparto di eccellenza che serve un ampio bacino di utenza si trovi, sia pure momentaneamente, sprovvisto di attrezzature essenziali. Vero è che si ha notizia che l’Asp avrebbe già acquistato non una ma due Tac, una per il pronto soccorso, una per la radiologia dell’ospedale, ma da quando si è capito che la vecchia Tac era, ormai, da sostituire? Da quando sono iniziati i segnali e le segnalazioni di una attrezzatura non più in grado di assicurare la perfetta efficienza? È normale che un pronto soccorso come quello di Vittoria non possa garantire una Tac per eventuali urgenze? Anche di questo il nostro sindaco dovrebbe occuparsi quando i ragusani debbono ricorrere alle cure nell’ospedale di Vittoria”.

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