File alle poste di Ragusa. Anteas chiede attenzione per anziani

Un venerdì qualsiasi dell’era Covid. Decine di persone già in coda da un pezzo dinanzi a uno degli uffici postali della città di Ragusa. Una anziana signora guarda spaesata la fila indiana imposta dalle nuove norme sul distanziamento sociale. È incerta: non sa se raggiungere la fine della coda; non è certa di farcela; alla sua età restare oltre un’ora in piedi per aspettare di entrare può diventare una sfida impegnativa; forse troppo impegnativa. Qualcuno le propone di andare subito in testa: «Dica che ha bisogno, vedrà che la faranno passare». Qualcun altro, più egoisticamente, si oppone e, alla fine, l’anziana signora desiste. Può essere davvero che, nella tragica era del Coronavirus, questa ancora non sia una città per vecchi? Quanto ci vuole perché ci si decida ad adottare una semplice norma di civiltà? E’ quanto mette in rilievo Anteas Ragusa precisando che, episodi del genere, si verificano quasi tutti i giorni in varie zone della città in cui si registrano file. “Non è naturalmente la norma, e diciamo per fortuna – sottolinea il presidente Anteas Rocco Schininà – ma segnalazioni del genere ci stanno arrivando sempre più spesso. E il tempo, grazie alle temperature non proprio elevate di questi giorni, è stato in qualche modo clemente. Ma se, adesso, le stesse si innalzeranno a dismisura, come si farà? E’ concepibile che un anziano possa restare in piedi per un’ora e forse più? Non si dovrebbero adottare sistemi differenti per favorire le fasce più deboli? Chiediamo che la questione possa essere posta alle autorità competenti e che ci si muova di conseguenza”. Schininà sottolinea come “sia necessario, in questi frangenti, fare prevalere la ragione. Assurdo andare avanti così sapendo che molte persone tra quelle più avanti negli anni non ce la faranno a reggere questa situazione, file che in alcuni casi possono risultare interminabili. E’ un disagio concreto, reale, a cui speriamo si possa trovare una soluzione”. Un’altra questione posta da Schininà è quella concernente le truffe agli anziani che, in questa fase 3, stanno ricominciando a diventare più consistenti. “L’obiettivo – spiega il presidente di Anteas Ragusa – deve essere quello di consolidare un più stretto rapporto tra questa fascia, sempre più numerosa, della popolazione ed i responsabili della sicurezza, incentivando comportamenti di auto protezione in grado di ridurre il rischio di vittimizzazione. Ciò allo scopo di supportare più efficacemente gli anziani sul tema della sicurezza, fornendo informazioni, consigli utili e regole prudenziali per difendersi dai malintenzionati, rassicurandoli sulla sensibile attenzione delle forze dell’ordine, delle amministrazioni locali e del mondo associativo. In questa ottica si potrebbe pensare anche all’organizzazione di un calendario di momenti di incontro, con la partecipazione delle forze di polizia e delle autorità locali. Nel corso di questi eventi, potranno essere distribuiti vademecum e dépliant, con suggerimenti e accorgimenti da adottare per difendersi dai rischi di truffe o raggiri che potrebbero verificarsi in casa, per strada, sui mezzi di trasporto, nei luoghi pubblici o utilizzando Internet. Il messaggio da veicolare agli anziani deve essere quello di rivolgersi sempre con fiducia alle forze di polizia per segnalare atteggiamenti sospetti e situazioni di pericolo, alimentando inoltre una maggiore consapevolezza della necessità di denunciare eventuali reati subiti”.

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