Ieri sera seduta del Consiglio Comunale di Modica.

Approvati dal Consiglio Comunale di Modica i verbali delle sedute precedenti, question time con tre interrogazioni e surroga, ennesima, dei consiglieri dimissionati della quarta commissione (Ivana Castello) e della quinta (Filippo Agosta); entrambi si sono nuovamente dimessi valutando illegittimo il sistema di elezione che secondo la loro opinione non tiene conto della proporzionalità rispetto alle numero dei consiglieri dei gruppi presenti in consiglio.
Presenti diciotto consiglieri la seduta si è aperta con un intervento del Presidente Carmela Minioto che annuncia l’anticipo della question time, al secondo punto all’odg, su richiesta del sindaco che viene accolta all’unanimità dai consiglieri collegati.
Per le comunicazioni il consigliere Marcello Medica chiede notizie sullo streaming delle sedute in consiglio comunale come annunciato nell’ultima seduta.
Il presidente Minioto riferisce che ci sono avuti problemi su questo aspetto e quindi al momento non è possibile garantire lo streaming. Annuncia che il prossimo civico consesso sarà fatto nell’aula consiliare di Palazzo San Domenico, attesa la fine le look down.
Il sindaco comunica al consiglio comunale in ordine ai finanziamenti della Comunità Europei destinati agli ospedali di “Emergenza Covid” e informa di avere invitato l’assessore regionale alla Sanità, Ruggero Razza, a partecipare ad una seduta ad hoc del consiglio comunale al fine di far conoscere il nuovo piano che prevede appunto i finanziamenti per opere strutturali da realizzare negli ospedali della nostra provincia.
Si apre la questione time che prevede la discussione di tre interrogazioni.
La prima riguarda la fase due del Reddito di cittadinanza, adempimenti e azioni a carico dei Comuni.
L’interrogante ricorda che le amministrazioni locali possono aderire ai Puc (progetti utili alla collettività) e invitare i beneficiari del reddito di cittadinanza a svolgere lavori di pubblica utilità nel proprio Comune. Ai Comuni spetta il compito di individuare i progetti da realizzare d’intesa con gli Enti d’ambito che dovranno definire la quota di personale necessario da coinvolgere in attività socialmente utili e in iniziative di formazione. In questo modo i beneficiari del Reddito di Cittadinanza saranno coinvolti in progetti utili in ambito culturale, sociale e quant’altro dando, dopo essersi risollevati dall’indigenza, anche una dignità di un lavoro.
L’amministrazione con un proprio atto ha aderito alla piattaforma Digitale per i patti di inclusione sociale (GEPI) approvando lo schema di convenzione ed autorizzazione alla stipula tra il Ministero del Lavoro e il Comune. L’interrogante chiede a che punto sono le procedure per l’attivazione della fase due del reddito di cittadinanza; quanti sono i percettori di quel reddito e in possesso dei requisiti per prestate la loro opera, attraverso i Puc, per l’ente e infine quando si potranno vedere all’opera i primi percettori del reddito di cittadinanza per svolgere i lavori per conto del Comune di Modica.
L’Assessore ai Servizi Sociali Rosario Viola risponde citando una delibera di giunta dell’ottobre 2019 la n° 264 con la quale sono state date delle indicazioni e si è proceduto alla nomina, nella persona della PO dei servizi sociali come soggetto per interloquire con la piattaforma digitale. La fase due del Reddito di Cittadinanza si è interrotta a causa all’emergenza Covid.
Dal 1° giungo è stato ripreso speditamente l’iter. Come Distretto Socio Sanitario n° 45 si è proceduto alla nomina dell’amministratore di sistema, cosa propedeutica per andare avanti. Si stanno inserendo sino ad oggi tutti i nominativi che possono accedere alla piattaforma Gepi.
Martedì prossimo il comitato dei sindaci del Distretto si riunirà per verificare i progetti che stanno alla base del fondo di povertà Per quanto concerne l’iter dei nominativi del Reddito di Cittadinanza non si è ancora nelle condizioni di avere i dati in quanto c’è ancora un lavoro da fare con l’INPS.
Bisogna insomma recuperare dati con la piattaforma GEPI per verificare quello che è stato erogato e il comune è in possesso di un programma capace di dare un quadro generale attendibile. Avuto il dato l’ente sarà in condizione di poter avviare all’attività lavorativa per i percettori del reddito di Cittadinanza.
Il Covid per tre mesi ha costretto la sospensione dell’attività, ma adesso si sta procedendo a mettere a punto i dati.
L’interrogante ringrazia l’assessore per le delucidazioni. Si ritiene in parte soddisfatto in quanto dal mese di novembre 2019, dalla delibera di giunta, ai primi di marzo 2020 sono passati quattro mesi e si poteva agire.
L’ufficio di collocamento informa il consigliere Medica è pronto a dare i dati. Dice questo per evitare di scaricare responsabilità sul Governo nazionale che ha fatto il suo dovere e auspica un impiego sollecito di queste persone che percepiscono il reddito di cittadinanza.
L’assessore Viola replica dicendo che ci sono stati problemi per l’accreditamento con la piattaforma GEPI; superato il problema si sta andando avanti con sollecitudine.
La seconda interrogazione è della consigliera Ivana Castello avente per oggetto i debiti per consumi energetici: transazione sottoscritta con la Banca IFIS il 10 dicembre del 2018.
Si tratta di una storia lunga che parte dal 2004 quando il Comune contrae con Enel Sole di € 749,096,96 mai pagati. Nel dicembre del 2018 la somma lievita tra interessi, mora e spese a € 1.307.318,24 (ben € 558.221 in più). Intanto Enel Sole cede il debito alla Banca IFIS, specializzata nel recupero crediti e nonostante un decreto ingiuntivo il Comune non paga. L’IFIS offre una transazione abbonando poco più del 10 per cento del debito per un ammontare di 149.349,33 euro; il residuo del debito (€ 1.198.355,60) da pagare in 24 mesi con rate mensili di importo mensili di € 49.931,483.
Il metodo di pagamento il bonifico bancario. Il credito viene riconosciuto dal Consiglio comunale come debito fuori bilancio e quindi si propone la transazione. La soluzione proposta: distinzione tra la quota capitale, gli interessi e le spese di giustizia. Le prime sei rate in conto interessi per un importo di 50mila euro cadauna e la settima di centomila euro anche questa in conto interessi.
Il resto da pagarsi con rate di 41.500,00 euro al mese in quota conto capitale. Dopo il pagamento delle prime quattro rate la Banca IFIS, secondo l’interrogante non vede più un centesimo. Le sette rate successive rimangono inevase.
La Banca IFIS invia il 20 ottobre del 2019 e il 14 gennaio del 2020 due lettere di diffide e il 20 gennaio la Banca comunica di risolvere il piano e intima al Comune di pagare € 749,096,96 oltre gli interessi.
L’ente intanto attraverso il segretario generale fa intendere di voler procedere agli adempimenti. Il 22 gennaio partono alcuni pagamenti che non sono sufficienti rispetto al pregresso scaduto e l’interrogante comunque non ha però precisa contezza degli importi.
Il 5 febbraio la Banca IFIS chiede all’ente quando saranno pagate le rate inevase e comunque superato il decimo giorno senza alcuna risposta avverrà la risoluzione adottata.
La consigliera Castello chiede dunque di sapere: su quale capitolo di bilancio ha assunto l’impegno finanziario; se c’erano i fondi disponibili, peraltro impegnati, perché le prime quattro rate sono state pagate in forte ritardo; se le somme impegnate erano congrue per l’intero debito perché non sono state pagate le successive sette rate; qual è la cifra pagata il 22 gennaio e a quali rate si riferisce.
Il sindaco, Ignazio Abbate replicando premette che si tratta di un debito contratto dall’ente con l’Enel Sole, gestore di una parte dell’illuminazione pubblica soprattutto nel centro storico. Debito che si struttura dal settembre 2004 al 31 dicembre 2013 che equivale al 95 per cento del debito complessivo. Quindi un debito piuttosto datato per il quale non era stato pagato un euro. Su questa situazione debitoria nel 2016 l’amministrazione con l’Enel Sole ha raggiunto un accordo rilevando l’ente gli impianti di illuminazione e sulla scorta di questa decisione si è trovata una soluzione alla questione.
Quindi è stato riconosciuto un debito fuori bilancio e oggi, nel bilancio 2018/19, il Comune ha dovuto fronteggiare il debito. Ad oggi è stato onorato il debito degli anni che vanno dal 2004 al 2013, si tratta di 352mila euro già versati alla Banca IFIS. La situazione che si svilupperà da qui a breve e che l’ente inserirà tutte le fatture non pagate nel DL 34 (prestito pluriennale dello Stato previsto tra le misure economiche finanziarie per i Comuni a motivo della pandemia) e quindi verrà saldato tutto il debito. Alla luce di questa novità il sindaco annuncia un nuovo incontro con la Banca IFIS al fine rivedere il quadro debitorio generale e trovare un ulteriore accordo ed erogare in un’unica soluzione, magari con ulteriore sconto, il debito rimasto. Ciò dovrebbe accadere tra agosto e settembre prossimi.
L’interrogante dice che è noto che si tratta di un debito pregresso ma il sindaco ha le sue responsabilità in quanto ha ereditato una situazione, criticissima e pesante ma della quale il primo cittadino era consapevole e quindi bisognava fronteggiare il debito nel quadro di un risanamento generale dell’ente. Invece i debiti sono stati posticipati negli anni; questo ha determinato una situazione di non ritorno. È stato siglato un accordo transattivo che doveva essere onorato. Peraltro aveva anche ereditato 64 milioni di euro dalla precedente amministrazione. Non è soddisfatta della risposta
Il sindaco nella replica valuta che la consigliera Castello fa della propaganda. Di questo debito la precedente amministrazione non ha fatto un piano di rientro, mentre questa amministrazione ha messo in atto un’azione per risanare il debito. La precedente amministrazione non ha impegnato un euro su questo debito e quindi questo è una cosa sotto gli occhi di tutti. I 352mila euro dei cittadini sono stati pagati per debiti che risalenti al 2004 in poi. Né l’amministrazione Buscema, né quella precedente non si sono occupati del debito Enel Sole. Poi per la propaganda si può dire tutto. Il Comune nel 2012 era a terra; non si era chiusa nessuna transazione e quindi dopo è stata questa amministrazione a fare una programmazione per fronteggiare i debiti negli anni e si continuerà in questa direzione cercando di utilizzate tutti gli strumenti che lo Stato mette a disposizione.
La terza interrogazione riguarda l’attività svolta durante i due mesi di sospensione dei lavori del civico consesso a seguito del Covid – 19 ed è a firma di sei consiglieri comunali (Castello, Giovanni Spadaro, Agosta, Poidomani, Medica e Cavallino).
Nel testo tra l’altro si fa riferimento alla precaria tenuta di singole persone e di nuclei familiari, peraltro già deboli, a motivo della inattività cui sono state costrette. Stato e Regione hanno disposto dei finanziamenti di cui il Consiglio comunale ignora entità e utilizzo. Al di là dei risultati spesso lusinghieri ottenuti dal primo cittadino nella gestione delle risorse sia nell’ordinario che nell’emergenza, i firmatari valutano che sia necessario controllare gli aspetti amministrativi, almeno più importanti e vistosi. In questo senso gli interroganti invitano il sindaco ad informare il Consiglio in ordine alle somme pervenute dallo Stato e dalla Ragione a partire dall’accreditamento, incasso, impegni e a finire alle erogazioni. Si intendono anche i criteri di distruzione delle risorse e i capitoli di bilancio interessati, in entrata e in uscita.
Tutto ciò rilevano gli interroganti per sapere se il Comune dispone ancora di qualche residuo che permetta di continuare a sostenere i nuclei familiari più bisognosi e quindi il modo di stimare quante sono le persone che versano in precarie condizioni economiche e quindi quali interventi il sindaco ha programmato di compiere nel prossimo semestre. Gli interroganti concludono sostenendo che per questa seconda fase il sindaco potesse concordare con al presidente Minioto un’ulteriore convocazione del Consiglio comunale per discutere: disciplina estiva delle spiagge, interventi d’ausilio per le piccole imprese, interventi assistenziali per le famiglie con disabili gravi e per acquisire al Comune, per il prossimo semestre, sul ruolo realmente costruttivo, come richiesto da più parti.
Il sindaco, Ignazio Abbate replica sostenendo tutti gli atti amministrativi legati dell’emergenza Covid sono pubblici e rilevabili dal sito istituzionale dell’ente. Nessuno è rimasto disinformato. I cittadini partecipando ai bandi hanno avuto piena contezza di quanto fatto dall’amministrazione.
Ci sono stati due trasferimenti importanti per aiuti alle famiglie da parte dello Stato e della Regione. Dallo Stato lo stanziamento del fondo di solidarietà, erogato già per 80 per cento è stato di 462.310,29 euro destinato ai voucher alimentari per quelle famiglie che si sono trovate in crisi di liquidità; i fondi sono stati gestiti dai Servizi Sociali vagliando i casi uno per uno sulle schede di valutazione.
Hanno ricevuto il sostegno dal mese di marzo 1.487 famiglie a valere per 4.294 unità. Sono stati distribuiti 5.781 voucher, dal valore nominale di venti euro, a 1.487 famiglie per un’ ammontare di € 115.620,00 per ogni tornata, che ad oggi sono tre.
Le rimanenti somme non spese, circa 80mila euro, verranno ripartite per il quarto turno, ovvero alle famiglie che non hanno ripreso l’attività lavorativa e solo per quelle e quindi ci sarà una riduzione dei beneficiari.
Il fondo regionale è stato per importo di poco più di un milione di euro. Modica ha avuto accreditati sinora il trenta per cento di quella somma pari a 325,608,00 euro.
Somme, dal fondo sociale europeo, che sono state impegnate per il bando, unico per tutti i Comuni, pubblicato sul sito dell’ente che riguardava il pagamento di utenze, medicinali e beni di prima necessità, come bombole gas e altre utenze secondo un parametro che ha decurtato le somme rispetto ad altri aiuti, da parte di Stato e Regione, ricevuti attraverso modalità diverse in quanto il sostegno finanziario non era cumulabile.
La somma complessiva varia tra 300 a 800 euro al mese. Per questo bando sono state presentate 606 istanze che si stanno vagliando ad una ad una da parte degli uffici dei servizi sociali per stimare la spesa da mettere a disposizione per ogni singola famiglia da rendicontare poi alla Regione. Queste sono le cifre messe a disposizione da Stato e Regione sulla scorta del numero della popolazione residente.
Poi ci sono altre somme disponibili che si richiamano alla rimodulazione della legge 328/2000 per i piani di zona, seconda annualità anni 2013/2015.
La conferenza dei sindaci ha deciso i metterli a disposizione alle famiglie; Modica ha destinato queste somme alle famiglie per i fitti dei privati – si tratta di 600 istanze per marzo e aprile.
Sono stati riaperti i termini del bando per consentire di riavere l’aiuto per il mese di maggio per i fitti ma con parametri diversi: saranno escluse quelle famiglie che hanno avuto aiuti provenienti da cassa integrazione o reddito di cittadinanza in quanto i sostegni non sono cumulabili.
Ad oggi sono pervenute quasi 6oo istanze su un plafond di 228mila euro che è la seconda annualità della 328.
Altre somme sono state introitate dal piano ammortamenti dei mutui, quota capitale, i cui risparmi possono mettersi a disposizione per gli aiuti alle famiglia (557.335,16 euro) e a beneficio delle aziende come fitti per famiglie. Per le imprese, per una percentuale del 40% per il fitto del mese di marzo e un altro 40% per il mese di aprile. Si tratta di 600 aziende. Saranno attivati altri trecento mila euro dal fondo riserva per ulteriori sostegno alle famiglie .
Poi ancora centomila euro, frutto della rinegoziazione dei mutui, sono stati destinati alla sanificazione delle scuole e delle strutture pubbliche comunali.
Altri 5.502,16 euro, alla base di un bando, l’ammontare a favore delle aziende che hanno avuto il blocco delle attività e che si trovano costrette a smaltire le scorte cioè derrate scadute che non possono essere in commercio.
Altre somme sono in giacenza nel bilancio, per rimodulazioni mutui, che potranno essere impiegate per sostegni successivi.
Tremila euro la somma destinata per i prelievi ematici per i soggetti bisognosi.
Altri provvedimenti riguardano la riduzione del 70% per la Tari a beneficio di quelle aziende che svolgono le attività in immobili di proprietà e che quindi non potevano avere aiuti dei fitti. Sono più di 450 aziende che hanno partecipato al bando.
Per il 2020 ci sarà uno sconto, superiore a quello messo a disposizione dallo Stato, per l’occupazione del suolo pubblico con il 70 per cento e l’ulteriore 50 per cento per ampliamento delle aree occupate che non si paga sino al 31 ottobre di quest’anno.
Provvedimenti sono stati assunti per poter pagare l’IMU e TASI entro il 30 settembre invece che il 16 giugno, senza sanzioni e interessi.
Per il settore turistico interventi sono programmati per la tassa di soggiorno. Lunedì si terrà una riunione con i direttori scolastici e in quella sede saranno organizzati misure per il nuovo anno scolastico.
Sarà fatta la regolamentazione e l’utilizzo per le attrezzature d’ausilio alla stagione balneare di Marina di Modica e Maganuco dove si prevedono sostegni. Tutto è il frutto di una concertazione con le associazioni di categoria
L’interrogante non è soddisfatta per tanti motivi. Sarebbe utile che il dirigente competente consegnasse una relazione illustrativa di quanto fatto ad ogni singolo consigliere al fine le opportune verifiche sui rendicontazioni.
Favorevole allo sconto Tari del 70per cento alle aziende colpite e si interroga sul fatto che il sindaco fa prima lo sconto e poi fa il piano. Dove, infatti, verranno recuperate le somme in bilancio?
I conti secondo la Castello non tornano.
Il sindaco valuta che quello che ha fatto il Comune di Modica non lo ha realizzato nessun comune in Italia.
Su ogni singola spesa ci sono gli atti depositati in segreteria. Per quanto riguarda la Tari non è uno scontro del 70 per cento sulla tariffa. Si tratta di un aiuto reale il cui costo va sulle spese Covid. Tutti gli aiuti sono sostenuti dallo Stato e alla Regione che copriranno i costi, rimborsandoli.
Il sindaco si impegna a consegnare la relazione sugli interventi effettuati sul Covid, ogni settimana le misure sono state rese note nella capigruppo. Nessuno può porre dubbi su come sono distribuite e gestite le somme.
Si affronta il primo punto all’ordine del giorno ovvero l’approvazione dei verbali delle sedute precedenti (undici delibere del 2018 e quarantadue del 2019).
La mancata approvazione è legata a diverse vicende legate anche a qualche rilievo di consiglieri e quindi sono state rinviate e comunque adesso completate e integrate e vengono citate a parte, come quelle che non sono state sottoposte a integrazioni che sono pubblicate.
Il consigliere Filippo Agosta valuta che i verbali non complessi e approvati vadano approvati nella seduta successiva. È inutile portarle avanti nel tempo.
I verbali vengono approvati con 12 voti favorevoli e quattro astenuti.
Si passa alla surroga del consigliere dimissionato della quarta commissione consiliare con votazione palese.
Il consigliere Filippo Agosta si assente dall’aula in quanto l’atto non è conforme alla norma e quindi non partecipa alla votazione; d’accordo con il consigliere Agosta la consigliera Castello informa che si allontana e non partecipa al voto.
Consiglieri votanti tredici. Ottengono voti: Castello dodici, Covato Piero uno.
La consigliera Ivana Castello risulta eletta a componente della IV commissione consiliare.
La consigliera Castello interviene sostenendo che la consigliera Ingarao non era presente al momento del voto e quindi la votazione non vale, non si può rientrare in corso di votazione e chiede di metterlo a verbale; chiede altresì verifica di quanto accaduto attraverso il controllo della registrazione; la consigliera Ingarao afferma che non c’era nessuna volontà di allontanarsi dal consiglio ed era presente. Ha avuto un problema di collegamento audio e quindi non ha sentito la chiama al voto.
il segretario valuta che la votazione va ripetuta perché non si è proceduto alla scelta degli scrutatori.
La seduta viene sospesa per cinque minuti.
Il presidente Covato informa che dalla verifica delle riprese s’è visto che il voto non è stato espresso al momento della chiama in consiglio dalla consigliera Ingarao facendo di conseguenza, al momento della conta dei voti, mancare il numero legale (solo dodici presenti e votanti)e così la seduta viene aggiornata ad un’ora (alle 22,25).
Alla ripresa sono presenti diciannove consiglieri. La seduta riprende.
La consigliera Ivana Castello fa una memoria di quanto accaduto al Presidente Minioto, sostituita in consiglio dal suo Vice, Piero Covato, per un impegno familiare. Valuta le dichiarazione false della consigliera Ingarao visto che aveva dichiarato di allontanarsi per non ascoltarla e poi dice di essere presente in consiglio. Se così sarà, dopo una verifica, si rivolgerà agli organi preposti.
La consigliera Ingarao al contrario conferma di essere andata via per non ascoltarla ma poi ha tentato più di una volta di entrare in consiglio, ma invano. Lo testimoniano le chiamate.
Il consigliere Marcello Medica al fine di rompere queste sequenza infinita di dimissioni e surroghe conferma la messa a disposizione la sua carica in una commissione. Annuncia la sua assenza dall’aula perché questo gioco infinito non giova a nessuno.
Il consigliere Tato Cavallino ribadisce si è iscritta una pagina poco piacevole del consiglio comunale e vada fatta una verifica da parte del Presidente e ribadisce il fatto che il consigliere deve sempre dire le cose come stanno e non parteciperà alla votazione sulla commissione.
Il consigliere Filippo Agosta ribadisce per i motivi già noti e quindi si asterrà dal votare il punto.
L’ufficio di presidenza, verificando la registrazione ha confermato che la consigliera Ingarao più volte chiamata per esprimere il voto non ha risposto e quindi è stata considerata assente al momento del voto.
La consigliera Castello dichiara di allontanarsi dall’aula per i motivi noti.
Si riprende la votazione sulla surroga del consigliere dimissionato della quarta commissione consiliare con votazione palese con la nomina degli scrutatori.
Consiglieri votanti quindici. Ottengono voti: Castello nove, quattro bianche, Covato Piero uno e un voto Medica.
La consigliera Ivana Castello risulta eletta a componente della IV commissione consiliare.
La consigliera Ivana Castello dichiara di dimettersi dalla quarta commissione consiliare.
La delibera della surroga viene approvata a maggioranza con quattordici voti favorevoli e due contrari.
La delibera viene dotata della immediata esecutività con quattordici favorevoli e uno contrario
Si passa alla surroga del consigliere dimissionato della quinta commissione consiliare (Filippo Agosta) con votazione palese.
Consiglieri presenti e votanti quindici . Ottengono voti: Filippo Agosta otto voti, Massimo Caruso uno, Marcello Medica uno, cinque schede bianche.
Il consigliere Filippo Agosta risulta eletto a componente della V Commissione consiliare.
La delibera della surroga viene approvata a maggioranza con quattordici favorevoli e uno contrario.
La delibera viene dotata della immediata esecutività con quattordici favorevoli e uno contrario.
Il consigliere Filippo Agosta presenta le sue dimissioni da componente della V commissione.
Ufficio Stampa Comune di Modica

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