20 mila migranti dalla Libia…di Michele Giardina

Ventimila immigrati pronti a partire dalla Libia verso i porti di Sicilia. Questo l’allarme lanciato dai servizi segreti. Ma il numero è destinato a salire. Dai dati rilevati nei giorni scorsi dalle Nazioni Unite, che paventano la presenza in Libia di 650.000 persone in uscita, c’è da temere il peggio. L’allarme invasione riguarda ovviamente anche Spagna, Grecia, Malta e Cipro. I nostri 007 riferiscono inoltre che i trafficanti di vite umane avrebbero già pronto il piano per trasferire in Sicilia i primi ventimila fuggitivi. Ecco servito al governo Conte il ricatto politico del generale Al Sharraj. Baldanzoso dei risultati ottenuti in Libia contro il nemico Haftar, grazie al sostegno del“sultano” Erdogan, il generale Al Sharraj, dopo l’accoglienza da dilettanti allo sbaraglio riservatagli a Roma da Conte e Di Maio(ricordate?), se l’è legata al dito e ora vorrebbe spingere definitivamente l’Italia dalla sua parte.“O così, egregi signori, oppure, darò via libera a diecimila, ventimila, trentamila migranti”.

Raccolta la segnalazione dei servizi segreti, le ministre dell’Interno Luciana Lamorgese e delle Infrastrutture e Trasporti, Paola De Micheli, hanno accusato subito devastanti vertigini da smarrimento, provocate da una sciagurata politica migratoria immaginata, gestita e portata avanti con presuntuosa improvvisazione e perfino in aperta violazione di legge. Fuori da ogni logica istituzionale il progetto di accogliere, ospitare, assistere e mantenere a spese del governo italiano decine di migliaia di donne e uomini in fuga. Che profughi non sono. Che sono invece, ad andare bene, migranti economici irregolari che pagano un oneroso biglietto di sola andata a bande di delinquenti internazionali che continuano ad arricchirsi sulla loro pelle ed anche sulla nostra,approfittando della “bontà d’animo e dell’infinito amore per il prossimo dei nostri governanti”. Roba dell’altro mondo, atteso che nessun governo al mondo sarebbe mai interessato a copiare lascempiaggine  del governo italiano.

A nome di un’emergenza continua e senza fine, l’Italia governata dal Conte bis, fedele alla parola data a madre Europa, ha deciso, dunque, di trasformare la Sicilia nell’unico porto sicuro in Europa e nel mondo, ove fare sbarcare tutte le persone in fuga dai Paesi dell’Africa subsahariana e del Medio oriente. Questo l’”inquietante piano suicida” di Conte e compagni, temerariamente decisi ad andare avanti a qualsiasi costo, bypassando i due decreti sulla sicurezza emanati dal governo Lega-M5S,mai revocati, e il decreto “Porti chiusi causa Coronavirus”, emesso dal governo in carica.Chiusi sulla carta, ma aperti più che mai i porti del Conte bis. Sempre. Di giorno e di notte. Scoppiata poi la pandemia, Lamorgese e De Micheli hanno dato il massimo delle loro illuminanti capacità governative, piazzando un paio di navi di lusso al largo di Lampedusa e Pozzallo per consentire ai migranti di trascorrere senza alcun disagio particolare il periodo di quarantena e tenendo nel contempo impegnati alberghi e strutture ricettive per il dopo quarantena. Spaventosi i costi da sostenere per questa finta accoglienza. Mentre l’Europa se ne impipa. L’accordo di Malta per la redistribuzione? Non bastano occhi per piangere o ridere sulla più grande bufala degli ultimi 50anni. Meno male che Colao c’è, pensa ad un certo punto la gente di buon senso: Colao non potrà non considerare nel suo piano magistralmente elaborato per la fase 3 per “Un’Italia più forte, resiliente ed equa”, il problema migranti sotto i suoi molteplici aspetti. Ed invece, il buon Colao, in linea con il narciso Conte, mentre le derelitte ministro Lamorgese e De Micheli si trovano inguaiate fino al collo, se n’è dimenticato. Ahi, ahi, ahi, quoque tu, Colao, imperatore della task force voluta dal divino Conte

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