I Tribunali di Ragusa e di Taranto condannano Poste Italiane

Un altro successo conseguito dall’Avv. Francesco Toto del foro di Lecce e dell’Avv. Roberta Galfo del foro di Ragusa(nella foto), divenuti punti di riferimento di ignari pensionati e piccoli risparmiatori che investivano nell’acquisto delle quote del fondo chiuso “Europa Immobiliare n. 1”.

Accade infatti che una moltitudine di anziani pensionati affida i propri risparmi provenienti da una vita di sacrifici a Poste Italiane S.p.a. richiedendole di investire il loro denaro in prodotti finanziari senza rischi, con lo scopo di garantirsi una vecchiaia più serena mediante una rendita mensile.

Gli zelanti operatori bancari preposti e ben istruiti dall’istituito di credito, inducono gli ignari investitori ad acquistare peraltro quote di un fondo comune di investimento ad alto rischio: Fondo Chiuso  “Europa Immobiliare n. 1”.

Gli ignari investitori firmano in bianco anche una liberatoria che autorizza Poste Italiane ad effettuare gli acquisti delle quote sebbene si riferiscano a titoli a rischio.

Poste Italiane sceglieva accuratamente i sottoscrittori secondo il basso livello di istruzione e l’età avanzata tanto da poter carpire la fiducia degli ignari investitorie far concludere loro l’affare che si è rivelato poi assai rischioso e pregiudizievole economicamente.

Come prevedibile, in breve tempo i risparmi sfumano e gli ignari anziani, tutti con licenza media o elementare, rimangono col cerino in mano.

Da Venezia a Ragusa gli investitori accortisi del danno subito si rivolgono ai due legali già noti per avere portato alla luce (tra l’altro) l’attività illecita di Poste Italiane S.p.a.,


Con la clamorosa sentenza n. 898/2020 il Tribunale di Taranto all’esito della causa NRG 9222/2018 incardinata dai predetti legali su istanza di due coniugi di Palagiano (TARANTO PROV), condanna Poste Italiane Spa alla restituzione di tutto quanto investito dai due anziani pensionati oltre agli interessi legali di mora. Insomma circa 28.000 euro che, per i due ultraottantenni, a volte e specie in periodo di recessione, possono fare la differenza tra vita dignitosa e mendicimonio.

La sentenza del Tribunale di Taranto non è peregrina perché l’istituto di credito a “trazione nazionale” ne ha già collezionate altre due di sentenze di condanna del tutto simili a questa ultima.

La prima in particolare – la sentenza del Tribunale di Ragusa n. 8 del 15/01/2018 – clamorosa anch’essa, pareva avesse indotto Poste Italiane ad un ravvedimento operoso, ma evidentemente così non è stato.

Decine di migliaia sono ancora i risparmiatori che hanno subito danni di tal genere da Poste Italiane acquistando quote di strumenti finanziari come EUROPA IMMOBILIARE N.1 e OBELISCO

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