Le feste dimenticate….di Francesco Roccaro

Oggi si festeggia il 1 maggio, festa del lavoro.Si festeggia, ancora stipati in casa, un lavoro che praticamente non esiste più. Solo le grandi industrie ritenute “indispensabili” hanno mantenuto quasi intatto l’operato. Oltre ad esse, appartati della pubblica amministrazione ritenuti indispensabili, fra cui chiaramente gli ospedali. Molte altre grandi industrie (si pensi ad esempio all’indotto dell’automobile), piccole e medie imprese, artigiani, commercianti, professionisti e ogni forma di associazionismo per il lavoro, sono stati spazzati come foglie al vento, contribuendo ad abbassare il PIL di 8/9 punti percentuale. Una catastrofe senza precedenti nella storia repubblicana. Chiusa in sostanza ogni attività lavorativa che possa “aggregare”, il disastro si è inevitabilmente abbattuto anche sul mondo scuola, sui trasporti pubblici, sul mondo dello sport dilettantistico e professionistico. Un’economia battuta in ogni settore con esplosioni negative in borsa senza limiti. Il Governo, a suon di decreti, promette una serie di provvedimenti a favore dei cittadini. Il “Cura Italia” al momento è una chimera. L’Inps non riesce a gestire nulla. Probabilmente non ha le somme che “da facciata” sono state sventolate ai quattro venti. Solo in Sicilia 135.000 domande per il lavoro cassaintegrato per oltre 30 mila aziende, ma la Regione ne ha esaminato solo il 10%. Una farsa storica. Sono passate oltre tre settimane – neanche uno degli assegni per la cassa integrazione è partito: effetto di un mancato interfacciamento informatico fra la Regione Sicilia a cui pervengono le domande dai Centri per l’impiego, e l’Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale. Secondo rumors attendibili, slitterà tutto a maggio. Speriamo sia così. Il colosso Inps, già dal primo giorno d’apertura al pubblico (l’1 giorno del quarto mese dell’anno), nella migliore tradizione del pesce d’aprile, si è fatto trovare impreparato a un massiccio attacco informatico di feroci hacker, sbandierando alcuni giorni dopo sui media, di aver già fatto fronte alla copertura di ben 3.000.000 di domante da 600 euro cadauna, pervenute nel caos più totale. Ma non sono dati reali. Si calcola che solo un 25% delle domande arrivate sia stato pagato. Il resto, si vedrà. Ultima “stoccata da Coronavirus”, è stata la sorpresa in busta paga per i dirigenti medici e sanitari degli Ospedali riuniti Villa Sofia-Cervello a Palermo, impegnati  senza tregua in trincea, nella guerra contro l’epidemia. I camici bianchi si sono visti “decurtati gli stipendi”  con tagli che oscillano tra i 500 e 1.000 euro, legati alla quota mancate per il pagamento delle indennità di guardia notturna e festiva”. Una mancanza di rispetto, per chi rischia veramente la propria vita al servizio della collettività. Intanto le forze dell’ordine sembrano rallentare sulla morsa assunta nei giorni scorsi, con scene da terzo mondo in diverse parti d’Italia, sulle quale sorvoliamo d’ufficio. E’ chiaro che, nonostante una pallida apertura, restano tassativamente vietati gli assembramenti di qualunque tipo, né tantomeno “famigerate e ridicole marcie su Roma” proposte da sedicenti attivisti in pantofole dietro alla tastiera dei pc.

25 APRILE

Alcuni gironi fa si è festeggiato il 25 Aprile, Festa della liberazione. E’ inutile ricordare quanto accaduto e quanto sta ancora accadendo. Di fronte a ciò, davanti a migliaia di vittime, nessuna festa o ricorrenza al mondo assume valore sociale. Solo valore di memoria, ricordo e forse anche speranza. Il 25 Aprile anniversario della Liberazione dalla tirannia dei regimi è stato trascorso nella più oscura preoccupazione. 60 milioni di italiani costretti “ai domiciliari forzati” da alcuni filamenti di RNA impazzito che non conosce tregua, anzi. E’ difficile tentare di convincere d’essere in piena democrazia, un popolo recluso. E fa ancora più male pensare a quale costo si sia raggiunta nel passato, “quella democrazia” difesa e trascritta poi in una delle migliori Carte Costituzionali al mondo, dai Nobili Padri Fondatori. Molti si chiedono se oggi il sistema democratico sia ancora integro, se “lo Stato di Diritto” sia pienamente conservato. Molti oggi delusi, ricordano anche” nostalgicamente” (paradosso assoluto) lo Stato della prima repubblica, che fra corruzione, finanziamenti illeciti e patti politici trasversali, “assicurava lavoro e benessere alla maggioranza del popolo”. Ma la “liberazione” oggi, forse dovrebbe avvenire da una dei peggiori tumori maligni che attanaglia l’uomo italico: la mala-politica. Mani pulite come una tempesta spazzò ogni cosa di quelle classi dirigenti, di un sistema marcio, ma non il “l’antico seme politico italico”. L’Italia ricominciò daccapo, sulla carta, nel remoto sogno di “ritornare grande”. Iniziò così la tragica sequenza delle varie leggi elettorali. Tutti ipocritamente sorridenti, ma nessuno in realtà, contento. Arrivòcosì la “seconda repubblica” il Mattarellum (in vigore dal 1994 al 2005) cambiò le regole del voto e introdusse il famigerato “sistema maggioritario”. Un duello senza  esclusione di colpi consegnò l’Italia al nuovo premier “Sua Emittenza”, sostenitore assoluto del liberalismo economico e dell’uso del capitale con ogni mezzo. Il perdente Prodi, reo di essersi svenduto i residui di quel comunismo elegante e mobilitante delle masse creato dal grande Enrico Berlinguer, a un europeismo servile delle grandi lobby economiche, dovrà attendere il suo turno, qualche anno dopo, per la sua rivincita e la sua vendetta. In realtà i due poli entrambi europeisti (finto liberalismo e finto socialismo) non si scontreranno mai. Entrambi sono facce della stessa medaglia, conquistata sui sacrifici e sui risparmi della povera gente. Due poli che paradossalmente, quasi si attraggono, facendo la scandalosa finta di facciata di azzannarsi, ma che alla fine tendono a sostenere con ogni mezzo, un capitalismo pesante, arrivando addirittura, con assurde alternanze negli anni, a impoverire o meglio a smantellare in ogni sua forma il “ sistema lavoro”, globalizzando ogni cosa, snobbando e sputando sull’aumento dei salari, tassando ogni cosa possibile e favorendo in ogni modo, la finanza e le banche dei grandi gruppi del mondo. Tutti i Governi da quel momento in poi, compresi i presidenti della Repubblica eletti, come robot telecomandati, (da non sappiamo bene cosa o meglio facciamo finta di non sapere) garantiranno l’UE anche a costo di far male alla povera Italia. Ma qualche nobile purista, fra quelli più attaccati “veramente” al sogno italico, aveva ancora voglia di democrazia, di onorare il tricolore. Intellettuali, menti pensanti, signori della pace, borghesi “grandi ”, cercarono di vedere ancora il bicchiere della democrazia parlamentare “mezzo pieno”. Ma non ci fu storia. Nel 2005 (sarà valido fino al 2014) un altro flagello violento di  nome Porcellum ( mai nome fu più appropriato) si abbatterà ancora una volta sulpopolo italico. Consegnerà l’italia in mano prima  al ricomparso Prodi ( detto “il mortadella”) che getterà la nazione in pasto al cancro dell’Euro e subito dopo al ritorno del “Cavaliere senza macchia” che,azzannato da una magistratura accanita più che mai, non riuscirà più a cavare un ragno dal buco. Dal 2011 in poi, una marea di alternanze senza mai alcun premier realmente  designato da chiari accordi pre-elettorali. Minestre riscaldate, raffreddate, ricotte e poi ancora servite. Il paradosso arriverà con l’Italicum del 2016. La legge ( ed anche le successive) saranno dichiarate tutte incostituzionali, ma  esclusivamente  a giochi già conclusi e con i deputati “incostituzionalmente” seduti fra gli scranni. Il giochetto è stato oramai spudoratamente  scoperto : il voto di preferenza  diventerà un surplus  ed i  parlamentari  non verranno eletti dai cittadini quali rappresentanti del popolo , ma semplicemente nominati  da tiranniche segreterie di famigerati “nuovi partiti”. Rinnovatiin tutto, sigle, rappresentanti, parlamentari, ma sempre pasta dello stesso “ antico seme politico italico”, col DNA della prima repubblica.Tutti d’accordo, ovviamente. Fortunatamente o sfortunatamente, arriverà  (l’altro ieri, nel2017)  il  Rosatellum . L’innovazione voluta da   Matteo,“il  fiorentino rinnovatore”  convince ancheSalvini, “ illeghista epuratore“. Tutti al voto e sempre ipocritamente,(sulla carta) tutti contenti, ma tutto è palesemente incostituzionale, come verrà sempre sancito da tanti grandi giuristi del mondo,ovviamente però ad elezioni già avvenute.Un’anomalia senza confronti in sede mondiale, seconda forse solo alla peggior politica dei Sistemi-Stato sudamericani  o africani. In ogni caso, gli accordi fra i due poli PD – Lega ( oramai leader del centro destra) dovevano servire a  “bloccare” sul nascere il neonato “partito del popolo”che, secondo le dichiarate intenzioni, avrebbe dovuto aprire il Parlamento “come una scatoletta di tonno”. Così non fu. Alla fine il M5S è stato dentro agli ultimi due  governi, nel bene e nel male. Adesso è finito lui stesso peggio del “tonno pescato nella mattanza, lavorato ed inscatolato”. Contaminato  dalla più palese sindrome del “parlamentarismo ad ogni costo”( leggasi anche “poltrone ad vitam”) il gruppo di “deputati nominati o incostituzionalmente eletti” ( come molti ritengono) oggiratifica, quando interpellato e sempre a colpi di voto di fiducia, quanto deciso da un governo con ministri incaricati sempre con il placet di Bruxelles. Allo stato attuale, nonostante il tanto ”decantato alto indice di gradimento”, va sottolineato che l’ attuale  premier non rappresenta, almeno sulla carta, neanche il partito di maggioranza, anzi è probabile che da qui a poco, ne formi uno tutto suo, che si proporrà addirittura come terza o quarta forza parlamentare.Molti costituzionalisti ribadiscono  che questo Governo, soprattutto costretto in emergenza va avanti grazie a decreti ministeriali che verranno dichiarati ben presto incostituzionali, naturalmente sempre a giochi fatti.

2 GIUGNO

Fra quasi un mese festeggeremo la settantaquattresima Festa della Repubblica , voluta dal popolo come festa delle Istituzioni e della  democrazia. Ma molti sanno che di questa parola, almeno in questo momento, resta ben poco. Uno storico russo una volta disse  che.” Se il popolo è convinto di  poter riconquistare la democrazia usurpata belando in compagnia, allora è sicuro che resterà gregge per sempre”. Ho cercato di vivere i miei quasi sessant’anni nel miglior modo possibile, con qualche errore di gioventù e qualche vizio mai tolto e cercando di far del bene agli altri, ma vi assicuro che faccio parte di un sistema che ci schederà tutti, uno per uno  e ci catalogherà  in base alla individuale pericolosità rappresentata per il sistema. Il 2 giugno un’altra festa dimenticata passerà nel timer della storia, mentre scoppiano gli scandali delle “case di riposo mattatoi” , dell’ex presidente della camera Pivetti indagata per truffa e frode in commercio e mentre  milioni di lamentele per mancanza di libertà, lavoro ed aiuti economici,  si levano , nel tiepido sole di maggio, dalle case ( oramai definite di  “mini istituti di reclusione”) degli italiani. Il Governo aspetta, non ha idea di come risolvere questa immane tragedia, la paura di un nuovo collasso sanitario lo blocca su tutto. Conte aspetta , dopo le promesse di un Europa che non ci appartiene più, un  prestito di denaro almeno per mantenere l ‘enorme numero di disoccupati. Errore fatale, puntare molto su questa tipologia di aiuto senza  agire su una giusta flessibilità del lavoro  ingessato senza speranza  da una marea di leggi inique e da una burocrazia unica al mondo. Qualora dovesse naufragare tutto l’indotto legato al turismo, alla ristorazione, ai bar, come anche il grande indotto legato alle  esportazioni  dei nostri beni “made in italy” all’estero, crollerebbe tutti il sistema che regge sul lavoro  relativo alla produzione industriale  in generale e della piccola e media impresa . Con il crollo dei tanti settori, fra cui agroalimentare, turistico e dell’export , alla fine verrebbero fagocitati  in questo vortice, anche l’industria sanitariae anche dell’ assistenza anziani . Insieme alla manovalanza per le campagne infatti, iniziano a mancare  gli assistenti agli anziani per le famiglie, laddove  rumeni, albanesi , tunisini e marocchini  inizieranno a migrare per nuovi liti. Ecco perché, nonostante tutti parlano di ripartenza,  sarebbe invece  più giusto definirla “partenza “ e basta. Dalla Festa del 2 giugno però, impareremo certamente una cosa: che l’Italia che “parte” ( e non riparte) da questo giugno  2020 in poi non sarà più la stessa. Non si potrà vivere allo stesso modo di prima, non si potrà lavorare con gli stessi sistemi di prima, non ci si potrà svagare o divertire  come prima. Tutto non sarà come prima.  Speriamo che almeno rimangano due parole sacre agli Italici, come prima: libertà e democrazia.

 

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