Chiesta condanna per l’ingegnere capo del Comune di Scicli

Il pubblico ministero, Santo Fornasier, ha chiesto la condanna a due anni e sei mesi di reclusione per l’ingegnere capo del Comune di Scicli, Guglielmo Spanò, 62 anni,  accusato di abuso d’ufficio e concussione per induzione indebita.

Secondo la pubblica accusa nel 2009 una famiglia di Scicli ottenne la concessione edilizia per la casa a mare nella proprietà confinante con quella di Spanò e delle sue sorelle nel territorio comunale.

Da qual momento sarebbero iniziati una serie di incontri, che il piemme ha ritenuto “intrattenimenti poco giudiziosi” per cercare un’intesa giacchè il progetto prevedeva una balconata aggettante che «infastidiva i dirimpettai» e la famiglia dell’ingegnere capo, pare volesse un accesso più agevole.

Una sorta di pressione psicologica che sarebbe sfociata nel consiglio diretto di Spanò ai vicini di casa, la famiglia di un noto farmacista sciclitano, pronunciato in tono «preciso, puntuale, freddo e scostante, non amichevole» di non costruire ma di vendere la proprietà alle sorelle.  L’accusa ha più volte rimarcato il valore evocativo che il ruolo di ingegnere capo del Comune poteva incutere nella controparte, un “consiglio” che avrebbe fatto leva sulla sua funzione. Per questo sarebbe maturato il reato di concussione per induzione indebita. La sentenza il prossimo  17 aprile.

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