Asp Ragusa, operativo percorso senologico “Breast unit”

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Un traguardo importante, risultato di un processo di politica sanitaria e di verifica dei requisiti come ha descritto la dott.ssa Francesca Catalano, direttore UOC Multidisciplinare di Senologia Azienda Ospedaliera “Cannizzaro” Catania,    nell’incontro con i MMG che si è svolto sabato 8 febbraio  nella sede dell’Ordine dei Medici di Ragusa che ha portato al riconoscimento dell’ASP quale una delle sedi regionali per il percorso senologico accreditato.

La “Breast Unit” rappresenta il percorso a garanzia e tutela delle cure del tumore della mammella per la presa in carico della paziente che viene accompagnata nella sua esperienza di diagnosi e cura per la patologia mammaria.

L’impatto psicologico e fisico, cui è soggetta la donna con cancro alla mammella, è alleviato dall’organizzazione garantita e validata secondo standard nazionali di assistenza e cura dal percorso senologico.

Specialisti multidisciplinari e multiprofessionali, medici, infermieri, psicologi, genetisti sono a supporto e a confronto tra loro per garantire la migliore cura personalizzata ad ogni singola paziente.

Il risultato è in sostanza l’attivazione di tutte le attività necessarie; dallo screening alla consulenza genetica e oncologica, per stabilire la cura migliore conservativa medica e/o chirurgica, fino alla ricostruzione post-mastectomia affidata al Chirurgo Plastico.

 «Sinergia, competenza e affidabilità delle cure costituiscono un obiettivo fondamentale, implicitamente contenuto nelle direttive dell’Assessore Regionale per la Salute – ha dichiarato il direttore generale dell’ASP di Ragusa, arch. Angelo Aliquò,  –  per questo,  attivare la Breast Unit è utile alle pazienti della nostra provincia e accrescerà le capacità dei professionisti coinvolti in grado di garantire cure certificate ed esaustive. E la sua istituzione era anche un dovere etico e morale della direzione aziendale».

 L’accesso alla Breast Unit è garantito dal Medico di Medicina Generale, dagli specialisti del territorio o dalle Associazioni di settore come la LILT.

Foto: Francesca Catalano.

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