Impianto di biomassa. Modica, Ivana Castello minaccia denunce

Il 18 novembre scorso  fa l’opposizione consiliare presentò istanza per convocare un Consiglio comunale con all’ordine del giorno la questione dell’impianto di biometano in contrada Zimmardo. “Il sindaco, ai sensi dell’articolo 21 del Regolamento del Consiglio comunale, avrebbe dovuto riceversi l’ordine del giorno e farlo convocare il Consiglio – denuncia la consigliera comunale, Ivana Castello -.   Invece ha compiuto una delle sue abituali scelte di furbizia. Ha convocato il Consiglio e ne ha messo, ai voti, l’ordine del giorno. Il quale ordine, ovviamente, con la maggioranza bulgara di cui gode: 17 consiglieri su 24, lo ha non rinviato ma direttamente cancellato. Si compì un’ennesima violazione di legge, poiché, almeno secondo il Regolamento comunale, il Consiglio avrebbe dovuto tenersi. Con la torno alla carica. E stavolta o si fa il Consiglio o si va alla Procura della Repubblica.   Approviamo piuttosto progetti che, quasi certamente, ne altereranno gli equilibri. Perché non proviamo a spostare l’impianto in qualche altra parte a minor valenza naturalistica e più cònsona ad una siffatta iniziativa? Il popolo non è contro il progetto in sé, poiché aiuterebbe l’economia a divenir più produttiva e a rinnovarsi. Modica, in definitiva, vuole questo. Dovremmo trovare, però, una parte di territorio in cui si possa operare  minimizzando i danni per la popolazione che l’abita e per l’ambiente che, come ben sa, nella maggior parte dei casi finisce per restarne danneggiato”.

  La   decisione del sindaco, secondo l’esponente di centrosinistra  è in contrasto col richiamato articolo 21.  “L’impianto che è stato licenziato, se sarà sostenuto con questo atteggiamento, assai  difficilmente potrà andare a buon fine. Un atteggiamento simile lo ha tenuto e continua a tenerlo verso la mia nomina a membro di una Commissione comunale. Se mi desse il paradiso, glielo dico perché forse non l’ha ancora capito, e potessi comandare al posto di Dio, il mio parroco mi perdoni, non potrei accettare, poiché prima viene il rispetto delle leggi e poi il nostro interesse personale. Anche in questa materia lei è fuori legge e sin quando mi sarà offerto qualunque posizionamento violando, però, la legge, io non sarò in grado di accettare. E ora vado al nòcciolo. Coloro che hanno firmato la lettera che furbescamente lei ha posto, anche con dispregio della legge e dei diritti dei consiglieri, ai voti della sua maggioranza, ripeteranno l’istanza. Lei deve soltanto, perché solo questo potere, anzi solo questa funzione, le riconosce la legge, convocare il Consiglio comunale per discutere, pacatamente, l’argomento che abbiamo stabilito, noi dell’opposizione, di trattare. E’ mio obiettivo salvare l’iniziativa della ditta Leocata, perché determina nuovi posti di lavoro; allo stesso tempo, dobbiamo tutelare gli equilibri ambientali e i valori (umani) del paesaggio, prima che si perdano irrimediabilmente. Dobbiamo tutelare gli interessi dell’economia e quelli degli abitanti della zona. Oltre che l’osservanza della legge e gli interessi delle generazioni future”.

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