Cgil, Cisl e Uil Ragusa nella consueta conferenza stampa di fine anno. Analisi e strategie

Si è svolta nella sede della CGIL di Ragusa la conferenza stampa di fine anno delle confederazioni sindacali di CGIL,CISL,UIL utile a trarre un bilancio d’attività per il 2019 e mettere punto su un’azione sinergica e unitaria sulla piattaforma politica sindacale dell’anno che verrà.
Giuseppe Scifo, segretario generale della CGIL di Ragusa, Vera Carasi, segretaria generale della CISL Ragusa-Siracusa e Sergio La Rosa in rappresentanza della UIL hanno illustrato i vari temi e risposto alle domande dei giornalisti presenti.
Hanno redatto una nota unitaria sui temi che hanno formato l’agenda dei lavori della conferenza stampa di oggi. Questo è il testo.

L’anno 2019 è trascorso con il segno dell’azione unitaria di CGIL, CISL e UIL sia a livello nazionale che territoriale.
Ad inizio anno, lo scorso 9 febbraio, si è tenuta a Roma una grande manifestazione unitaria che ha visto la partecipazione di qualche centinaio di migliaia tra lavoratrici e lavoratori. Una mobilitazione costruita dentro i luoghi di lavoro attraverso una piattaforma su sviluppo, crescita e occupazione, affrontando il tema della riforma fiscale, del Mezzogiorno, della previdenza e del welfare . Abbiamo discusso in decine di assemblee con i lavoratori e le lavoratrici i contenuti e le proposte di CGIL, CISL e UIL, partendo da una analisi delle questioni in chiave territoriale, affrontando i tanti nodi che legano la provincia di Ragusa ancora dentro una condizione di crisi e gravi criticità a livello socio economico.
La provincia iblea è stata da sempre considerata l’Isola nell’Isola, un territorio dove storicamente i tassi di disoccupazione sono stati i più bassi rispetto alle altre province, grazie alla coesistenza dei diversi settori; l’Agricoltura con il più grande insediamento serricolo d’Italia, la zootecnia, e l’industria.
Oggi tutto questo è in forte crisi. La nostra provincia si è molto allontanata dal proprio modello storico, allineandosi alla media delle altre realtà siciliane. Il settore industriale, assieme all’edilizia sono i comparti che più degli altri hanno pagato il prezzo di un forte ridimensionamento.
Qui si è pagato, e si continua a pagare, il prezzo della crisi, ma sopratutto si paga il caro prezzo del persistere ancora oggi di una questione meridionale. Di un Mezzogiorno sempre più lontano staccato dal resto dell’Italia, ed in particolare la Sicilia ancora oggi fanalino di coda. Nel sud in alcune aree, pur tra tante difficoltà, si registrano segnali di ripresa, mentre in Sicilia per tutto il 2019 si è dovuto fare i conti con una disoccupazione crescente, sopratutto a livello giovanile e femminile. Siamo tornati ad essere terra di emigrazione, tanti giovani in questo 2019 hanno lasciato la Sicilia per andare alla ricerca di lavoro nel nord Italia e in Europa. Dal 2012 al 2018 è raddoppiato il numero di residenti siciliani emigrati all’estero e un’analoga situazione ritroviamo a Ragusa dove il tasso di disoccupazione giovanile supera il 53%. Questo è il prezzo pagato da migliaia di famiglie per la storica assenza di visione di un modello di sviluppo per il Sud che vuol dire avere una visione generale di fuoriuscita dalla crisi attraverso un’idea unificata del Paese. Ed è proprio su questi temi che Cgil, Cisl e Uil lo scorso 22 giugno hanno dato vita ad una grande mobilitazione nazionale a Reggio Calabria sul tema”‘Ripartiamo dal Sud per unire il Paese” per rivendicare una seria politica industriale e sociale, di investimenti, e di rilancio del Mezzogiorno.
In provincia di Ragusa il peso del divario nord-sud è evidente se si guarda al deficit storico d’infrastrutturazione di questo territorio. Neanche un metro di autostrada nonostante il grande volume di merci prodotte e movimentate verso il nord ed il resto dell’isola attraverso l’uso esclusivo di trasporto su gomme. Ed è proprio sul fronte delle infrastrutture che CGIL, CISL, UIL provinciali di Ragusa hanno speso molte energie nel corso dell’anno 2019, ed in particolare con le battaglie per le due infrastrutture stradali più importanti per il territorio ibleo: il completamanto dei lotti 6, 7 e otto dell’autostrada Siracusa- Gela e la realizzazione dell’autostrada Ragusa – Catania.
Finalmente dopo quasi due anni di blocco dei cantieri sono ripartiti i lavori del tratto autostradale che collega Rosolini con Ispica e Modica. Si tratta dei primi 20 Km di autostrada per questa provincia dentro un progetto che dura da più di trent’anni. Mentre sul fronte della realizzazione dell’autostrada Catania Ragusa abbiamo organizzato una grande mobilitazione costruendo un fronte unitario a livello territoriale con tutte le parti sociali per rivendicare l’avvio definitivo dell’opera. Per l’aeroporto di Comiso, altra infrastruttura strategica del territorio, il 2019 è stato l’anno del “minimo storico” sia per le tratte operative che per il volume di passeggeri. Infatti, mentre in Sicilia si sono registrati importanti risultati di flussi turistici, sopratutto nelle città servite da collegamenti e infrastrutture, la provincia di Ragusa nonostante la grande vocazione culturale, paesaggistica ed enogastronomica, rimane tagliata fuori da queste performance per la mancanza di collegamenti ed infrastrutture.
La questione infrastrutturale rimane centrale dentro una visione strategica di crescita e sviluppo per questa provincia. Dal turismo all’agricoltura la dotazione d’infrastrutture materiali ed immateriali è ormai indispensabile se vogliamo intravedere concrete e credibili soluzioni alla disoccupazione giovanile e sopratutto femminile, se vogliamo tornare ad immaginare la provincia di Ragusa l’isola nell’isola tra le prime realtà del meridione per produttività, occupazione e qualità della vita.
Su questi punti CGIL, CISL e UIL lavoreranno nel 2020 unitariamente per ridare speranza e fiducia alle migliaia di lavoratrici e lavoratori, pensionate e pensionati e sopratutto ai giovani per i quali va affermato e riconosciuto il diritto di poter progettare un futuro in questa terra.

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