Modica: La “virtù della prudenza”, lampada di discernimento e di sapienza, al centro della II^ conversazione etica alla Madonnina delle Lacrime

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Ieri sera a Modica si è tenuto il secondo appuntamento del nuovo ciclo di conversazioni per una formazione al sociale, sul tema “La bellezza delle virtù etiche cristiane: lampade di vita e pilastri della felicità”, organizzato della Parrocchia Madonna delle Lacrime.
Il tema dell’incontro, “la virtù della prudenza, guida di tutte le virtù”, è stato trattato da Domenico Pisana, docente di Teologia Morale e Vice direttore dell’Ufficio IRC della Diocesi di Noto, il quale ha posto l’attenzione sui fondamenti biblici della virtù della prudenza con il supporto di testi sia dell’Antico che del Nuovo Testamento, fra i quali:
“Se uno ama la giustizia, le virtù sono il frutto delle sue fatiche. Essa insegna la temperanza e la fortezza, la giustizia e la prudenza.” (Sap.8,7);
– “A Dio appartiene il consiglio e la prudenza” (Gb 12,13);
– “Pregai e mi fu elargita la prudenza” (Sap. 7,7);
– “C’è un tempo per parlare e un tempo per tacere” (Qoelet 3,7);
– “Non essere precipitoso con la bocca e il tuo cuore non si affretti a proferire parola davanti a Dio… perché dalle molte preoccupazioni vengono i sogni e dalle molte chiacchiere il discorso dello stolto” (Qoelet 5,1-2);
– “Sii pronto nell’ascoltare e lento nel proferire una risposta… nel parlare ci può essere onore e disonore; la lingua dell’uomo è la sua rovina” (Sir 5,11.13).
La virtù della Prudenza si esprime, sulla base di questi testi, nel discernimento del linguaggio e della parola; esercitare la virtù della Prudenza – ha spiegato Pisana – è praticare un retto discernimento delle azioni umane. Retto vuol dire giusto, leale, onesto, un discernimento, quindi, che porta il cristiano a valutare la correttezza di ogni mezzo per arrivare al fine che si è proposto.
Particolare attenzione è stata posta da Domenico Pisana anche all’affermazione di Gesù nei vangeli, ove dice: “Ecco, io vi mando come pecore in mezzo ai lupi; siate dunque prudenti come i serpenti e semplici come le colombe.” (Mt 10,16).
“La prudenza – ha affermato Pisana – ci porta a sapere cosa fare, a evitare i pericoli, ad aggirare gli ostacoli, a valutare le conseguenze delle nostre azioni e a prendere decisioni idonee. Per questo, prima di prendere decisioni che possono essere importanti, è necessario fermarsi a pensare e, se è il caso, chiedere consiglio per avere più elementi di giudizio. Giovanni Paolo II – a riguardo – diceva che è prudente colui che costruisce la propria vita in base ai dettami della sua coscienza retta. Chi agisce dopo essersi informato e dopo aver riflettuto ha molte più possibilità di indovinare, e se si sbaglia saprà più facilmente riconoscere subito il suo errore”.
Concludendo il suo intervento, Domenico Pisana ha sottolineato che “la prudenza cristiana richiede come uno stato di vigilanza dell’intelletto che decide con responsabilità, assennatezza, concretezza e coraggio sulle azioni da compiere per servire Dio e vivere il Vangelo. Dunque non è una semplice qualità umana, ma una virtù da chiedere come dono allo Spirito Santo, grazie alla quale il credente diventa ‘sapiente’ nel senso evangelico, è sempre in pace con se stesso, riconciliato con la realtà, non si fa illusioni, non resta mai deluso perché sa valutare ogni cosa concretamente, è capace di prevedere e di pensare prima di agire. Quindi, la prudenza è ‘virtù cardinale’ perché genera sapienza, saggezza di vita e tranquillità d’animo. E in questo nostro tempo di prudenza ce ne è davvero di bisogno!”.
Dopo l’intervento si è avuto un confronto con i partecipanti all’incontro, alcuni dei quali hanno dato il loro contributo di riflessione.

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