La passerella di Via Castello a Modica. l’opposizione chiede lumi

Intorno ad una passerella di calcestruzzo, costruita nella Via Castello in Modica, si è levato un clamore mediatico come in pochi casi precedenti. I consiglieri comunali di opposizione Ivana Castello, Giovanni Spadaro, Filippo Agosta e Salvatore Poidomani, sentono il bisogno d’intervenire “per ricondurre la discussione verso la soluzione del problema”. “Ci sarà, certamente, della gente che deve eseguire dei lavori in qualche edificio abitativo – dicono – . E sin qui nessuno può dirsi contrario all’iniziativa. I lavori vanno eseguiti e chi ne ha diritto deve poterli compiere. Occorre, ovviamente, rispettare le regole fissate nei regolamenti del Comune, oltre che tutte le altre fonti, ed è compito dell’Amministrazione assicurarne l’applicazione. Domando, dunque, al Sindaco e sia ben chiaro, con spirito costruttivo e fuori da polemiche politiche, se tutte le regole che hanno relazione col caso concreto sono state osservate”. Il Sindaco ha fatto sapere che si è premunito di una cauzione per gli eventuali danni che la rimozione della scivola potrebbe lasciare sui luoghi. Ha detto, altresì, che per prevenire eventuali danni è stato posto, sotto la scivola, un foglio di polietilene che ne ammortizzi il peso e preservi i gradini dal contatto diretto col calcestruzzo.

Desidero sapere – aggiungono – nel caso di occupazione di suolo pubblico con opere murarie (seppur provvisorie) nel centro storico, al fine di eseguire tali lavori (la scivola), è necessario il parere preventivo della Sovrintendenza? Se sì, l’ha avuto? Può portarlo in Consiglio per esibirlo ai consiglieri che volessero visionarlo? per quanti metri quadrati si estende l’occupazione di cui trattasi? qual è la funzione della passerella? a quanto ammontano gli oneri che devono gravare, in tal caso, sulla ditta interessata limitatamente all’occupazione del suolo pubblico? Sono stati pagati? che tipo di lavori murari si stanno compiendo e in quanto tempo è previsto che durino? E’ stata chiesta e rilasciata l’autorizzazione comunale necessaria? A quanto ammonta la cauzione e in base a quali criteri è stata determinata? L’Ufficio tecnico comunale è al corrente dell’iniziativa e quali atti formali ha adottato in merito?

La richiesta dei chiarimenti è formulata perché si rischia di allungare sine die il clamore suscitato, con eventuale danno per gli interessati che, probabilmente, stanno esercitando un sacrosanto diritto di intervento su strutture che potrebbero essere pericolanti o, comunque, da ripristinare.

Non è nelle nostre intenzioni intralciare l’iniziativa privata che crea lavoro e migliora la città: chiediamo soltanto, che ciò avvenga all’interno delle regole vigenti”.

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