La Cgil scrive al manager dell’Asp Ragusa sulla questione Cup. Riceviamo e pubblichiamo

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Direttore,
Le abbiamo scritto con l’intento di evidenziare alcune “criticità” nella gestione dell’istituto del Cup, partendo dalla finalità di aprire, e, se vuole, impostare una finestra istituzionale di confronto con Asp, di cui Lei ne è il cocchiere principale.
Da quella lettera, risalente a qualche giorno addietro, non emergeva, del resto non ne aveva l’obiettivo, nessun atteggiamento polemico nei suoi confronti e meno che mai rispetto all’impegno che Lei sta profondendo per fare e fornire una sanità efficiente al territorio. Ci siamo permessi di scriverLe non perché ci piace scrivere né tantomeno perché cerchiamo chissà quale riconoscimento pubblico. Abbiamo operato questa scelta, che vuole essere di confronto, perché pensiamo che da essa possa provenire anche una visione più autentica e più reale dell’immenso tessuto sanitario sparso per il territorio.
Lei ci ha risposto evidenziando gli sforzi da Lei fatti e che sta facendo per avvicinare sempre più la sanità agli utenti, per portarla ad una condizione di maggiore accettabilità da parte dei fruitori.
Il lavoro che lei sta facendo è encomiabile, del resto nella nostra lettera lo abbiamo ammesso ed adeguatamente evidenziato, attribuendoLe il merito di una attenzione seria al capitale sanitario.
Pertanto, nessuna polemica da parte nostra. Semmai pensiamo si renda non più differibile fissare un incontro, come del resto richiesto, per avviare un confronto che abbia lo scopo di migliorare sempre più la gestione del Cup, per renderlo più rispondente alla domanda sanitaria, ma anche per inaugurare un percorso di vicinanza dialettica su un bene, quello della sanità, dove l’espressione costituzionale del cittadino si incarna nella sua essenzialità.
Ci preme, tuttavia, farLe pervenire che le sue risposte sulla problematica, da noi lealmente appalesata, non ci convincono, per la semplice ragione che, nonostante gli sforzi, ancora molta utenza non può fruire dei servizi di cui necessita a causa delle modalità e dei criteri che sottintendono alla gestione del Cup. Troppa utenza, in molti casi con reddito basso, col sistema attualmente in uso, non trova le risposte sanitarie che richiede e molto spesso si rivolge a forme strutturate di sanità che sono la negazione della idea pubblica del servizio sanitario. Noi pensiamo che su questo va posta una scelta e va individuata una risoluzione che abbia il valore di un recupero nell’ambito della gestione pubblica dei servizi. Siamo anche disponibili a consegnarle esempi concreti di ciò che asseriamo.
Incentrare sulla prevenzione i servizi specialistici sanitari è un dato di progresso e di civiltà sanitari, ma non consente a chi ha necessità, in tempi brevi, di ulteriori controlli, dopo una prima visita, di incontrare una pronta ed adeguata risposta al loro problema, e ciò non ci pare possa essere annoverato come elemento di progresso e di efficienza della sanità.
Il servizio funzionerà e si potrà dire che ha raggiunto la finalità per cui è stato istituito solo quando sempre più utenti non saranno costretti, dalle circostanze, a spostare l’attenzione sanitaria o sull’intramoenia o direttamente sul privato. Solo in tal modo questo strumento è uno strumento al servizio della sanità pubblica.
Certi del Suo positivo riscontro, porgiamo cordiali saluti.
I segretari di:
Camera del Lavoro di Modica
Camera del Lavoro di Scicli
Cgil f.p Sanità -Ragusa
Cgil Spi – Modica

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