Scandalo Università di Catania. In tre davanti al Gip. Barone si difende

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Sono comparsi davanti al Gip di Catania, Carlo Cannella, tre degli indagati sull’inchiesta per i concorsi truccati all’Università di Catania. Si è avvalso della facoltà di non rispondere l’ex Rettore Francesco Basile ma solo perchè i tempi sono stati limitati per potere prendere visione di tutti gli atti che compongono il fascicolo d’indagine. Basile, però, ha voluto chiarire la propria posizione attraverso alcune dichiarazioni, dicendosi estraneo ai fatti. Ha risposto alle domande del magistrato, invece,  fornendo spiegazioni l’ex direttore di Scienze Politiche, il modicano Giuseppe Barone, che si è presentato assistito dall’avvocato Carmelo Galati. Barone avrebbe sostenuto che talune frasi intercettate ed oggetto di indagine sarebbero state dette scherzosamente in dialoghi tra colleghi. Interrogato anche il pro-rettore Giancarlo Magnano San Lio che ha risposto in circa mezzora alle domande del magistrato. I suoi difensori si sono detti molto soddisfatti per l’esito.

1 commento

  1. Mi perdoni esimio Prof. Barone. Da sommo insegnante di Valori e Giustizia quale avrebbe dovuto essere nei confronti dei suoi allievi in cotanta carriera universitaria, intristisce il fatto che la sua difesa si riduca ad un semplice “stavamo scherzando” come si faceva ai tempi in cui tutti chiudevano uno e anche due occhi di fronte alle malefatte… ma la cosa ancora più triste è che il suo atteggiamento assieme a tanti altri “Baroni” universitari è un’offesa prima di tutto per la GIUSTIZIA (quella vera) e poi per lei stesso che ha perso di dignità. Le auguro di dimostrare con argomentazioni più solide e credibili la sua innocenza, ma fino ad allora si evince esattamente il contrario e come disse un grande esperto di macchinazioni politiche “…a pensar male prima o poi ci si azzecca…”

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