Frigintini, nasce Villa Giusy, comunità terapeutica di riabilitazione per soggetti dipendenti da droghe e sostanze da abuso

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Una comunità per persone dipendenti da sostanze da abuso. A Frigintini (frazione di Modica) nasce “Villa Giusy”, struttura per Servizi Terapeutico Riabilitativi per chi, dopo l’assunzione di droghe o altre sostanze, ha maturato una dipendenza che rischia di compromettere l’esistenza e la normalità della vita quotidiana.
“Villa Giusy” è gestita dalla cooperativa Beautiful Days : può ospitare venti persone, per le quali si avvia un percorso terapeutico riabilitativo che dovrà consentire di superare questa fase difficile e di avviare un cambiamento del precedente stile di vita.
Chi assume stupefacenti, com’è noto, matura una dipendenza dalle sostanze che spesso determina anche delle modificazioni del comportamento e porta con se una serie di effetti psichici e fisici noti come “sindrome da astinenza”. Il percorso riabilitativo di “Villa Giusy” si basa su un sistema di relazioni umane e comunicazioni che costituiscono la base dell’attività terapeutica. La “relazione d’aiuto” tra operatori e utenti costituisce il presupposto per avviare il percorso di recupero personale, sociale e relazionale.

Villa Giusy opera in collaborazione con il Sert e con i servizi sanitari dell’Asp. L’accoglienza avviene su richiesta dell’Asp, che segnala i soggetti per i quali può esser utile l’intervento di riabilitazione e con il consenso dell’ospite, che accetta l’inizio del rapporto terapeutico. Uno dei presupposti è la collaborazione con la famiglia. Il percorso riabilitativo è, di norma, di 24 mesi. I tempi di permanenza e la dimissione sono concordati con il Sert, sulla base della condizione psicologica di ogni singolo paziente.

L’intero percorso è seguito dai responsabili di Beautiful Days, Dino Ficicchia e Gianni Salerno. «Villa Giusy – spiega Gianni Salerno – inaugura una nuova progettualità. Rappresenta l’incontro tra diverse culture complementari: la cultura dell’accoglienza, dell’intervento residenziale terapeutico, della riabilitazione, dell’inserimento sociale e lavorativo. Punta a dare una risposta efficiente ed adeguata alla persona che ha bisogno ed ai familiari».

«La prima fase del programma – spiega Dino Ficicchia – è di ascolto e di osservazione dei bisogni e delle potenzialità dell’ospite. Poi, per ciascuno, si sviluppa un “percorso terapeutico- riabilitativo personalizzato”, con la partecipazione attiva del soggetto. Operiamo sia sul livello medico sanitario, sua su quello psicologico e ricreativo – risocializzante. Avvieremo il soggetto ad un recupero della propria autonomia, della capacità di organizzare il proprio tempo e le proprie scelte. Nella struttura si propongono anche percorsi riabilitativi in acqua, attività di corpo libero in palestra, lezioni di ippoterapia, attività artistiche. Nel programma di riabilitazione sono inserite anche le escursioni, le attività di giardinaggio (programma “verde terapeutico”).

L’attività sanitaria che si svolge nella struttura è coordinata dal Sert. «La dipendenza da sostanze oggi – spiega il responsabile del Sert provinciale, Giuseppe Mustile – ha delle caratteristiche diverse rispetto al passato. È meno presente il consumo di eroina, ma sempre più diffuso il consumo di cocaina e di sostanze eccitanti, o cocaino-simili. Sempre più spesso, il fenomeno della dipendenza appare collegato a disturbi di tipo diverso, che incidono sulla capacità di scelta, di valutazione consapevole dell’individuo, con risvolti psichiatrici. Sempre più spesso si parla di co-morbilità. È importante – e la vediamo spesso come necessario – un percorso che non sia solo ambulatoriale. Il trattamento ambulatoriale non basta più. L’inserimento in un percorso di riabilitazione completo, che coniughi il percorso sanitario con quello dell’accompagnamento individuale, completo, in una struttura residenziale, se accompagnato dalla volontà dell’individuo, si rivela spesso determinante per il recupero della persona»

L’équipe di Villa Giusy è composta dal responsabile della comunità (assistente sociale), da un psichiatra/psicoterapeuta, da psicologi, un infermiere, educatori professionali, animatori ergo-terapeuti, operatori Osa e Oss.

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