Modica. San Giorgio e il rito dell’Angelo

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1992

Che San Giorgio Martire attiri tanta gente, a Modica, è ormai un’abitudine. Il pellegrinaggio della statua del Santo Patrono per le vie della città, da secoli è sinonimo di religiosità, tradizione, devozione e festa gioiosa per tutti. La statua ondeggia, immersa fra la gente, e sembra un tutt’uno con la folla, attorniata da un mistico alone di mille luci e pastosi colori. I portatori in testa con tutti i fedeli ed i devoti accanto, percorrono diversi chilometri, sotto la statua, per portare la felicità della festa fra le case della Città della Contea, che ogni anno, risponde sempre più entusiasta. Da diversi anni è oramai diventata una bellissima consuetudine la tappa in via Fontana, sull’antico sito del ponte Mulinelli, dove diventa protagonista, seppur per pochi minuti, la “Discesa dell’Angelo”. In pratica, la maestosa statua del Patrono che con la sua scintillante armatura e la possente spada colpisce e sottomette il feroce drago già agonizzante, trova un momento solenne di pace celeste , accogliendo sopra il suo elmo, un piccolo angelo che, fra un tripudio di folla e grazie ad una coreografia di luce e toccante musica celestiale, scende davanti a San Giorgio e consegna al rappresentante del popolo un fiore che, insieme ai tantissimi presenti, ornerà la base della stessa statua. Un piccolo omaggio che però assume un grande significato laico e religioso nello stesso tempo. Il popolo chiama il suo Santo a protezione della propria città. Il Santo accoglie la supplica accettando il piccolo omaggio che contribuirà a ingentilire questo solenne patto fra il santi e fedeli, aghi della bilancia (grazie al libero arbitrio) nell’eterna contesa fra bene e male. Fra tutte le raffigurazioni dei santi, certamente San Giorgio di Modica (ci riferiamo alla Statua) è una delle figure religiose che realmente riesce ad impressionare per la sua fierezza e la sua potenza talmente reali, da sembrare essere guidate da una mano divina e tali da incutere riverente timore anche in chi osserva il Patrono senza alcuna pervasione religiosa di parte. Un simbolismo che vede il drago(fonte e rappresentazione del male) già moribondo per una lancia che lo ha già trafitto inesorabilmente, essere colpito ancora a morte dalla spada sguainata di S. Giorgio. Un ammonimento storico verso ogni fonte di male. Il Santo colpisce il male ed anche più volte(la spada pronta a colpire ancora assume questo significato) senza alcuna pietà . Non c’è altra strada dopo ciò che Gesù ha compiuto, ad eccezione della conversione e dell’accettazione totale dei principi evangelici. La discesa dell’Angelo assume il significato del rinnovo della promessa di lealtà e fedeltà del popolo verso gli insegnamenti cristiano-cattolici. L’angelo su S. Giorgio diventa quindi la rappresentazione della Divina Benedizione a questo antico patto fra il Santo e la città di Modica. A volere questa geniale rappresentazione è stato , da diversi anni, un personaggio conosciutissimo del quartiere “ Vignazza” e che per tanti ne è un vero benefattore: Rosario Scivoletto. Rosario ,ha voluto istituzionalizzare questa sosta e questa rappresentazione per voler condividere con la “sua gente” ( come dice lui) questa devozione e questo momento mistico che proviene, come d’incanto, dall’anima. “Don Sariddu”(come è conosciuto in tutta Modica) gestisce, con la sua splendida famiglia, un noto supermercato della zona. E’ stato il primo a rendersi protagonista fra i gruppi dei soccorsi durante l’alluvione del 2017. Il suo supermercato ha rifornito di ogni bene di prima necessità i tanti encomiabili volontari e delle varie associazioni ed i molti gruppi della Protezione Civile venuti da ogni parte e da diverse provincie che, insieme ai Vigili del Fuoco, hanno dato manforte in quei momenti di indimenticabile sconforto. Chi vi scrive era presente in quei terribili momenti e non dimenticherà mai tutti disastri e l’odore di quel fango di quei giorni difficili. “Don Saruddu” era insieme a tutti noi, in prima linea , con i suoi stivali e le mani in mezzo al fango come tutti , sempre pronto ad offrire ogni cosa, dai panini , all’acqua, alla birra, alle bevande , alla frutta….ad offrire se stesso, senza se e senza ma. Sempre pronto a dare , come fa ogni giorno con le vecchiette che non arrivano a fine mese a pagare il conto sempre aperto, nel suo supermercato. Mai un rimprovero, mai una minaccia ,ma sempre disponibilità verso chi è in difficoltà nella vita. L’angelo è una sua volontà, una sua “visione” che oramai diventa tradizione. Il Santo abbraccia gli uomini attraverso l’Angelo Divino, così come “ Don Sariddu” ogni giorno abbraccia la propria gente. Siamo sicuri, S. Giorgio martire troverà sempre un momento da dedicare a queste fiere realtà della nostra amata città.

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