Tentativo disperato di rimonta. Il governo schizofrenico prova a divorziare dalla decrescita e propone il “decreto crescita”………..l’opinione di Rita Faletti

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Cos’è cambiato in nove mesi di governo Lega-M5s? Ubriacati dalla vittoria inaspettata, Di Maio e i suoi ministri hanno cercato di rispettare le generose promesse fatte ai loro elettori, che avevano infinocchiato raccontando la storia di un paese in rovina per colpa di Renzi. Nonostante questa premessa, il capo del MoVimento, che non aveva i numeri per governare, aprì a tutte le forze politiche, privilegiando, curiosamente, proprio il partito considerato responsabile di tutti i mali, il Pd, ma, beninteso, derenzizzato. Per fortuna, e grazie a Renzi, non ci fu nessun accordo M5S-Pd, con profondo rammarico di tutti gli avversari e nemici dell’ex presidente del Consiglio, del maggiore sponsor dei pentastellati, il Fatto quotidiano e il suo supponente direttore, di alcuni rappresentanti del mondo imprenditoriale e sindacale, di molti intellettuali di sinistra. Salvini, invece, intuendo i vantaggi di un accordo con i populisti di Grillo, rispose all’invito. Con il 4 di marzo, aveva rimosso l’unico ostacolo al suo disegno predatorio su Forza Italia, l’ingombrante alleato tradizionale nel governo delle regioni del Nord, Silvio Berlusconi, e alleato alle regionali tenute al Sud fino ad oggi e vinte. La marcia salviniana alla conquista di Forza Italia può continuare. Ma l’esito non è scontato. Il consenso al 34 per cento è significativo ma labile e, tra non molto, Salvini potrebbe dispiacersi delle conseguenze prodotte dalle misure economiche del governo. Quota 100 e Rdc richiedono risorse ma non ne generano: da qui al 2020 avremo un buco di 40/45 miliardi che richiederanno provvedimenti nucleari così potenti che difficilmente i due contraenti vorranno intestarsi. Governare facendo finta di stare all’opposizione può entusiasmare chi fino a ieri si dichiarava contro l’establishment, come chi, sui social, si illude di essere partecipe e destinatario di scelte fatte per il suo bene. Alla lunga, finisce però che il corredo comunicativo di like e tweet viene a noia e si cercano altrove soluzioni efficaci a problemi ben più pressanti dell’immigrazione e della sicurezza. Slogan e propaganda sono la maschera rumorosa dell’inconcludenza, come l’onestà lo è dell’incapacità. Salvini e Di Maio guidano le danze staccandosi e riprendendosi e inventando diversivi con la speranza che la musica continui all’infinito. Quando l’eco dell’ultima nota si sarà spenta, non ci saranno più giravolte, volteggi e passi incrociati, ma una craniata mostruosa contro la realtà che hanno creduto di cancellare negandone l’esistenza: la realtà di una crisi economica sfuggita di mano. E quando i soldi mancano, cominciano i guai, quelli veri. Due le alternative: o decidere di campare su un maggiore indebitamento, abitudine consolidata nel paese, o introdurre una patrimoniale e aumentare la pressione fiscale. Il 27 di maggio scopriremo che direzione prenderanno i due vice premier, se insieme o separatamente. Intanto siamo entrati in recessione. La domanda interna e il lavoro sono al palo, gli investimenti privati in calo, il debito sovrano in salita. Il Decreto dignità di cui Di Maio va fiero, ha creato sì 600mila posti a tempo indeterminato nel settore privato, ma il 15 per cento in meno dell’anno precedente e non sufficienti a compensare quelli a termine che sono stati persi. Prova ne è la crescita delle domande di disoccupazione (+13,4 per cento) di coloro che non hanno ottenuto il rinnovo per le condizioni imposte alle imprese. Dunque, meglio la precarietà o la disoccupazione? Di Maio fa male ad inorgoglirsi per un solo dato, è l’insieme che conta. Ma tant’è. Dagli Stati Uniti il ministro proclama che l’export è la chiave di volta per lo sviluppo dell’economia italiana, qualche tempo fa asseriva che il volano dell’economia era la domanda interna. Si chiarisca le idee, se ne ha. A rendere più incerto il domani sono arrivati i dati di Confindustria che ha previsto, entro la fine del 2019, il pil pari allo zero, e il report dell’agenzia di rating Standard & Poor’s che taglia le stime di crescita dallo 0,7 allo 0,1 per cento. In un quadro di crisi globale, siamo il paese dell’Eurozona che soffre di più, peggio di noi sta solo la Grecia. Gli altri, benché poco, crescono, Portogallo e Spagna in testa. Questo per dire che il governo gialloverde non potrà permettersi di recitare ancora il ruolo della vittima perseguitata dall’Europa, né di attribuire alle politiche dei governi precedenti ogni responsabilità. Nel 2017, il Pil aveva registrato l’1,6 per cento e al governo c’era il Pd. Questi di adesso sono coscienti del disastro fatto? L’evanescente Tria ha lanciato l’allarme: “Servono misure choc per la crescita.” Dopo aver sposato la decrescita, dopo l’abolizione del super ammortamento per l’acquisto di macchine utensili, dopo l’accantonamento delle misure per l’Industria 4.0, dopo lo stop alle grandi infrastrutture, dopo l’introduzione di pali e paletti imposti alle imprese, ora si tenta di fare marcia indietro con misure copia e incolla prese dai governi precedenti. Bisogna sbloccare i cantieri, riducendo i passaggi burocratici e normativi! Bisogna aiutare le imprese e avviare le grandi infrastrutture! E si dà il via libera allo Sblocca cantieri, ma “salvo intese”. Ma le intese tra Lega e 5S sono saltate: Salvini ha già preso le distanze non volendo essere coinvolto in una iniziativa che si prospetta un involucro senza contenuto. La soluzione è cambiare governo.

9 Commenti

  1. ‘…………………… riducendo i passaggi burocratici e normativi!”. Giustissimo!
    Il PD è stato al governo per cinque anni e qualcosa in proposito avrebbe potuto fare.

  2. allucinante, difendere l’operato di renzi…deprovevole direi. Incommentabile
    l’effetto degli 80 € agli statali come specchietto delle allodole colpisce ancora

  3. INTANTO L’INDICE DI GRADIMENTO AL GOVERNO E’ SUPERIORE RISPETTO AI PRECEDENTI GOVERNI SIGNIFICATO CHE QUANTOMENO C’E’ DAVVERO INTERESSE A FAVORE PER GLI ITALIANI.
    MENTRE NEL PD L’EGREGIO TESORIERE ZANDA PRETENDE CHE I PARLAMENTARI DEVONO E PRETENDONO DAGLI ITALIANI LA BELLEZZA DI 19.000,00 EURO AL MESE E CONTEMPORANEAMENTE ELIMINARE IL REDDITO DI CITTADINANZA.

  4. IL PD INSISTE, COME FANNO A CAMPARE CON 5MILA EURO AL MESE I 5STELLE ? Forse lo dobbiamo chiedere ai pensionati minimi a 400 euro al mese dato che a ZINGARETTI non piace ne salario minimo e neppure pensioni di cittadinanza a 780 euro.

    È più forte di loro! Zanda ribadisce di voler ripristinare il finanziamento pubblico ai partiti, reintrodurre i vitalizi e aumentare gli stipendi di deputati e senatori fino a 19 mila euro al mese. Zingaretti faccia ritirare questa proposta oscena. L’Italia ha voltato pagina e guarda al futuro. La politica non può continuare a fregarsene della volontà e dell’interesse dei cittadini. Lavoriamo sui diritti sociali: dopo aver approvato Reddito di Cittadinanza, Decreto Dignità, Quota 100, prossimamente sarà il turno del Salario Minimo. Il PD non può opporsi anche a questo e pensare solo agli interessi di pochi ricchi e del proprio conto in banca. Si metta una mano sulla coscienza.

  5. Ma cosa dice poveretto cittadino, ma a cosa si riferisce? Nel momento delle promesse tutti i governi sono graditi, occorre vedere quando le balorde promesse daranno o non daranno i loro frutti il gradimento. Si svegli prima del dramma cittadino, altrimenti ci resterà male. Sono d’accordo in tutto quello che la signora Faletti scrive, grazie.

  6. In tempi di “rivoluzioni epocali” (la manovra anti-povertà, il decreto disoccupazione, il reddito da assistenzialismo e, da ultimo, le cassette di arance alla Cina) il problema principale è a monte e riguarda la sbornia autoreferenziale che è alla base dell’assenza totale di dialogo, cioè dello scambio più o meno acceso su temi sensibili, primo e fondamentale l’economia. Chi ricorda i dibattiti di “Tribuna politica”, ricorderà anche che i partecipanti non si sottraevano al confronto. La dialettica è uno degli ingredienti irrinunciabili delle democrazie liberali. Oggi, si attenta alla vita del Parlamento cercando di sostituire alla rappresentanza popolare la rappresentanza di una piattaforma privata che fa i propri interessi (vedi i 300 euro che ogni parlamentare grillino deve versare mensilmente a Casaleggio). E c’è più di qualche citrullo che inneggia alla democrazia diretta. Vediamo quotidianamente che la sana dialettica è assente dal dibattito pubblico. Di Maio concorda i temi di cui parlare con l’intervistatore di turno, ma rigorosamente senza contraddittorio. E’ antidemocratico e offensivo nei confronti di chi ascolta, ma è parte del disegno illiberale della coppia Di Maio-Salvini. Chi ha votato per il governo Conte, i 5S soprattutto, lo ha fatto per motivi vari che non sto ad elencare, ma in uno stato di esaltazione e di totale asservimento mentale. L’acriticità ne è la conseguenza. Continuare a non vedere i mali che i gialloverdi stanno facendo al paese è il risultato di una cecità, mi viene da dire patologica, che tutti, compresi i non elettori di tale governo, pagheranno cara. Ci troveremo servi di due vanagloriosi (che Dio non voglia) in un paese sempre più simile al Venezuela. E non saranno certamente né Putin né Xi Jinping a salvarci. E aggiungo: a questo paese servirebbe una cultura economica che non ha e se ne frega di avere. Auguri!

  7. @Rita Faletti
    Non entro bel merito del suo articolo, perché non m’interessa farlo, ma nel metodo mi piacerebbe approfondire alcune cose.
    Partiamo dall’assunto che le scelte di questo governo, a suo dire, stanno mettendo in crisi l’Italia, e su questo, lei ha non solo il diritto di scriverlo, ma anche il dovere di farlo.
    Diritto/dovere dì come in passato, scriveva, tessedone le lodi, il governo preprecedente (anche adesso a dire il vero, palesando impeto nostalgico).
    Raffrontando le prose dedicate alle due amministrazioni, non si possono non notare le sue simpatie.
    Allora chiedo tra me e me: che differenza passa tra l’informazione pura e la propaganda?
    Può essere che chi si assume l’impegno di informare il pubblico, sia critico “a prescindere” e cioè, contesti “A” con “B” ed in caso che, il politico attenzionato riconosce di avere commesso un errore (capita), ritrattando si adegua al “B”, il giornalista lo contesta con “A”?
    Dunque a conclusione delle mie riflessioni, e nel momento che si manifesta questa distorsione, realizzo che ci troviamo davanti a una propaganda travestita da informazione, che toglie credibilità alla critica.
    Detto questo, vorrei chiederle il parere se gli atti del governo precedente hanno soddisfatto le aspettative della gente, spiegando anche le ragioni, per la quale la gente non ne ha confermato la fiducia, ovvero se questo governo dalle ipotetiche colpe disfattiste, dato che ancora di effetti reali non ne abbiamo visti (per favore non tiri in ballo il fanalino di coda europeo, perche neanche la Germania se la passa tanto bene tanto per dirne una), dovesse imbroccarne almeno una, lei ne darebbe merito con sincera onestà intellettuale?
    P.S.: ogni tanto mi va di esser serio!

  8. al poveretto ” ‘zulu ”
    Dal momento delle promesse sono trascorse già ben 10 mesi di governo e gli italiani puntano con un alto indice di gradimento a tutt’ora (non con i governi precedenti).
    Come da Sue parole: “Si svegli prima del dramma cittadino… ” ma si svegli Lei a non vedere dei tanti drammi che ci sono in giro a causa dei precedenti governi (da oltre 20 anni).
    Se poi non vuole vedere tutto ciò e continuare ad asservire il Suo amato partito, libero di fare. Fortunatamente siamo ancora in democazia e nessuno possa far cambiare le proprie idee agl’altri.

  9. @ ‘zulu :
    la vedo piuttosto confuso . . è un bel po confuso da”cittadino”. . ma non sono io .
    @ cittadino :
    ha disorientato ‘zulu col suo nickname copiato , lui crede che son io che scrivo e ne rimane perplesso . . .
    @ Ermes :
    apprezzo e condivido la sua”serietà” .
    @ Rita Faletti :
    di tanto in tanto cerchi di volare alto non vincolata , da aquila e non da aquilone (senza vincoli ) .

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