Padre e figlio napoletani agivano in tutta Italia. Truffate anziane signore di Ragusa

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Padre e figlio napoletani, truffatori seriali agivano in tutta ItaliaLa. La   Squadra Mobile  ha tratto in arresto i pluripregiudicati Antonio e Vincenzo De Martino, padre e figlio, rispettivamente di 69 e 44 anni, per truffa e tentata truffa, aggravati dall’aver commesso i fatti ai danni di donne anziane.
Il provvedimento di cattura è stato emesso dalla Procura della Repubblica di Ragusa a seguito dell’ordinanza del Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale ibleo notificata ieri agli indagati al momento dell’arresto.
La scorsa estate la Polizia avevainiziato a registrare diverse denunce per truffa consumate in provincia di Ragusa con lo stesso modus operandi, appurando che si trattava di più gruppi criminali.
Raccolti i primi elementi, già nel mese di giugno 2018 gli uomini della Squadra Mobile iblea davano avvio ad un’intensa caccia all’uomo, considerato che le vittime erano tutte donne anziane ed i malfattori creavano un danno non solo economico ma soprattutto psicologico.
Le vittime riferivano di aver ricevuto in casa il truffatore e di essere in grado di riconoscerlo.
Dalle indagini risultava che la macchina utilizzata dai truffatori era stata noleggiata.

Il modus operandi era identico: una voce maschile contattava per telefono la vittima, qualificandosi come l’avvocato. Lo stesso mi spiegava che il figlio (o nipote) della malcapitata aveva avuto un incidente stradale e che aveva causato delle lesioni ad un ragazzo che viaggiava con un motorino. Il sedicente avvocato passava il telefono ad un’altra persona che si qualificava come  Maresciallo, il quale confermava i fatti, aggiungendo che il parente  era stato trattenuto in caserma in stato di fermo perché aveva investito un ragazzo che era in ospedale; a dire dell’interlocutore, il danno provocato da  figlio   ammontava 25.000 euro ma le parti si erano accordate per un risarcimento di   10.000 euro.

Le madri anziane non esitavano a pagare pur di vedere libero il figlio con la garanzia che il pagamento avrebbe risolto ogni suo possibile coinvolgimento in processi penali o di risarcimento danni. Il bottino di ogni truffa superava i 5.000 euro, con richieste iniziali di 30.000 euro. Quando le vittime non avevano tutto il denaro, i truffatori si facevano consegnare oggetti in oro.

Secondo la squadra mobile di Ragusa è possibile che siano ancora numerose le vittime dei due indagati sull’intero territorio nazionale. Per questo la Questura ha chiesto la pubblicazione delle foto dei due arrestati e invita chi li dovesse riconoscere come autori di un reato a recarsi negli gli uffici di polizia più vicini al luogo di residenza per denunciare i fatti.

Sono sette le truffe accertate dagli agenti della squadra mobile di Ragusa dallo scorso agosto fino ad oggi.

 

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